lunedì 28 novembre 2005
Incubi
In questi giorni sto facendo degli incubi tremendi... tipo che ritorno in acqua e faccio fatica ad arrivare a metà vasca (da 25!), oppure che arrivo in fondo ma sono così dura nei movimenti e l'acqua è così pesante che quando riesco ad arrivare dall'altra parte sono completamente sfinita ed esausta, come se stessi nuotando nella pece (in realtà non ci ho mai provato...) Poi mi guardo intorno senza un filo di fiato e con i muscoli a pezzi e vedo che gli altri nuotano come li ho sempre visti nuotare... chi cavolo vi ha insegnato a nuotare nella pece, a voi?!
domenica 13 novembre 2005
Poesia
Dal Fantafobal n. 23 pag. 31
Autrice: Sara (presumo)
Autrice: Sara (presumo)
Posi leggero le dita sulle corde,
come sfiorassi le mie guance.
Il tremore del suono
altera il mio respiro,
sento quel fuoco,
si perde in un sospiro.
Il battito accelera
al tuo sguardo assorto,
sento il contatto,
mi estraneo dal mondo…
Distendo la mano
sul tuo corpo armonioso,
mi avvolge la tua intensità
che passa attraverso quel suono.
Una magica intesa,
un incastro di note,
scuote in me fascino e vibrazione.
Qualcosa ho percepito,
segno di rara intimità,
in quell’istante,
mi fai tremare…
E’ un senso di smarrimento
placato da profonda ammirazione,
e ora volge il mio sguardo lì,
dove ho trovato il mio riposo,
dove posi leggero le dita.
come sfiorassi le mie guance.
Il tremore del suono
altera il mio respiro,
sento quel fuoco,
si perde in un sospiro.
Il battito accelera
al tuo sguardo assorto,
sento il contatto,
mi estraneo dal mondo…
Distendo la mano
sul tuo corpo armonioso,
mi avvolge la tua intensità
che passa attraverso quel suono.
Una magica intesa,
un incastro di note,
scuote in me fascino e vibrazione.
Qualcosa ho percepito,
segno di rara intimità,
in quell’istante,
mi fai tremare…
E’ un senso di smarrimento
placato da profonda ammirazione,
e ora volge il mio sguardo lì,
dove ho trovato il mio riposo,
dove posi leggero le dita.
giovedì 10 novembre 2005
Una frazione della mia vita
Da una persona che ai vostri occhi rimarrà anonima
(di cui rimarrà anonima anche la provenienza)
(di cui rimarrà anonima non sola la collocazione nello spazio, ma anche nel tempo)
Note: non ero io la destinataria di questo estratto, ma mi è piaciuto tanto e lo trovo meraviglioso
Cosa vuol dire che ti sembro strano?! Cioè...strano in che senso?
Credo che sia un momento della mia vita nel quale mi ritrovo a dover prendere parecchie scelte abbastanza importanti per il mio Futuro.
Scelte su tutti i fronti: da dove mettere la scrivania nella mia "nuova" camera a dove mettere il mio gruzzoletto per ritrovare qualche soldo in più per una futura casa....
...e poi c'è il lavoro (sono già in ansia), gli scout....
Diciamo che passo parecchio tempo a pensarci per evitare di fare cazzate e la mia ispirazione più grande la trovo in qualche cd o in qualche pagina letta di sfuggita da qualche libro di qualche scaffale di qualche biblioteca o casa di qualche amico...
E poi c'è un mucchio di altri pensieri, sul mio Presente, sull'Appenapassato, sul Passato. I sogni. Il Comevorreichefosseora. Sento in bocca quella sensazione di quando ti scotti la lingua...che per un po' di tempo, tutto quello che va a finire sopra il pezzo che ti sei bruciato, ti crea ancora un po' di male. Ma te lo crea solo in quel punto lì.
E tu mangi, bevi, sputi... ci fai tutto quello che ci devi fare con la tua lingua, ma sai che per un po' di giorni ti dovrai tenere quel pezzo in quel modo.
Ma c'è un'altra cosa... ogni volta che qualcosa che hai in bocca finisce proprio sopra quel pezzo e ti accorgi che è quello che ti sei bruciato... ecco, ogni volta, ti viene in mente come te lo sei bruciato. "Quella sorsata di cioccolata calda di ieri" pensi. E' inevitabile.
Se ci fai caso è così. E a me sembra non riesca proprio a guarire.
La Bezzy fa da complice alle mie fughe da nonsocosa e il vento che trovo mi è compagno solo quando gli gira.
Mi accorgo che mi fermo sempre più spesso a osservare quello che mi sta intorno, addosso, dietro... nei capelli, ogni volta, mi restano incastrate certe frasi, certi sguardi, ImmaginiPensieriSensazioni dalle quali faccio fatica a liberarmi.
Guardo la gente. Le sciure, gli impiegati, i muratori... gli elettricisti, i capi, quelli che credono di essere capi, i bambini, le puttane, i baristi, gli edicolanti, i benzinai...
Cerco di entrare nella testa e nella vita di queste persone di soppiatto, senza che loro se ne accorgano, per poi sgattaiolare via, una volta che sono riuscito a sbirciare un po' della loro esistenza dal buco della serratura.
Non rubo niente, non lascio niente. Guardo e me ne vado.
Senza il loro permesso non metto mano ai loro giorni, nè alle loro ore.
Se mi chiedono di mischiare la mia vita con la loro lo faccio fino a quando io o loro non ci consideriamo abbastanza imbastarditi dall'altro.
La mattina presto, andando al lavoro, mi veniva benissimo sbirciare...
...e questa è un po' la mia vita ora, o almeno, è una frazione della mia vita che io mi illudo di riuscire a descrivere a parole. Spero di non averla delusa.
E spero anche i poter essere sempre un po' strano, perchè altrimenti nessuno verrebbe a sbirciare nella mia vita per capire che cazzo di cosa mi ha combinato in questo modo.
Papel igienico
Dalla mia omonima in erasmus felice a Lisboa
Lisboa
Thu, 8 Nov 2005 12:42
Mai avrei pensato che potesse accadere ma è successo: ho assistito alla conversazione più assurda che una persona normale possa immaginare.
Luogo: cozinha de casa lisboeta in rua Marques sa de Bandiera 5° andar
Tempo: alle 10 di sera, quindi né troppo tardi né troppo presto per riuscire ad utilizzare pienamente i propri neuroni.
Personaggi: Le due terribili irmãs (maria e sao), Andreja ed io
Argomento: papel igienico...
Io propongo di comprare alcune cose in comune perché credo che non abbia molto senso avere in casa sette detersivi differenti per lavare il pavimento, per pulire i piatti, il bagno, i vetri ecc.
Poi oso proporre di comprare assieme la famosa carta igienica.
Sguardi perplessi.. scambi di occhiate interrogative depois parte Maria…
"Ma ne abbiamo già parlato, io preferisco comprare la mia perché a me piace rosa (!!!)"
Andreja: "Ah no, io la preferisco bianca"
Poi Sao che probabilmente si sentiva dimenticata e doveva dire x forza qualcosa: "E poi magari c'è chi ne usa di più, chi di meno. Chi va in bagno più volte. Non c'è modo di controllare!"
Lisboa
Thu, 8 Nov 2005 12:42
Mai avrei pensato che potesse accadere ma è successo: ho assistito alla conversazione più assurda che una persona normale possa immaginare.
Luogo: cozinha de casa lisboeta in rua Marques sa de Bandiera 5° andar
Tempo: alle 10 di sera, quindi né troppo tardi né troppo presto per riuscire ad utilizzare pienamente i propri neuroni.
Personaggi: Le due terribili irmãs (maria e sao), Andreja ed io
Argomento: papel igienico...
Io propongo di comprare alcune cose in comune perché credo che non abbia molto senso avere in casa sette detersivi differenti per lavare il pavimento, per pulire i piatti, il bagno, i vetri ecc.
Poi oso proporre di comprare assieme la famosa carta igienica.
Sguardi perplessi.. scambi di occhiate interrogative depois parte Maria…
"Ma ne abbiamo già parlato, io preferisco comprare la mia perché a me piace rosa (!!!)"
Andreja: "Ah no, io la preferisco bianca"
Poi Sao che probabilmente si sentiva dimenticata e doveva dire x forza qualcosa: "E poi magari c'è chi ne usa di più, chi di meno. Chi va in bagno più volte. Non c'è modo di controllare!"
domenica 6 novembre 2005
Volo di farfalle
Da L'Aura's Journal
Sun, 22 Maj 2005
Sun, 22 Maj 2005
In momenti come quelli le distanze
antropologiche tra le persone vengono azzerate dagli spiriti.
Quando un'anima viene privata del corpo,
i ricordi volano via come le farfalle all'imbrunire
e ciò che resta è complicità umana,
la consapevolezza di essere parte
(volente o nolente)
di un universo tanto, troppo più grande
di quello delle nostre teste
(tanto concepibili le idee di cose
remote, quanto intangibili).
Tosto che s'affaccia il tramonto volo
via anch'io nel paradiso delle farfalle
prima che tutto questo s'imbastardisca
e decada nelle peggiori masturbazioni mentali possibili.
antropologiche tra le persone vengono azzerate dagli spiriti.
Quando un'anima viene privata del corpo,
i ricordi volano via come le farfalle all'imbrunire
e ciò che resta è complicità umana,
la consapevolezza di essere parte
(volente o nolente)
di un universo tanto, troppo più grande
di quello delle nostre teste
(tanto concepibili le idee di cose
remote, quanto intangibili).
Tosto che s'affaccia il tramonto volo
via anch'io nel paradiso delle farfalle
prima che tutto questo s'imbastardisca
e decada nelle peggiori masturbazioni mentali possibili.
venerdì 4 novembre 2005
Estratti di Firenze
Perchè la mente non ha ancora imparato ad ottenebrare gli occhi e il cuore, le mani.
E se penso che tu questi pensieri neanche li fai, perso nella tua felicità...
Che domande ne avevo mille e ancora un milione, ma come sempre mi sembavano troppo stupide. Invece la curiosità bambina non è mai stupida, ma è la vita che respira.
Cercavo nel riflesso della vetrina un'illusione della mia intelligenza.
Non si sa dove sia, ammesso che ancora sia!
Cerco un respiro. Lo cerco sul vetro. Che si appanni. Voglio disegnarci sopra.
Rapita e portata lontano nel solito posto sconosciuto, che tanto mi appartiene.
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