Tu mi parlavi di farfalle, cuorcini, futuro rosa, uccellini che svolazzano e cantano alla luce del sole. E io me la ridevo sotto i baffi. Anzi, non è che sorridevo, me la ridevo proprio! Ti dirò di più, in certi momenti mi spanciavo dalle risate! Che insensibile, vero?! Cuore di pietra: tu mi parli d'amore e io mi rotolo nell'erba sghignazzando a più non posso!
Non è invidia, è che ... sei tu che mi fai ridere. Crudele a dirsi, eppure è la verità. E non me ne vergogno, perché faccio tutto senza cattiveria oramai, a cuor leggero. Già, hai finito di appoggiarti qui. Chiuso per ferie, per meritato riposo. Eh sì, dopo tutti questi anni direi che me lo merito ampiamente! Sbrigatela un po' tu, vuoi fare l'adulto? Avanti, ti cedo il passo, perché io per l'ennesima volta rimango qui, con le mie cuffie sulle orecchie, e non ho intenzione di aprire quella porta, tanto meno di attraversarla. Se ce la farai, tutti i miei complimenti.
Un giorno, chissà, magari ti manderò una lettera di ringraziamenti alla candeggina. Forse sarai abbastanza adulto anche per comprenderla.
Sorrido e ridacchio.
Nessun commento:
Posta un commento