martedì 26 dicembre 2006

Life Is Wonderful

Jason Mraz

It takes a crane to build a crane
it takes two floors to make a story
it takes an egg to make a hen
it takes a hen to make an egg
there is no end to what i'm saying

it takes a thought to make a word
and it takes some words to make an action
and it takes some work to make it work
it takes some good to make it hurt
it takes some bad for satisfaction

ah la la la la la la la life is wonderful
ah la la la la la la life goes full circle
ah la la la la la la life is wonderful
ah la la la la
ah mmmm

it takes a night to make it dawn
and it takes a day to you yawn brother
and it takes some old to make you young
it takes some cold to know the sun
it takes the one to have the other

and it takes no time to fall in love
but it takes you years to know what love is
and it takes some fears to make you trust
it takes those tears to make it rust
it takes the dust to have it polished, yea

ah la la la la la la life is wonderful
ha la la la la la la life goes full circle
ha la la la la la la life is wonderful
ha la la la

it is so
and it is so

it takes some silence to make sound
and it takes a loss before you found it
and it takes a road to go nowhere
it takes a toll to make you care
it takes a hole to make a mountain

ha la la la la la la life is wonderful
ha la la la la la la life goes full circle
ha la la la la la la life is wonderful
ha la la la la la la life is meaningful
ha la la la la la la life is wonderful
ha la la la la la

it is so wonderful
and it is so meaningful
it isso wonderful
it is meaningful
it is wonderful
it is meaningful
it goes full circle
wonderful
meaningful
full circle
wonderful

lunedì 25 dicembre 2006

Natale 2006

Tanti auguri di
Buon Natale
a tutti


ma proprio tutti tutti, senza lasciar fuori nessuno

perché a Natale, è la regola, siamo tutti più buoni.

Eppure
piuttosto che
augurare a qualcuno un Buon Natale
con tanto di sorriso
incluso gratuitamente nel corredo…

quest'anno ne farei volentieri a meno.

Non mi sento obbligata
a dire qualcosa di carino

a chi non mi guarda negli occhi mentre lo saluto,
a chi fa fatica a porgermi la mano,
a chi mi chiede "come stai" perché lo impone l'etichetta,
senza dimenticarsi
di sfoggiare una parvenza interessatissima,
a chi non si degna di alzare la cornetta del telefono
ma crede di potersi lamentare che "io" non chiamo mai…

…a chi si inventa un sacco di fandonie
per poi sparire nella nebbia,
a chi si fa vivo solo ed esclusivamente
quando ha bisogno di una spalla su cui piangere,
a chi ti prende in giro in maniera perversa,
a chi ti sta vicino
rigorosamente
per il tempo per cui coincidi con i suoi interessi.

E di motivi ce ne sarebbero ancora.

Perché se non vuoi avere nulla a che fare con me,
non serve che fingi,
non me ne frega veramente nulla
di condividere la mia vita con qualcuno
a cui non interessa.

Non avrebbe nemmeno un senso logico.

Perciò
take it easy

non ti sforzare a stirare gli angoli della bocca
per far esplodere il biancore del tuo dentifricio.

Ad ogni modo, Buon Natale anche a te
perché spero che da oggi in poi affronterai il mondo
intorno a te con un pizzico di serena sincerità in più.

O se poco ti importa del mondo che ti circonda,
ti chiedo di farlo almeno con me.
Grazie.


Ma tra voi c’è anche
chi vorrei stritolare a forza di abbracci,
e per cui questi auguri non basterebbero mai.

C’è chi mi è stato vicino davvero,
chi si fida di me,
chi si illumina per un sorriso,
per un bacio,
chi mi pensa,
chi crede anche in quello a cui
io non sono sicura di voler credere…

…chi mi aiuta,
chi mi sopporta,
chi mi prende per mano,
chi mi sprona,
chi mi riprende,
chi mi tiene compagnia,
chi mi sta accanto,
chi canta con me,
chi pretende il meglio che posso fare
Solo per queste persone…


giovedì 7 dicembre 2006

Qualcosa che non c'è

Tutto questo tempo a chiedermi
Cos'è che non mi lascia in pace
Tutti questi anni a chiedermi
Se vado veramente bene
Così
Come sono
Così

Così un giorno
Ho scritto sul quaderno
Io farò sognare il mondo con la musica
Non molto tempo dopo
Quando mi bastava
Fare un salto per
Raggiungere la felicità
E la verità è

Ho aspettato a lungo
Qualcosa che non c'è
Invece di guardare il sole sorgere

Questo è sempre stato un modo
Per fermare il tempo
E la velocità
I passi svelti della gente
La disattenzione
Le parole dette
Senza umiltà
Senza cuore così
Solo per far rumore

Ho aspettato a lungo
Qualcosa che non c'è
Invece di guardare
Il sole sorgere

E miracolosamente non
Ho smesso di sognare
E miracolosamente
Non riesco a non sperare
E se c'è un segreto
E' fare tutto come
Se vedessi solo il sole

E se c'è un segreto è fare tutto
Come se
Fare tutto
Come se
Vedessi solo il sole
Vedessi solo il sole
Vedessi solo il sole

E non
Qualcosa che non c'è

domenica 26 novembre 2006

E se ti invitassi a fare un giretto?

E se ti invitassi a fare un giretto insieme, in automobile, sfrecciando nella notte, tanto per perdere tempo, verresti con uno sconosciuto come me? Verresti? Sii sincera. Non verresti? Uno, perché non mi conosci e perché la mia barba di tre giorni non te lo consiglierebbe. Due, perché che senso avrebbe salire in macchina con uno che non si conosce, per lo più di notte. Eppure ti dico che non rischieresti nulla, forse solo qualche discorso banale ed un po’ di puzza di sigaretta. Magari fumi anche tu, ed hai già finito le sigarette. Ed una sigaretta in compagnia te la fumeresti anche volentieri, magari non con me, che spesso sono silenzioso e che non sono nemmeno il tuo tipo. Ma non dobbiamo mica fare nulla, tranne che parlare e dividere un po’ di fumo! Scusa se penso questo, ma non ci trovo nulla di male, almeno dal mio punto di vista. Io mi conosco abbastanza, sai. Non sono Landru e non ti farei del male, non ti torcerei nemmeno un capello. E poi, al di là di tutto, non penso proprio di avere una faccia che possa incutere timore. Se vuoi i Pooh o Julio Iglesias, beh, quelli non ce li ho. Ma posso rimediarti un nastro di Lucio Battisti o anche di Ligabue. Ti faccio scegliere anche l’arbre magique. Ne ho due, uno alla vaniglia ed uno al pino silvestre. Piuttosto che andarcene a casa, in questa notte placida ed illune, potremmo barattare un po’ di storia privata, il racconto di qualche sogno infranto. Lo so, lo so, che è una proposta davvero bizzarra.. Ma la notte può tutto, c’è la complicità e la disposizione al dialogo sommesso e confidenziale. Quello che viene viene, anche nulla, anche solo due tiri di sigaretta, pur di non rinchiuderci nella nostra solitudine, quando il buio ci rende simili ai Titani, capaci forgiare il mondo e di scalare le montagne, come in una sublime illusione. Verresti a fare un giro con me? Ho la macchina parcheggiata proprio qui di fronte a questo bar aperto fino a tarda notte, il bar degli ultimi disperati che sono rimasti senza fumo o con pochi spiccioli da giocarsi alle macchinette del poker elettronico, delle guardie giurate che giocano a fare gli sceriffi con le loro stupide pistole.

Te lo leggo negli occhi, che non ti passerebbe nemmeno per l’anticamera del cervello di accettare la mia proposta. Ma io non me lo sognerei nemmeno di chiederti quello che sto pensando. Uno, perché nonostante tu sia una discreta figa, sono solo cose che uno pensa così, tanto per pensare. Due, perché, forse, tu sei una grande noia, magari neanche fumi, fai discorsi banali e ti senti ’sto cazzo, ed io non ho per niente voglia di sfrecciare nella notte insieme a te.

giovedì 23 novembre 2006

Tu

E chi se lo sarebbe aspettato?! Differenza tra desideri e aspettative. Solo che, come al solito, anche questa volta le uniche ad essere soddisfatte saranno le aspettative. Mi rimarranno solo pochissimi fotogrammi, pochissimi respiri, scattati velocemente, rubati con occhio lesto. Però... ecco, è così che avrei pensato, qualcuno come te. Così vorrei, credo. Così credo di volere. Così voglio credere. E se così sentissi? Ma non tu, troppi casini, meno male che tutto si chiude, meno male che non ha potuto degenerare. Perché non tu? Peccato non ci potremo conoscere. Peccato non potremo mai sapere. Per lo meno, non potrò. Un'impronta. E se...?!

... / (...)

sabato 18 novembre 2006

Notti

Claudio Baglioni

notti di nessuno
notti sfrigolanti di lampioni
notti raggomitolate sui termosifoni
notti di telefonate a letto
notti di tivù private
occhi naufraghi di gatti sul tetto
notti per star su

notti in macchina a parlare il vetro basso per fumare
notti di canzoni vecchie ancora buone da cantare
notti buie come un forno
notti insonni prima di un gran giorno
notti dure di illusioni
lunghe e scure di caffè

notti di treni frettolosi che attraversano stazioni e scuotono valigie e cuori
notti illuminate di parole grosse e di rumori
notti uscite da una festa
notti con i bigodini in testa
notti e nuvole più grandi del cielo
e il gelo di un autogrill

e se stanotte tu mi fossi accanto
stanotte che ti voglio e non sai quanto
e se potessi fare in modo che Roma non fosse lontana per te
tu che sei stata e sarai tra le persone più mie
tu che mi stai nei quattro angoli del cuore
ridammi indietro questo amore
l'amore delle mani tue

notti assonnate di lancette che sbucciano i minuti
e pioggia dietro ai vetri a cordicelle
notti di alberi fioriti di nuovi amori e nuove stelle
notti di un antifurto disperato
notti volanti di polizia
notti di un amore disgraziato
notti senza compagnia

notti di strade spalancate di vento
notti e già ne avrò passate cento notti e quante notti amare ad aspettare te

venerdì 17 novembre 2006

Insieme

Quante cose che non sai di me...
Quante cose che non puoi sapere...
E sentire fa rumore... fa rumore camminare...
Pi Esse.
Ladro. Bugiarda.

martedì 14 novembre 2006

Tutto è bene quel che finisce bene

Ieri non avevo saputo come prenderla, ma ci ho pensato un po' su e oggi ti posso dire che qualche momento di "crisi n*******a" ogni tanto è bene che ci sia, perché ti obbliga a vedere con occhio diverso il lavoro che stai facendo, perché magari coinvogli gli amici e loro sanno darti letture e punti di vista che tu da solo difficilmente avresti preso in considerazione, perché ti arrabbi e ti sbatti solo se ci tieni tanto, perché dai un senso a quello che stai facendo.
E in tutto questo la testa gioca un ruolo fondamentale. Bisogna mettercela, certo, ma bisogna soprattutto sapercela mettere. Perché è talmente ricca di possibilità che non è così facile riuscire a gestirla. Così magari si finisce per arrovellarsi e sfinirsi, puntare su obiettivi sbagliati, fossilizzarsi su una visione del proprio lavoro che sfugge dal quadro completo della situazione e fa perdere i punti di riferimento.
L'importante è rendersi conto di quando si arriva ad un punto morto. E da lì si ricomincia, ma non uguale a prima, si cambia! Il cuore ce lo metti sempre, è solo la testa che ogni tanto va presa a pugni: le capate fanno male ma ti risvegliano da quel circolo vizioso.

venerdì 10 novembre 2006

Il dramma del giovedì sera

Come ogni volta che si va ad allenarsi, passo a prendere Angi sulla strada della piscina, previo squillino quando arrivo nei pressi della sua via. Così ieri sera. Ma, mannaggia, il suo cellulare risulta spento e la mia batteria frigna fino a che mi da la buonanotte in anticipo. Semplice, giunta davanti al numero 17 (woooow) scendo e suono il campanello.
Mi risponde Angi: - chi è? (chi vuoi che sia, se stasera c'è l'allenamento e a quest'ora passo sempre io)
- Alice
Poi rientro in auto, la aspetto lì. Non è che stasera faccia tutto questo freddo, ma non vedo perché devo rimanere fuori insciarpata. Angi arriva al cancellino e mi fa segno di scendere. Ora, dico, non è che abbiamo tutto questo tempo. L'allenamento comincia tra un quarto d'ora. Tempo che arriviamo in piscina e ci cambiamo, vedrai che non c'è tutta questa abbondanza di minuti. Non mi sembra il momento adatto per mostrarmi tipo che so... l'ultima torta di tua madre (che poi me la sogno in acqua). Ma non dico nulla e scendo.
- C***o ci fai qui?
- Andiamo in piscina, no?!
L'espressione di Angi muta in qualcosa che insinua un tarlo nella mia mente... dove ho sbagliato!?
- Ma Ali....
Evidentemente ho sbagliato qualcosa. Ma cosa!?!?!? Che giorno è? Io pensavo fosse giovedì. Non è giovedì!? Cerco qualche segnale che mi possa far dire sì è giovedi oppure no non è giovedì, ma sono così impanicata che non mi viene in mente assolutamente nulla. Non rispondo.
- Ali, sono le 8e un quarto
- E allora!?
Ancora non capisco. Ma alla fine è giovedì o no?!
- Ali, l'allenamento è a NOVE e un quarto

:-/

Con tutte le cose che ho da fare, mi metto pure a buttare via un'ora del mio tempo.... Ma dove ho la testa!?!?!??!?!

giovedì 21 settembre 2006

Happy Birthday.. To Me!

- Auguri.. un bacio ciao
Rapido e indolore!

- Sono andata in piscina, sono distrutta per il mio allenamento anticellulite, il letto mi guarda con occhi languidi ma io resisto perché voglio fare gli auguri alla mia amicona alice.. e prima di tutti!
T'han battuta sul tempo ma per poco, e comunque.. te vojo bbbene!

- Tanti auguri donzella! Quanto manca alla pensione? Muahahahah
Alla pensione mi manca parecchio, ma non temere che intanto sopravviverò elemosinando dalla tua. Grazie per gli auguri. E anche per la pensione, ovviamente

- Tantissimi auguronissimi per tutti questi anni bellissimi trascorsi tra momenti esilarantissimi e

- Bhe si sa non sono una scheggia e mi han battuto in velocità, comunque ti faccio un casino di auguri al quadrato x5 elevato alla millesima.. smack di compleanno cipo!
La calcolatrice sta elaborando i dati pervenuti.. attenda.. attenda.. attenda.. diamine è difficile stavolta!

- Tanti auguri da parte mia.. e anche dal mio sixshot (lupo alatao, jet stellare, carrarmato, lanciamissili, pistola laser e ovviamente robot!)
Grazie a te e anche al tuo.. alla fine cos'è? Un tritaformaggio a energia idroelettrica? (così c'ho messo pure l'acqua, tiè!)

- Auguri.. Hai visto che i vecchi amici si ricordano sempre..
Panico. Spero che tu, mio caro vecchio amico, abbia solo cambiato il numero di telefono perché.. ehm.. non sarebbe simpatico avere l'alzheimer già adesso..

- E' tutto cominciato un po' di mesi fa... "Scusa Mappina... Ma chi è Chris Botti?" Me lo chiese in mp, dopo una domanda del music qizz. E da allora, lei scarica tutti i pezzi musicali che io ascolto... pochi mp scambiati, e arriva il contatto su msn, a giugno, da parte mia. Lei si vede aggiungere un contatto nella sua lista, con il nome "uffa..." e chiede: "Mappina?" uffa....scrive:"Yesssss!" Alice:"Che arguzia, vero?" E lì sono iniziate le prime risate, i primi scambi di battute, e una grande complicità. Queste "conversazioni all'acido con qualche goccia di rosmarino", come le chiamiamo noi, durano senza interruzione da allora, sulla scia di un feeling instauratosi in quel mese di giugno, e che mi hanno fatto scoprire quanto fosse speciale la persona che compie gli anni oggi... Auguri Alice, auguri di cuore. E dopo questi auguri semistrappalacrime.... ti aspetta un week-end di fuoco, tra me, il melone e le lezioni voodoo! Lo sai, vero?
Corazza antilacrimucce a meeeeeee! Che fai?! Attenti alla mia integrità di donnina inscalfibile!? Ti sistemo io, preparati! (grazie, sono "quasi" commossa) Comunque non dovevi svelare tutti questi particolari!

- Auguri alice! Un bacio Ps: ricordi l'uscita di squadriglia! Tu eri stata schedata come 21 settembre.. :-)
Certo che mi ricordo! I cow-boy puntavano le nostre tende, per fortuna ne siamo uscite sane e salve!

- Auguri vecchietta
Giovincella, fai poco la brillante che anche tu sei sulla strada buona!

- Auguri
Wow! Gli auguri da un fantasma non li avevo mai ricevuti

- Buon compleanno alice! Benvenuta nel "club dei ventiduenni intrepidi per nulla terrorizzati dall'avanzare inesorabile del tempo in questo mondo incerto"! Auguri!
Vivo un equilibrio instabile. Ho detto instabile, non dinamico. Sono momenti difficili, non abbandonatemi

- Tante angurie secca coscia lunga!
Conosco un tizio con una gamba di legno di nome Smith. Ah sì?! E come si chiama quell'altra gamba?

- Era in giro per rikkione durante gli ultimi italiani. La conobbi lì. La teneva per manina mappina e la portava in giro a conoscere il mondo degli adulti... i master. Dolce, timida e forte. Un bel mixer! Non cambiare mai (tutta in prima da brescia a milano) Buon compleanno bimba
Dolce a me!? Questa è la prova schiacciante che aspettavamo tutti: ti sei bevuto il cervello!

- Auguri ad una bimba che ha scoperto gli "sweep"!! Certo però... ascoltare la musica di Mappina... ti servono proprio gli auguri
Secondo te ci arrivo ai 23? No perché altrimenti smetto subito!

- ''e che mi hanno fatto scoprire quanto fosse speciale la persona che compie gli anni oggi... Auguri Alice, auguri di cuore". Auguri! Anche se dopo una dedica così i miei fanno solo 'numero'...

- Tante angurie!
Tra angurie e meloni qui la vedo maluccio!

- Auguronissimi di buon compleanno.. Mille baci
Scusa non resistevo più, non sono riuscita ad aspettarti altri due giorni!

- Tanti tanti tanti tanti (x 22) se non sbaglio.. Auguri di buon compleanno.. Ps: ho il tuo libro di fisiopato da restituirti.. Passi sabato a trovarci?
Era un messaggio subliminale per ricordarmi che devo studiare?!

- Tanti auguri dottoo spero che li compagni tua te faccino a festa.. Scusa festeggino cutte. A vecchiaré un bacio cardo da tony
Sgrammaticato, questa mi suona come una sottiiiiiile presa in giro, hihih!

- Tanti auguri! Gli anni passano e sei sempre più donna, e che donna! Se il tuo cuore cresce di pari passo sarai sempre più luminosa e bella!
Mi hai preso per una candela? La lungaggine c'è, il cervello non c'è.. e qui tutto quadra.. forse hai ragione!

- Auguri! Non è che visto che è il tuo compleanno e siamo tutti più buoni, mi ritrasformi in umano? Craaaaaaaaaaaaaa craaaaaaaaaaaaaaaaa (E non me lo ha ricordato il m****! Auguroni vecchia strega)
Tranquillo, lui non me li ha ancora fatti, sei in vantaggio! Ma ranocchietto, bada a te!

- Buongiorno! Auguri di buon natale e felice anno nuovo!
Befano, ma che fuso orario hai in testa?! Fatti vedere da uno bravo!

- Tanti auguri Ali! Per regalo ti farò una rivelazione gossippara.. N***** si sposta! Bacio
Scusa, mi era cascata la mandibola.. Per fortuna che ho un anno di più e certi colpi riesco ad attutirli! Petta che ora mi ricaccio "in dentro" gli occhi

- Alce ci sei? Allora fai finta di sentire anche i suoni: happy birthday to you happy birthday to you happy birthday to youuuuu happy birthday tooooo youuuuuuu e la torta a me!
Come sei intonato! Che sound! Impareggiabile! Per la torta niente da fare, sono avarissima!

- Tanti auguri ali! So che è banale ma.. dai, anche buon compleanno! A presto!

- Ciao vecchia, come va? Tanti auguri per il tuo compleanno, il messaggio è semplice ma è il pensiero quello che conta! Buona giornata Bacio
E va bene, mi accontento. Ma solo perché vedo il fumo che ti esce dalle orecchie da quanto intensamente hai pensato a me che compio gli anni

- Non è un gran tempismo.. anyway spero sia stata un'ottima giornata (è d'obbligo!) Auguri 2(2)enne! Aumentanoaumentanoaumentanoaumentanoaumentanoaumentanoa
..aumentano fino a farti implodere il telefonino! Devo dire però che effettivamente anche i 2anni mi starebbero benino!

- Ciao aly, tanti auguri di buon compleanno! Un bacione

- Buongiorno a lei! Tantissimi auguri di buon compleanno e benvenuta nel club invecchiamento.. purtroppo ce tocca. Auguri ancora! Baci
Ti sbagli. Io non sto invecchiando, sto solo diventando sempre più saggia

- Tanti tanti auguri! Non ho avuto il tiramisù ma ok te li fo lo stesso! Regali? Dai i soldi li dai a me, te li conservo io! Buon festeggiamento, ma sparano i fuochi?
Certo che li sparano. Un po' ovunque. Mi sembra di capire che li han sparati anche nella tua testa!

- Alice cara, pensavi ti fossi dimenticata.. invece no! Auguri!
Meno male, altrimenti con il prossimo venflon non infilzo un cinese beato ma te!

- Auguri! Ti mando un grosso bacio in questo giorno di festa. Ti auguro un nuovo anno felice e sereno! Ciao

- Ciao cugina.. Tanti tanti auguri.. non bere molto per festeggiare l'età che avanza..
Mi tratterrò dagli sbevazzamenti. Tanto ho già un tiramisù che mi ha occupato tutto l'occupabile :-P

- Ciao bella come va? Gli studi? Volevo farti tanti auguri di compleanno! Spero sia tutto ok. Ci sentiamo baci

- Tanti auguri Alice anche da parte mia. ..."si è incontrata con Alice ad un summit per il canto popolare" sei citata anche da Guccini!
Beh ma se è per questo mi citano in tanti! E' che nessuno mi si piglia.. com'è 'sta storia!?

- Auguriiiiiiiiiii! Vitto che me lo sono ricoddato?
Che carino! Ancora non ha imparato a parlare e già mi fa gli auguri! Che tenero!

- 'guri Come regalo non ti canto la canzoncina
Se vuoi puoi cantarla, tanto non ti sento :-P

- Ciao! Se la memoria non mi inganna oggi devo farti tanti tanti auguri! Ti scrivo da qui perché insieme al cellulare in gita ho perso anche tutti i numeri...e alcuni mi mancano ancora! Spero che la tua mail sia sempre questa! Comunque è un sacco che non ci sentiamo! Allora come stai? Io ho iniziato l'università, economia... bellino mi sembra... Va beh adesso ti lascio che devo andare... fatti sentire e augurissimi ancora! Un bacio

- Patatina.. Tanti auguri! Un bacio grande e tanti piccoli bacetti solo per oggi

- Auguri Alice!!! E adesso ti accorgerai di come volano dopo il militare!

- Mi vergogno schifosamente del ritardo.. tanti auguri alice! e anche un bacio, posso?
Ti è andata bene che ho appena ricevuto un regalo bellissimo e accetto addiruttura il bacio! (ma tu vergognati, però! :P)

martedì 19 settembre 2006

Buon compleanno Angi

Al telefono:
- Dani mi ha mandato un mms con la foto di un pacchetto nero con il fiocco bianco. Chissà cos'è!!!!

Parte l'sms:
- Ultimissime da casa G******. Mia nonna non trova più la dentiera, l'ha persa. Continua a dire che gliel'hanno rubata. Non sappiamo cosa fare, noi non riusciamo a trovargliela. Che balle con le sue fisse della gente che le ruba le cose! Poi secondo te le vengono a rubare la dentiera!? Ma dai! Si ricorda solo di averla messa in un sacchetto nero con fiocco bianco. Boh

TANTISSIMI AUGURI ANGIUZZOLAAAAAAAAAA!

Headphones

Non vedo. Non sento. Non parlo. Le tre scimmiette. A noi avevano regalato le tre ranocchie. A me è toccata quella che non sente. Se ne sta lì sulla mensola con le mani a coprire le orecchie. Sì, sono proprio io. Headphones e via. Non vi ascolto, non vi sento. Sento solo la musica nella mia testa. Vivo lì. Ed è uno spazio immenso, infinito, interminabile. Il mio Paese delle Meraviglie. Non ci rinuncerei per nulla al mondo. Tante volte rifugio e tana di segreti. Oggi è "solo" svago e serenità. Indosso le mie cuffie e il mio sorriso, ciondolo un po' la testa, schiocco le dita, dondolo un po' a tempo di musica. Mentre voi costruite palazzi e abbatete alberi, io posso anche chiudere gli occhi per entrare con tutta me stessa in cinque righe e quattro spazi di profondità. Un sapore indescrivibile. Altro che petrolio.

Sorriso di pietra

Tu mi parlavi di farfalle, cuorcini, futuro rosa, uccellini che svolazzano e cantano alla luce del sole. E io me la ridevo sotto i baffi. Anzi, non è che sorridevo, me la ridevo proprio! Ti dirò di più, in certi momenti mi spanciavo dalle risate! Che insensibile, vero?! Cuore di pietra: tu mi parli d'amore e io mi rotolo nell'erba sghignazzando a più non posso!
Non è invidia, è che ... sei tu che mi fai ridere. Crudele a dirsi, eppure è la verità. E non me ne vergogno, perché faccio tutto senza cattiveria oramai, a cuor leggero. Già, hai finito di appoggiarti qui. Chiuso per ferie, per meritato riposo. Eh sì, dopo tutti questi anni direi che me lo merito ampiamente! Sbrigatela un po' tu, vuoi fare l'adulto? Avanti, ti cedo il passo, perché io per l'ennesima volta rimango qui, con le mie cuffie sulle orecchie, e non ho intenzione di aprire quella porta, tanto meno di attraversarla. Se ce la farai, tutti i miei complimenti.
Un giorno, chissà, magari ti manderò una lettera di ringraziamenti alla candeggina. Forse sarai abbastanza adulto anche per comprenderla.
Sorrido e ridacchio.

domenica 17 settembre 2006

Put Your Records On

Corinne Bailey Rae

Three little birds, sat on my window
And they told me I don't need to worry
Summer came like cinnamon so sweet
Little girls double-dutch on the concrete
Maybe sometimes, we got it wrong, but it's alright
The more things seem to change, the more they stay the same
Oh, don't you hesitate
Girl, put your records on, tell me your favourite song
You go ahead, let your hair down
Sapphire and faded jeans, I hope you get your dreams
Just go ahead, let your hair down
You're gonna find yourself somewhere, somehow
Blue as the sky, sombre and lonely
Sipping tea in the bar by the road side
(just relax, just relax)
Don't you let those other boys fool you
Gotta love that afro hairdo
Maybe sometimes, we feel afraid, but it's alright
The more you stay the same, the more they seem to change
Don't you think it's strange?
Girl, put your records on, tell me your favourite song
You go ahead, let your hair down
Sapphire and faded jeans, I hope you get your dreams
Just go ahead, let your hair down
You're gonna find yourself somewhere, somehow
Just more than I could take, pity for pity's sake
Some nights kept me awake, I thought that I was stronger
When you gonna realise, that you don't even have to try any longer
Do what you want to
Girl, put your records on, tell me your favourite song
You go ahead, let your hair down
Sapphire and faded jeans, I hope you get your dreams
Just go ahead, let your hair down
Girl, put your records on, tell me your favourite song
You go ahead, let your hair down
Sapphire and faded jeans, I hope you get your dreams
Just go ahead, let your hair down
Oh, you're gonna find yourself somewhere, somehow

sabato 26 agosto 2006

Cigni e camomille nel vaso di Pandora

Angolo del cassetto. Credo quello di destra, ma non sono sicura. Silenzioso. Come se non m'importasse di lui. E invece so benissimo che quando lo guardo il vaso di Pandora traballa e si sente che si sta riempiendo sempre di più. Fretta di aprirlo? No, tanto l'autunno si avvicina e a Pandora l'autunno piace particolarmente. Ma stasera... sarà la colonna sonora che mi sto iniettando!
Ma non basta, sento che non è tempo. Meglio, devo dire che anche se ci sono affezionata e un po' ne sento la mancanza, finché riesco a starne lontana mi sembra di stare benissimo!
Ma cosa diavolo sto ascoltando!? Bah! Queste sono ottime ma non ora, non è il momento. Però mi cullano...

Va beh, va beh... la camomilla è finita, i cigni per stasera se la dormono.

E intanto mi sono dimenticata che stasera suonava il Mane. Solo distratta? Uhm... forse molto appallottolata. Incartata.

Ma tu non temere, sai bene che prima o poi tornerò a scivolare tra una pagina e l'altra e a sbriciolare la mina. Non so resisterti.

martedì 18 luglio 2006

Un bacio belloccia

Un bacio belloccia!?

Ma che mi dice di te e tre quarti della palazzina tua?!

lunedì 10 luglio 2006

Un'estate italiana

Gianna Nannini, Edoardo Bennato

Forse non sarà una canzone
a cambiare le regole del gioco
ma voglio viverla cosi quest' avventura
senza frontiere e con il cuore in gola

E il mondo in una giostra di colori
e il vento accarezza le bandiere
arriva un brivido e ti trascina via
e sciogli in un abbraccio la follia

Notti magiche
inseguendo un gol
sotto il cielo
di un'estate italiana

E negli occhi tuoi
voglia di vincere
un'estate
un'avventura in più

Quel sogno che comincia da bambino
e che ti porta sempre più lontano
non è una favola e dagli spogliatoi
escono i ragazza e siamo noi

Notti magiche
inseguendo un gol
sotto il cielo
di un'estate italiana

E negli occhi tuoi
voglia di vincere
un'estate
un'avventura in più

Notti magiche
inseguendo un gol
sotto il cielo
di un'estate italiana

E negli occhi tuoi
voglia di vincere
un'estate
un'avventura in più
un'avventura
un'avventura in più
un'avventura gooooooooooooooaaaaaaaaaaal!

mercoledì 5 luglio 2006

Carmen V (ad Lesbiam)

Catullo

Vivamus, mea Lesbia, atque amemus
rumoresque senum severiorum
omnes unius aestimemus assis.
Soles occidere et redire possunt:
nobis, cum semel occidit brevis lux,
nox est perpetua una dormienda.
Da mi basia mille, deinde centum,
dein mille altera, dein secunda centum,
deinde usque altera mille, deinde centum.
Dein, cum milia multa fecerimus,
conturbabimus illa, ne sciamus,
aut nequis malus invidere possit,
cum tantum sciat esse basiorum.

domenica 25 giugno 2006

Una vita in bicicletta

Einstein diceva - e qualcuno me l'ha ricordato - che
la vita è come la bicicletta: bisogna andare avanti per non perdere l'equilibrio

venerdì 26 maggio 2006

Benigni docet

Roberto Benigni

Come l'ape: va a prendere il polline dai fiori senza sapere... lei l'impollina tutti ma non lo sa lei che è utile, lei lo fa perché gli piace, ecco, non vuole sapere come accade.

L'amore è l'unica mancanza di libertà che ci rende più liberi.

Il poeta dà proprio del tu all'ignoto.

Dio ha detto due cose sole: crescete e moltiplicatevi. Che vuol dire: mangiate e fate all'amore.
Ora, ci sono degli ordini religiosi, nel monachesimo, che fanno digiuno e castità. Cioè che disobbediscono.

Le cosa meravigliose vanno dette semplicissimamente. Sono quelle debolucce che vanno dette con enfasi perché si sostengono solo su quell'enfasi. Ma le cose meravigliose vanno dette semplicissimamente.

Oltre Dio non si può. C'è la par condicio.

Non si può incatenare un'analisi ad un'estasi.

domenica 21 maggio 2006

To make a prairie

Emily Dickinson

To make a prairie it takes a clover and one bee,
One clover, and a bee,
And revery.
The revery alone will do,
If bees are few.

lunedì 8 maggio 2006

Alice e il gatto

Alice dice al gatto: "Qual è la strada che devo prendere?"
E il gatto risponde: "Dimmi prima dove vuoi andare".
Noi sappiamo che tu sai già orientativamente quale strada prendere anche perché tu sei un'altra Alice.
A volte, però, troppo sicura.



Troppo sicura!? Continuo a rileggere, e mi convinco che non è possibile. Continuo a rileggere e mi chiedo con che occhi mi abbiano visto quelle persone.

sabato 6 maggio 2006

Il ritorno di Mr. Bean

Racconto di Thorpino e dei suoi 50fa: direttamente dalla penna del protagonista
Cioè... quando lo sport diventa spettacolo...
Era arrivato il mio turno e forse un po’ distratto mi ritrovai senza quasi accorgermene all’ultima fila di sedie dell’area di chiamata.
“D’A****** G*******?” “eccomi!” risposi gioioso… e l’avventura di Mr. Bean può cominciare.
Mi venne data la corsia 5… cosa piacevole in altre situazioni; in questa si rivelò alquanto…disagevole.
Da dietro il blocco mi tolgo l’espressione da “giulivo” ed assumo quella del “guerriero” serio…., disincantato…., stoico. Ma ecco che termina la batteria prima della mia e giunge il momento di mettere gli occhialini…, gli occhialini? A ‘ndo caz.. ? Le avrò lasciati in area chiamata no? E allora via più veloce della luce e corro dalla corsia 5 alla suddetta area dove le corsie che stavano preparandosi intonano in coro “li hai sulla fronteeee!”
Chiaramente mi scuso con tutti (sig!) e ricorro alla mia corsia 5 (dopo aver controllato se veramente li avevo in fronte… si sa mmmai!) dove il giudice sta fischiando per farci avvicinare al blocco.
Tutto a posto… penso… l’ho scampata bella…eeeeeh la mia rapidità di pensiero e d’azione… eh eh (me la rido….. sig!), ho avuto il sopravvento sulle avversità e sicuramente anche su qualche macumba!
Quindi tolgo la maglietta del Cnm e con lancio plastico la mando a finire sulla sedia vicina; salgo sul blocco giusto in tempo…, per accorgermi che il costumone è arrotolato in vitaaaaaa!!!
Come avrebbe fatto Mr. Bean, guardo con aria disperata il giudice dietro di me… poi addirittura l’avversario alla 4…., quindi mi riprendo, capisco che sono solo contro tutto e tutti….nessuno mi aiuterà a chiuderlo! Infilo le spalline e mi preparo ad una bruciante partenza… falsa! Alla virata sento il costumone gonfiarsi sulla schiena e le pal.. ancora di più!
Arrivo costernato, non oso neppure guardare il team a bordo vasca… mi è bastato uscire dalla scaletta e guardare le facce e le risa della tribuna…. , ecco quando lo sport diventa divertimento e spettacolo!!!

martedì 2 maggio 2006

2° Trofeo Città di Travagliato (pomeriggio)

Passo un quarto d'ora in prechiamata a fare la valletta, ma nella speranza che mi dicano di andarmene, perchè in quel ring 3x3 si soffoca! Siamo in quaranta persone, più tutto il mucchio attorno, si muore di caldo! Mi getto sulle liquirizie, sembro Indiana Pipps ma ho paura che ben presto mi ritroveranno in posizione orizzontale sul pavimento della piscina... adoro gli svenimenti!
Per fortuna arriva qualcuno (non so chi ma lo adoro) a dare manforte, e mi lasciano libera. Libera di andare a sedermi e riprendere le forze e soprattutto un po' di respiro.
Dopo un'oretta che ci si teneva d'occhio (sarà-lui-o-non-sarà-lui e sarà-lei-o-non-sarà-lei) ho salutato Nikita e abbiamo fatto quattro chiacchiere. Sapevo di non sbagliare, era preciso a com'era in foto, e se ero riuscita a riconoscerlo a Desenzano.. oramai nulla poteva fermarmi!
Le Panaree Findus contro la Valle d'Oro. In corsia 3 e 4, affiancati e combattivi, Anthony e Daniele si sfidano sui 100sl. Io sono ancora l'addetta alle riprese. Ovvio che già faccio fatica a seguirne uno, immaginati seguirne due contemporaneamente! Inquadravo a caso, ma qualcosa di buono devo averlo fatto! Laura incita Anthony con un "non importa il tempo che fai, l'importante è che arrivi prima di lui"! Sarà che a Tony gli si è scaldato il cuore, sarà che Daniele senza doping ha ciccato la virata... sta di fatto che il panettiere ha il ditino impastato e tocca a 1'06"71, mentre il compagno figlio di sindacalista ha l'unghia più lunga che gli vale 1'05"51!
Stessa gara anche per Sara, che con 1'05"67 si regala l'argento!
Qualche giovane donna intraprendente scambia la gara con un'altra e al tocco dei 100.. vira e riparte! Astanti occhi increduli e giudice spiazzato. Comincia a rincorrerla per la vasca cercando di chiamarla e dirle che la gara è terminata. Ma ancora niente, siamo ai 125 e lei vira di nuovo. Il giudice da sopra cerca di bloccarla e finalmente ce la fa.. così l'atleta si può concedere l'imbarazzo di una mezza vasca a rana! Ah signùr, guarda cosa ci combina l'adrenalina!
Intanto io e Giovanna siamo in posizione comoda e scrutiamo l'orizzone divertite. Credo che abbiamo toccato l'apice della giornata in quel lasso di tempo, appollaiate dietro il blocco 1. Il nostro bel bolognese ha avuto la promozione definitiva, ma poi ci è passato davanti aprendo bocca e.. nuuu! Non importa, abbiamo velocemente sdrammatizzato! Poi ne abbiamo puntato un altro, ma di questo ci restano sconosciuti nome, squadra, tempo.. e non abbiamo nemmeno la ciabatta per ritrovare il nostro Cenerentolo!
Mentre partono i 50ra, accompagno Angela nello spogliatoio per il momento più duro della giornata, quello più faticoso. Sara le ha prestato il costumone. E ora il problema sta nell'infilarselo. La battaglia è dura ma noi siamo più forti della ciccia (ciccia!? ma quale ciccia?! se quella è ciccia, io sono un cetaceo.. almeno saprei nuotare!).
Tocca a Laura, giunta nel pomeriggio al termine del turno in ospedale. Gara non al massimo, ma che le vale comunque il secondo posto con 39"25. Non l'avevo mai vista in gara, ma devo dire che mi piace come nuota. Brava Laura!
Poi Anthony, che con 39"05 esce dall'acqua un po' deluso, rimproverandosi di essere scivolato in virata.
Stanno scivolando un po' tutti.. vuoi vedere che quel bordo è davvero troppo pulito!?
Arriva la batteria del Maestro, che si trova affiancato proprio da Nikita, mentre il folto Thorpino sta a due corsie di distanza. Bel gruppetto! Anche il Maestro scivola e chiude in 35"39, proprio alle spalle del vicino di corsia.
Per Angela si avvicina l'ora della prima gara in costuome. Ha smesso di vagare arrabbiatissima e sospettosissima della scomparsa dell'uomo da copertina, ora è pronta e ansiosa (vogliosa?!) di provare il costumone nei 50sl. Sceglie di gareggiare ancora senza occhialini, purtroppoooooo nel tuffo l'acqua è solita rapirglieli! Ultima "tirata" di quello schifoso Enervit o quello-che-è, che ho poi l'onore di buttare finalmente nella spazzatura. Sale sul blocco e al via si lancia nella danza del suo braccio sinistro un po' monco. E finalmente, grazie alla mia fondamentale prova video, stamattina è riuscita a riconoscere che diavolo di bracciata da soubrette di prima serata mette in acqua! Il costumone le evita la sensazione delle gambe spezzate dopo la virata e sbatte contro la piastra in 34"40.
Dopo la prova di Laura, è ancora Giovanna a salire sul blocco e a stupirci in 32"13! Mittttticaaaaaa! E per fortuna che non voleva fare le gare! Ma qualcosa (o qualcuno?!) mi dice che ci ha preso gusto!
Anche Davide si lancia nella sua seconda gara e chiude in 28"98. Il Maestro tocca in 28"17 e finalmente trova la sua donna ad aspettarlo! Che cariiiniiii!
Per noi le gare sono terminate. Io mi fermo ancora un po', ad aspettare che Dino si trascini al termine della lunga e memorabile impresa. Ai 100 è stanco, comincia a respirare ad ogni bracciata. Ai 150 è quasi morto, tanto che rallenta come per fermarsi, ma dentro di sè si convince che infondo gli mancano solo 50metri (soloooooooooo?! soloooooooo?!) e tira fino alla fine. Risultato 3'36"91, tanti applausi e i complimentoni per il coraggio e la forza di volontà dei suoi 200df! Un uomo, un mito. Almeno per me, che già se finisco i 25df faccio i salti di gioia! Eheh!
Mi guardo intorno.. non è rimasto nessuno, sono spariti tutti per evitare di fermarsi a "smontare" l'impianto. Per fortuna è rimasto Dino a farmi compagnia!
Ma si fa tardi e io devo tornare ad aggredire l'asfalto. Cerco il Maestro, stocco due locandine, lo convinco a venire a mangiare una pizza con noi in serata (come sono convincente, non mi ricordavo d'esserlo!).
Esco e libero il mio veicolo a pedali, il mio triciclo senza una ruota (tanto compenso io con l'unica che mi è rimasta in testa). Mi rimetto in sella e pedalo in direzione home sweet home. Naturale che, dopo un'intera giornata passata in piedi al caldo afoso del bordo vasca, io debba tornare con il vento contro!
Stanchissima, mi si chiudevano veramente gli occhi mentre pedalavo, mi sentivo la testa leggera e lontana.. ma nonostante tutto combattevo contro le raffiche di bora triestina che si accanivano contro di me!
Stavolta niente scivolate su foglie bagnate, e meno male, perché i miei non-riflessi non mi avrebbero permesso di rimanere in equilibrio!
Arrivo a casa e... divano! Chiudo gli occhi, e sorrido :-)
Che fantastica giornata.. grazie a tutti, ragazzi, siete stati splendidi!

lunedì 1 maggio 2006

2° Trofeo Città di Travagliato (mattina)

Si gioca in casa!
Inforco la bicicletta di buon'ora per sfrecciare leggiadra e in maniche corte verso l'impianto, bevendo d'un sorso gli 8km di frizzante aria mattutina che mi separano dall'odore del cloro.
Lettore mp3 ad allietarmi il viaggio, volume basso per riuscire a sentire comunque le auto che si avvicinano. In meno di mezz'ora raggiungo l'obiettivo!
Durante il tragitto, la ruota scivola su un mucchietto di foglie ma non cado, per fortuna. Ogni tanto mi investe il "sano odore dei campi". La strada nella prima metà è leggermente in salita, un falso piano, ma si pedala bene.
Incrocio un auto con il buon Tironi, colui che fu costretto a spiegarmi addirittura l'ordine dei pedali in auto, che con la quasi totale probabilità si appresta alla Brixia Marathon.
Vengo anche inglobata da un gruppo di ciclisti che però vanno un po' piano. Così mi tocca farmi laterale e superarli tutti, naturalmente tra gli inni del gruppetto. Poi uno si stacca e viene raggiungermi, e mi fa i complimenti... ma che te credi?! L'ho fatto solo perchè mi mancano solo pochissime centinaia di metri! Eh eh ma il marpione - ovvio, non giovane! - di turno non poteva simpaticamente mancare!
Litigo furiosamente con il palo di fronte all'impianto perché non riesco a legare la bici ed entro. Cerco i ragazzi. Nessuno.. nessuno.. nessuno! Che faccio!? Momenti di nonsodachepartegirarmi, poi arriva Giovanna, un po' sfasta dall'emozione. E in un battibaleno ecco anche Sara, Angela e Daniele, il nostro panettiere di fiducia.
E allora si prende posto. Loro cominciano a cambiarsi e a tuffarsi per il riscaldamento. Io da fuori osservo, seduta sulle gradinate. Che carnaio! Nemmeno le piscine estive sono così repellenti in quanto a caos! Se ne vedono di ogni! Quelli più carini sono quelli che si ostinano a provare un po' di delfino!
Io ho provato la piscina ieri sul tardo pomeriggio, quand'era già stata allestita. Sono venuta a farmi un'oretta di sguazzo e mi sembrava di nuotare da un'altra parte: con le piastre, le bandierine, le corsie giuste, l'acqua limpida e non eccessivamente clorata (qui il pensiero va al piccolo chimico che l'anno scorso ci bruciava i neuroni a suon di cloro), il bordo così pulito che si scivola che è una meraviglia, il tappeto blu, le seggiole dietro i blocchi (sì, ho provato anche quelle), i cartelloni, gli striscioni...
Angela mi chiama per un consulto sulle partenze. Proprio il mio parere?! Non ti sembra poco appropriato!? Evidentemente, in casi disperati, non lo è!
C'è anche il Maestro, non ancora in versione gara, ma già divorato dall'atmosfera. Gira con la sua cartelletta e si sincera delle condizioni dei suoi atleti. Passerà le prossime ore a registrare i tempi di tutti i suoi pupilli.
Cominciamo a preoccuparci per Anthony, ancora non si vede. Scattano gli squillini e si aspetta che si faccia vivo. Non lo farà prima delle 11.30, per scoprire che comunque le sue gare sono entrambe il pomeriggio. Perciò tornerà a casa con la sua sacca, mangerà e si metterà a dormire aspettando le 15. Ma all'una e mezza scatta la telefonata urgente: "Corri Anthony, cominciano alle 14!". E Santuzzo corre, ma la divertente realtà si svela ben diversa, prima di un'ora le gare non riprendono, e tanto ci sono ancora tutti i 100sl!
La prima gara. I 200mx. E il primo a scendere in campo è Fabio, l'uomo dell'Art e delle feste di compleanno. Ma ieri sera ha addirittura saltato una serata per riuscire a venire a fare le gare con mente lucida! Anche se non è proprio un uomo da misti, ha fatto bene a provarci. Peccato che sia stato squalificato per virata irregolare, mannaggia. Aspettiamo l'ultima batteria, dove Marco Colombo ci regala la perla attesa. Chiude a 2'16"39 con record! Vederlo gareggiare è sempre bellissimo, indescrivibile! Ci fa sentire tutti piccoli piccoli, ma pieni di ammirazione e orgogliosi di averne almeno uno in squadra che combina qualcosa! E che qualcosa!
E l'uomo dei record, dopo averci dato l'ennesima lezione di bel nuoto, raccogliendo i meritatissimi complimenti per l'intera giornata, torna ad occuparsi del lato organizzativo della manifestazione, come se niente fosse... Caspita! Fossimo tutti come te!
Per i 50fa Sara scende in acqua con il costumone nuovo e ci regala un 34"58 che le vale il terzo posto. Sempre combattiva e molto competitiva, anche stavolta centra l'obiettivo! Poi è la volta di Davide, new entry. Prima gara per il nostro U25 che ci stacca un ottimo terzo tempo con 32"71 e la promessa di poter davvero migliorare!
50do. E sono l'addetta alle riprese. Angela entra in acqua ed è pronta a partire. Per lei gli occhi della mamma, la sorella, l'amico e l'amica della sorella, lo zio, il cugino e il nonno. L'arca di Noè al completo per la gara d'esordio di un'altra U25 che si piglia un bel bronzo con 41"99! Tutto questo le vale un servizio fotografico offerto dal Maestro, che include la foto con Colombo e quella in cui addenta la medaglia come i vip! E nel mentre, sale la delusione incredula di Daniele, che si lancia in una serie di frecciatine divertenti.
Esordio anche per Giovanna, che ci sorpende con 39"52!
Le due donne sul dorso, che tanto temevano la virata, ce l'hanno fatta!
Ed è la volta di Daniele, che con 37"31 si mangia un po' le dita... che gli sarà mancato il "doping" serale?! Hihihi!
La mattinata prosegue da una parte all'altra della vasca, tra chiacchiere e risate, tensione che va e viene. Con Giovanna si prepara il preludio al momento di delirio del pomeriggio.
Ma intanto andiamo a pranzo. Siamo cinque atleti affamati ed io. Puntiamo il ristorantino appena fuori dalla fiera... ma non ci vogliono! Non apriranno la cucina prima di tre quarti d'ora! Ve bene che sono solo le 11, ma che vi costava fare sei miseri piatti di pastasciutta!? Daaaaaaaaaaaaaaaaaaiiiiiiiiiiiiii!
Niente, ci tocca tornare al baretto della piscina e "sfamarci" di panini e pizzette.
Il pranzo è ovviamente il momento di relax, dove la battuta si fa più pronta, l'occhio cinico non fallisce, la compagnia si vive in un clima più disteso.
Ogni tanto esco a dare un'occhiata... vurria mai che mi ritrovi senza bici!
Intanto i 200sl terminano con un'ultima batteria davvero competitiva, da seguire con il fiato sospeso mentre i primi tre si danno battaglia e rimangono affiancati fino alla fine! Alla resa dei conti, è Marcato che dimostra di avere il ditino più lungo ed è il primo a toccare la piastra; mentre l'ometto tenuto d'occhio tocca a meno di un secondo di distanza, ed è terzo. Giovanna se lo perde, ma ovviamente eviterà di perderselo nel pomeriggio!
E con il sorriso sulle labbra i minuti ci traghettano al pomeriggio, che inizia con l'arrivo del povero Tony col fiatone!

venerdì 28 aprile 2006

Affogo in piscina

Mi sono alzata anche mezz'ora prima della sveglia per uscire a correre, ma questo tempo non mi è amico. Dopo settimane che cerco di convinvcermi, proprio stamattina deve piovere!? Sono arrabbiatissima. E poi una bella corsettina all'aria aperta oggi non avrebbe potuto farmi che bene.

Oggi la vedo male, chi mi tocca è morto.

E ancor mi chiedo... si può essere arrabbiata per certe scemenze!? Evidentemente sì, si può. Ne sono la stupida prova.

Ieri ho fatto un'altra serata poco produttiva in piscina, l'ennesima. E a questo punto devo essere sincera con me stessa.
Forse non è solo il periodo di stop che mi sono dovuta beccare. Pur riconoscendo che ha grande peso, è stato comunque molto lungo, anche troppo direi, ed è terminato con uno stato fisico sicuramente indebolito. Forse ci sono altre motivazioni. Anzi, senza forse.
Mi sento un po' stanca, ma non così tanto da giustificare questo non-rendimento.

La regina della tavoletta che si trova ad inseguire gli altri. Non è da me.
La piccola ranocchia che si trova ad inseguire gli altri. Non è da me.

I 100mx più disastrosi della storia del nuoto.
Metro per metro, sempre una ciofeca, dall'inizio alla fine, dal tuffo all'arrivo. Un tuffo che pareva il lancio di un sasso in mare.
Ho visto Linda solo durante la vasca a delfino, dalla virata (la prima di tre virate orribili) in poi abbiamo nuotato ognuna per conto suo, finchè alla fine mi ha dato praticamente mezza vasca. Che schifo.
Non sono mai stata così lenta e così contratta.
Solo a stile, che mi piaceva di meno, posso dire di non aver perso troppo. Per il resto, uno schifo.
Ho chiuso riempiendomi di insulti nell'ultima vasca.
Doveva essere un testa-a-testa mediamente equilibrato. Certo, lei è più in forma adesso, ma ci si aspettava che il suo vantaggio a dorso avrebbe dovuto lottare con il mio vantaggio a rana. Invece mi sono addormentata sul dorso e non sono riuscita a rispondere nella vasca successiva.

Sensazioni confuse, ansiose e angosciate, che non mi fanno capire cosa non va, che non mi fan sentire l'acqua. Cambi di velocità inesistenti, non riesco ad inserire la marcia successiva, persevero con costanza nella mia velocità da crociera.

Stasera ho una cena, una rimpatriata. Se arrivo in queste condizioni, la vedo molto molto male.
Quasi quasi, se non smette di piovere per permettermi una corsettina rinvigorente, comincio ad accarezzare l'opzione di tornare in piscina già oggi pomeriggio. Da qualche parte bisognerà pur cominciare a smantellare. Anche se nel pomeriggio so che non troverò tempo.


Che tempo grigio, che desolazione.

Ma stamattina sto cacciando la delusione dentro, la sto nascondendo più in profondità, per costruirci sopra una rabbia forte. E cresce. E chissenefrega di chi dovrà affrontarmi stamattina, fattacci loro. Non posso essere sempre comprensiva con tutti. Non voglio.

Oggi egoisticamente metto la mia rabbia davanti.

domenica 23 aprile 2006

Favola di Pasquetta

Annina

In una splendida, calda e scintillante giornata di sole...... vabbè forse non troppo calda... bhe forse neanche troppo scintiilante... vabbè diciamo in una non comune giornata d'aprile, i nostri bellissimi e impavidi dieci eroi sprezzanti del pericolo e ignorando le più catastrofiche previsioni del meteo, si addentrano nell'ostico paesaggio del bedizzolese, per tentare l'ardua impresa di vivere al contatto con la natura in una sorta di dimensione primordiale. Incontro alle dieci in punto all'oratorio, partenza per l'avventura: undici e mezza. I nostri eroi sono così divisi: su una fiammeggiante cabrio blu elettrico, Bruno, il rubacuori di Roncabeach, l'uomo che litiga ogni giorno con i colori e colui che non usa magliette ma gli basta la pelle, divora l'asfalto al fianco del Frank, il mozzarellino dal cuore di fagiolo, il Shirley Temple versione castano ramato, insomma l'uomo che non deve chiedere mai. I nostri due playboy con il vento tra i capelli (bhe forse nn proprio tutti e due...) aprono la strada alla nera Seat del Giovane candido rampollo e della sua snaturata sorella Anna. Dietro di loro il vip della situazione, Dany, il solitario imperscrutabile giovane musicista che brilla nel firmamento di un genere musicale desueto, noioso e come dice qualcuno... odiato, viaggia solo con la sua chitarra e i suoi pensieri, ma presto a sua insaputa verrà raggiunto dalla bionda Chiaretta, l'unica donna che avendo visto il fiocco rosa sulla sua culla alla nascita ha deciso che quello e solo quello doveva essere il suo colore. E infine molto... ma molto più indietro sulla affaticata quattro ruote del comandante Che Guevara detto anche doppia D, viaggiano rispettivamente: il cicciotto comandante e la sua bella Gra, colei che sola riesce a fare concorrenza alla mia altezza, insieme alla coppia più bella del mondo, i Sandra e Raimondo del futuro, i primi sostenitori della lotta contro la sana alimentazione, coloro che sfidano il mal tempo e a cavallo di una moto seguendo il Milan ovunque ebbene sì, proprio loro: la puntuale Ff ed il sempre cordiale Joker. I nostri dieci personaggi in cerca d'autore, così ripartiti arrivano alla méta prestabilita guidàti solo dall'istinto e dal prufumo del barbecue degli altri accampati. Lasciàti i mezzi di trasporto una parte della combriccola inizia la lunga camminata tra sentieri accidentati, salite impervie, pericolose discese per ripide pareti di cemento e attraverso cascate spumeggianti, per raggingere il verde fozzoletto di prato immacolato dove finalmente si accampano. Intanto il comandante, il rampollo, la snaturata sorella e la bionda in rosa, per rimanere nello spirito della bruta primordialità vanno a caccia di cibo e dopo lungo peregrinare tornano con le tanto attese prelibatezze: pizza e panini! Dopo essersi rifocillati, i nostri eroi si cimentano nelle più svariate attività digestive, pallavolo, calcio, escursioni, musica, balli, prove di forza, esperimenti di fotografia e la estenuante lotta di soppravvivenza contro la affascinante ma maligna natura:... le formiche! Ma all'improvviso, gli oracoli della bionda Cassandra, fino a quel momento ignorati dagli altri, si avvereno, e all'orizzonte si prospetta una tempesta spaventosa. Così, radunate le poche centinaia di comodità, i dieci esploratori abbandonano l'accampamento dirigendosi, ormai esausti per la corsa, finalmente....a casa!

mercoledì 12 aprile 2006

Voltati

09/04/2006 Paderno Dugnano - Milano
autore: ...

Sono uscito a farmi un giro a piedi. Le strade lucide e la pioggia nebulizzata che le mantiene tali.
I lampioni sono tristi, e sembra quasi che tutte le promesse fatte dalla
primavera nei giorni scorsi, siano state solo un mucchio di cazzate.
Una voglia matta di prendere la bicicletta e mangiarsi ogni granello di asfalto.
Il mio preferito. Quello umido di dopotemporale o di pioggerellinastupidacontinua.
Quello che fa scivolare le ruote come biglie sul marmo. Che le fa sibilare, mentre accarezzano ogni singolo sassolino che si trovi sotto di esse.

In sere come questa, mentre sfreccio sulla Bezzy, non sono più giovanni...
Sono elettricità. Un lampo che guizza, lasciando dietro di sè un fruscio di catena. Sono l'aria spostata da un battito di ciglio. Sono una molecola di vuoto impazzita. Sono un bicchiere che sfugge dalle mani prima di infrangersi.
Sono foglia spazzata dal vento prima di toccare il suolo. Sono l'attimo di ritardo del diaframma di una macchina fotografica. Sono una stella cadente già caduta, ancor prima che tu riesca a voltare il tuo sguardo per scorgere la mia scia.
Non aspettare che ti dicano "GUARDA!". Voltati.
...se troverai la scia, ti avrò già beffato...

(Foto: Maurice Bacquet dans le metro - Robert Doisneau)

venerdì 31 marzo 2006

Temporaneo

Caos più totale. Per mille motivi. Poco tempo. Prendo una direzione. Spero. Mi piace. Trovo un senso. Ne avevo bisogno. Mi sento più coinvolta. Speriamo che duri. Certo che dipende anche da me. Voglio farcela. Ho acceso una luce. O forse si è accesa da sè. Ma è importante. E poi ho provato a parlare. Poco. Ma è servito. O almeno credevo. Ci ho creduto ieri e tutto il giorno oggi. Ora ricomincio a dubitare. Sincerità. Parola appesa. Dimmi cosa ti spinge. Ti voglio bene. Ma sto attenta perché ho paura. Si fa presto a rimanere offuscati. Vado.

domenica 12 marzo 2006

A sera

Herman Hesse

A sera vanno le coppie di amanti
lentamente attraverso il campo,
donne sciolgono i loro capelli,
commercianti contano i soldi,
sul giornale della sera leggono ansiosi
i borghesi le novità,
fanciulli agitano piccoli pugni
dormono sonni profondi e lunghi.
Ognuno compie le proprie azioni
adempie al sublime dovere,
borghesi, poppanti, coppie di amanti -
eccetto me?
Certo! Neppure delle mie azioni serali
delle quali sono schiavo
lo spirito del mondo può privarsi,
anch'esse hanno un senso.
E così affondo e risalgo,
danzo nell'intimo,
canticchio sciocchi canti di strada,
lodo Dio e me stesso,
bevo vino fantasticando
di essere un pascià,
avverto noie ai reni,
sorrido e bevo anche di più,
dico sì al mio cuore
(al mattino non è possibile)
da dolori del passato
giocando intesso una poesia,
vedo la luna e le stelle ruotare,
ne percepisco il significato
e via con loro mi sento andare
non importa dove

martedì 7 marzo 2006

Assenza di tempo 2

Non riesco a guardarmi intorno è tutto appannato e non respiro dietro il vetro.
Mi manca il fiato.
Mi sento soffocare.
Grido e non esce voce.
Grido e di là nessuno mi vede.
Gli altri...
E nessuno troverà il mio corpo svenuto.
E nessuno mi ricorderà urlare con le mani sul vetro le lacrime agli occhi io addosso alla lastra fredda e bagnata da me.

C'è un vetro fra me e loro.
E forse è l'unico spazio che ci mette in contatto.
Sono in una stanza senza porte.
Per fortuna.
Non voglio che mi raggiungano non devono prendermi.

Qualcuno ha un'idea ma non la deve ricordare. Non la deve ricordare. Non la deve ricordare. Non la deve ricordare. Non la deve ricordare. Non la deve ricordare. Non la deve ricordare.

Assenza di tempo 1

E invece ti ricordi benissimo che una macchia gliela troverai sulla giacca a vento, quando lo incontrerai. E avrà le scarpe rotte. Ma tu rimarrai affascinata dal suo maglione di cachemire.

Che schifo.

domenica 5 marzo 2006

In My Cocoon

Elisa

I wake up in the morning sun / I work 'til I'm done / I never look at the clock / I'm living out of time / in my cocooon / smooth like water running down my throat / days slide away / drawing signes / I look ahead and then behind / to see if my traces / can make a straight line / the kids are laughing outside / no one looks at the sky / sure it's gonna rain / it's getting cold / the wind starts to blow while / something/s shaking my soul / like a tree / but this time i know / yeah / this time i know / it's simply you / so I'll see you soon / I keep waiting / I'll see you soon / well / I'm here waiting

mi sveglio col sole del mattino / lavoro fino a quando ho finito / non guardo mai l'orologio / sto vivendo fuori dal tempo / nel mio bozzolo / i giorni scivolano via lisci / come acqua che scende dalla gola / dipingendo segni / guardo avanti e mi volto indietro / per vedere se le mie tracce / costruiscono una linea diritta / fuori i bambini stanno ridendo / nessuno guarda il cielo / di sicuro sta per piovere / e comincia a fare freddo / il vento incomincia a soffiare mentre / qualcosa sta scuotendo la mia anime / come un albero / ma questa volta so / sì / questa volta so / che sei semplicemente tu / allora ti vedrò presto / bene / sono qui che aspetto

sabato 4 marzo 2006

Irraggiungibile

L'Aura

C'eran le cornamuse mute,
c'era la poesia
che una foglia morta esprime
quando s'addormenta come il tempo sulla terra.

Dolce e languido, il tuo canto
scrisse melodie che confondon l'anima
intrecciandosi abilmente
con la solitudine del vivere.

Splendi gelido e folle diamante, irraggiungibile,
prima che il giorno ti rubi la luce
e le mani di quelli che
piangono con me nel cuore
comincino a cambiar.

Fragile pelle di cartone,
certa gente è qui per scuoiarti
e poi gettare un muro che separa
i nostri corpi di cenere.

Splendi gelido e folle diamante, irraggiungibile,
prima che il giorno ti rubi la luce
e le mani di quelli che
piangono con me nel cuore
comincino a pensar di amare solo te.
di voler solo te.
di voler solo te.

Splendi gelido e folle diamante, irraggiungibile,
prima che il giorno ti rubi la luce
e le mani di quelli che
piangono con me nel cuore
comincino a cambiar.

domenica 26 febbraio 2006

Tetto d'ossigeno

Deliri aDR3NAlinici - Blog di un neurone solitario

Saltello da una tegola
... a un'altra ...
... a un' a l t r a . . . .
Danzo sul mio equilibrio.

B r u c i o nell'ossigeno che a f f l u i s c e o v u n q u e . . . .
Sotto di me la domenica pomeriggio "d e l v i l l a g g i o" dorme.
Qualcuno sopra le loro teste urla...

"QUI TUTTO E' PERSO, TUTTO VA A FUOCO"


Io sto s o l o r i p r e n d e n d o l ' o s s i g e n o che mi è dovuto.



Libertà.
Leggerezza.

sabato 25 febbraio 2006

Montagna di sabbia

E così hai voglia di parlare con qualcuno. Con tutte le opportunità che hai avuto, proprio ora ti deve venire alla mente un pensiero simile?! Sono giorni su giorni che tenti di non spiccicare una parola e ti va di cambiare marcia proprio in questo momento?! E se il mondo avesse altro da fare? Già, perché è così. Ognuno ha gli affari suoi da fare in questo momento, nessuno risponde agli appelli che hai lanciato. Lascia perdere.

Così riaffiorano volti e nomi a cui vorresti aggrapparti. E guarda un po'... sono tutti lontani. E dì la verità. Te li scegli apposta così. Perché la lontananza impedisce loro di venire a contatto con i tuoi periodi chiusi. Tranne uno. Uno fra loro è più vicino ma c'è un muro invisibile tra voi, costruito da voi, dalle vostre indiffrenze, dai vostri dubbi, dalle cose che sempre avete cheisto e mai cercato. Ma non disturberai. Chissà cosa ti lega. Forse una confidenza che non pensavi di riuscire a fare. Riposta lì. Riposa lì. E a dire la verità speri che se la sia dimenticata, che non abbia capito quanto era importante (in realtà dubiti che esista qualcuno che possa prenderla sotto gamba).

Scaccia tutto. Copri. Buttaci sopra quintali di sabbia. Ahah! Non ti sei nemmeno preoccupata di scavare una buca e buttarci tutto! Hai semplicemente creato un cumulo abnorme di sabbia! E credi che nessuno lo noti?! Stolta!

Sì, ma a volte le persone sono attratte da tante lucine inutili che riescono a comportarsi come nulla fosse anche quando sulla strada che percorrono tutti i giorni compare all'improvviso una montagna di sabbia. E io spero in cuor mio che sia così.

Adesso hai finito? Ti è passata la voglia di parlare? Sembra di sì. Per il momento. Ma la montagna di sabbia io la vedo, perché l'ho costruita io.

lunedì 20 febbraio 2006

L'animale master

Nuotatori del Carroccio

Sapete cos'è un MASTER? No? Aiutino? Ok , un master è uno con una passione. Cioè, è una persona un po' strana o un po' speciale, dipende dai punti di vista. E' una persona, uomo o donna o altro che sia, che ad un certo punto della sera o della giornata sente una irresistibile attrazione per l'acqua. E vi giuro che non gli passa se non riesce a calarsi due o tre kilometri di vasche. In piscina, ovviamente. Non stiamo certo parlando di ceramiche da bagno. In seguito quasta irrefrenabile voglia arriva anche di sabato e di domenica, tanto da sentire la necessità di confrontarsi in altre piscine con suoi simili, in competizioni chiamate da alcuni "GARE". Ed ecco il punto. Il master è una specie animale che trova il suo ambiente naturale dentro una piscina (dev'essere a causa di una deficienza metabolica, che richiede forti assunzioni di cloro dall'esterno, ma la comunità scientifica è ancora divisa sulla questione). Ed è anche un animale sociale, ovvero necessita di un gruppo di consimili per poter praticare le proprie attività preferite. Questo gruppo normalmente ha un capo-branco, detto "coach", ed un numero variabile di individui maschi e femmine, ciascuno con vari ruoli e specializzazioni. Ad esempio, tra i quattro fondamentali, si citano: il delfino, la rana, lo stile libero ed il cosiddetto dorso. I misti vengono lasciati ad alcuni individui un po' più tosti (o più stupidi ad accettare ..vedete voi). Se il gruppo non esiste i master si danno un gran da fare per costituirne uno nuovo il più velocemente possibile...

Il cuore

Il cuore ha le dimensioni di un pugno chiuso
e ha una forma simile ad una pera
con la punta rivolta verso il basso
Il cuore è l'organo simbolo dell'amore,
segue il ritmo delle emozioni.
Normalmente in una persona adulta
il cuore si contrae 60-70 volte al minuto.
In una persona innamorata molte di più.
A volte si arriva a 100 senza rendersene conto.
Il cuore è l'ultimo ad andarsene
Lui continua a battere
anche quando viene sottratto all'organismo,
anche quando la persona amata ti abbandona,
anche quando tu non vuoi più soffrire.
Non sei più tu che comandi,
quando sei innnamorato.
Quando il tuo cuore batte forte per un'altra persona
non sei più tu che comandi.
E' lui.
...........
In questo manuale si attraversano le arterie più calde dell'amore.
L'uomo non sa perché si innamora.
L'uomo viene travolto e basta.
A volte diventa ridicolo,
a volte confuso,
a volte addirittura pericoloso.

(Dal film: Manuale d'amore)

("Ed è con la mano che accarezzo il volto sulle cui labbra poso lieve la buona notte")

Teach Me Again

Elisa, Tina Turner

What's it to walk on a silent road,
to be thirsty and wait for - wait for the rain?
What is it like?

You wake me up with a ray of light,
tell me a joke and if you don't know one, never mind!
Can't we just look at the sun

and live a lifetime in a day
like some butterflies? Not quite the same!
A lifetime in a day
in which we learn to fly out of our cage!

So what is the smell of summer like?
And what is the sound of your heart when you're running?
And what is to be fearless like?
And what is to have nothing in mind but plenty of space?

In this place there's the law of the strongest
but we confuse the weak with the one that makes big mistakes
and the strong with the perfect

And live a lifetime in a day,
we're like some butterflies? Not quite the same!
A lifetime in a day,
in which we learn to fly out of this cage!

So what is the smell of summer like?
And what is the sound of your heart when you're running?
And what is to be fearless like?
And what is to have nothing in mind but plenty of space?

Teach me again! Teach me again! Please..

mercoledì 15 febbraio 2006

Cronaca in diretta di un 50ra

Nuotatori del Carroccio

...ecco, lo sapevo, me lo avevano detto. Quando esce il tuo numero, non c'è niente da fare: è uscito il tuo numero! Al fato non si comanda. Ed infatti, il display rosso con il numero 79 brilla sopra la mia testa, come un presagio malefico, davanti al banchetto delle chiamate. La strizza mi incrampa tutto quello che ancora funziona dalla vita in su. Il cuore batte come un orologio svizzero, sì, ma dopo che ci è passato sopra un camion. Le orecchie fischiano. Sento il mio nome come se mi chiamassero dal fondo di un pozzo, ed il numero della mia batteria. Le gambe non vogliono muoversi, ma improvvisamente mi trovo davanti al blocco di partenza. Qualcuno mi scuote. Hey, l'ho già visto prima, da qualche parte... ma sì, è uno dei tanti Master, che si incontrano sulle gradinate delle piscine. Combinazione, è nella corsia di fianco alla mia. Mi sorride calmo calmo e mi fa: allora, dai, visto che vai più forte di me di sicuro mi tirerai la volata. Ma come fa a essere coooooosì calmo!!! E' persino felice! Diamine, io ho un nervoso addosso che potrei ingoiare gli occhialini! Dei fischi ! Accidenti, tocca a noi. Devo salire sul blocco. Come in un sogno sento la mia mano che spazza via l'acqua dal ruvido della superficie del blocco. Poi lo stesso ruvido sotto i miei piedi. Le bandierine ballano la giga davanti a me. Finalmente il richiamo "aaaaa posto" e dopo un'eternità (ma saranno 2 secondi) la tromba! Via! Improvvisamente uno schiaffo freddo e mi ritrovo nell'acqua della corsia. E' uno schock, ma le mie braccia e le mie gambe stanno già andando da sole, quasi senza che me ne renda conto. Sento l'aria entrare ritmicamente nei polmoni, man mano che la mia testa entra ed esce dall'acqua. Sotto di me scorre la striscia blu del fondo. Con la coda dell'occhio mi sembra di vedere il compagno appena conosciuto, dietro di me, le sue mani che solcano l'acqua nella bracciata. Ancora un colpo ed ecco il muro. Tocco, virata, le gambe si distendono e si riparte! Ma l'affanno incomincia a prendermi. Le braccia sono pesanti, le gambe non vogliono saperne! Accidenti, devo accelerare il ritmo. Concentrati concentrati! Uno due uno due uno...le braccia fanno sempre più fatica, ma la fine è vicina: ecco il giallo del tabellone. Ancora uno sforzo... Toccato! Non mi sembra vero, ho toccato. E' andata. Il respiro è affannoso, sembra che i polmoni divorino l'aria, mentre ne caccio giù a grossi sorsi. Ma la tensione è sparita, di colpo. Sento il mio corpo rilassarsi velocemente, mi giro, ed ecco nella corsia di fianco lo stesso sorriso di prima, gli stessi occhi vivaci che mi guardavano e mi incitavano sul blocco di partenza." E' l'amico di un tempo breve, breve quanto un cinquanta rana. Ma eccolo lì bello fresco che mi chiede come è andata. E' arrivato prima di me, l'ho intravisto mentre mi superava. Adesso sono felice. Siamo arrivati tutti e due. Mentre usciamo dalla vasca ci stringiamo la mano. Lui 65 anni, io 35. E' Giuseppe, classe 1936, atleta nonchè grande appasionato nuotatore Master. Quanto mi ha insegnato oggi, il Giuseppe, in 40 secondi? Qualcosa che forse, se non fossi stato un MASTER, non avrei imparato nemmeno in quaranta anni...

Costruire

Niccolò Fabi

Chiudi gli occhi e immagina una gioia
molto probabilmente penseresti a una partenza
ah si vivesse solo di inizi, di eccitazioni da prima volta
quando tutto ti sorprende e nulla ti appartiene ancora
penseresti all'odore di un libro nuovo, a quello di vernice fresca
a un regalo da scartare, al giorno prima della festa
al 21 marzo, al primo abbraccio, a una matita intera, alla primavera
alla paura del debutto, al tremore dell'esordio
ma tra la partenza e il traguardo

nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è potere e sapere
rinunciare alla perfezione

ma il finale è di certo più teatrale
così di ogni storia ricordi solo la sua conclusione
così come l'ultimo bicchiere, l'ultima visione
un tramonto solitario, l'inchino e poi il sipario
tra l'attesa e il suo compimento,
tra il primo tema e il testamento

nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è sapere e potere
rinunciare alla perfezione

ti stringo le mani
rimani qui
cadrà la neve
a breve

martedì 14 febbraio 2006

Desenzano 2006

Bellissimo! Due giorni veramente splendidi! Anche per me che gli unici panni che posso vestire sono quelli dell'umile spettatore (e a ragione)! Grazie a tutti ma proprio a tutti quelli che hanno partecipato, a quelli che ci hanno fatto sentire i brividi, a chi ha reso dei momenti davvero spettacolari! Perché lo spettacolo si è visto davvero! Grazie!!!!!!!!!!!!!!!!!
E in particolare:
- superlativo Colombo che ha fatto il record mondiale di categoria (M45) sui 100mx con 1.00.29! In batteria secondo a un centesimo da Parabola! Come ci si mangia le dita, mannaggia la rana! Poi il caso volle che in quel momento le due squadre GAM Team e Fiorentina Nuoto fossero sulle gradinate l'una accanto all'altra, ognuna a tifare per il suo beniamino!
- grandissimi Sara, sempre combattiva, e Daniele che han fatto proprio delle belle gare, soprattutto Daniele sui 100sl che si è migliorato di parecchio (ma che ricostituente avrà usato?!)!
- bravo Anthony, che nonostante la delusione per il risultato, si è comunque cimentato per la prima volta in una nuova gara piuttosto impegnativa. Come si dice... l'hai provata, ora ci si lavora sopra!
- formidabile Angela che con la sua fascinosa intelaiatura... ops! ingessatura, ha conquistato gli occhi del bell'omo della landa di là! Sarà per via di questa distrazione che non è riuscita a filmare l'unica gara che le si era raccomandata?!
- peccato per la falsa partenza del Maori che ha suscitato un "noooooo" corale dal pubblico intero, perché quell'ultima batteria dei 200sl si sapeva sarebbe stata combattutissima!
- grazie al coach che al ritorno si è lasciato andare in una profonda discussione sul mondo del nuoto, a tratti gettandoci nella depressione, a tratti facendoci sentire toghi (chi più, chi meno.. ovviamente io meno!)
- bidoni a quelli di Gardone che dopo i cinquantini sullo sl di sabato sono scomparsi e nemmeno il giorno successivo li ha più visti nessuno... non si fa così!
- complimentoni alla Corsico Nuoto Master che ha vinto nella Classifica di Società! Compattiiiii!

sabato 4 febbraio 2006

Le mie parole

Samuele Bersani

Le mie parole sono sassi, precisi, aguzzi
pronti da scagliare su facce vulnerabili e indifese.
Sono nuvole sospese, gonfie di sottintesi
che accendono negli occhi infinite attese.
Sono gocce preziose, indimenticate,
a lungo spasimate poi centellinate.
Sono frecce infuocate
che il vento e la fortuna sanno indirizzare.

Sono lampi dentro a un pozzo cupo e abbandonato,
un viso sordo e muto che l'amore ha illuminato.
Sono foglie cadute, promesse dovute,
che il tempo ti perdoni per averle pronunciate.
Sono note stonate, sul foglio capitate per sbaglio,
tracciate e poi dimenticate.
Le parole che ho detto oppure ho creduto di dire, lo ammetto.

Strette tra i denti, passate, ricorrenti,
inaspettate, sentite o sognate.

Le mie parole son capriole, palle di neve al sole,
razzi incandescenti prima di scoppiare.
Son giocattoli e zanzare, sabbia da ammucchiare,
piccoli divieti a cui disobbedire.
Sono andate a dormire sorprese da un dolore profondo
che non mi riesce di spiegare.
Fanno come gli pare, si perdono nel buio per poi ritornare.

Sono notti interminate, scoppi di risate,
facce sovresposte per il troppo sole.
Sono questo le parole. Dolci o rancorose,
piene di rispetto oppure indecorose.
Sono mio padre e mia madre,
un bacio a testa prima del sonno, un altro prima di partire.
Le parole che ho detto e chissà quante ancora devono venire.

Strette tra i denti, risparmiano i presenti,
immaginate, sentite o sognate.

Spade fendenti, al buio sospirate,
perdonate, da un palmo soffiate.

Lettera quasi bianca ad una quasi amica

da Stefano

Ecco, non so da dove cominciare, che noi che amiamo scrivere, quando vogliamo dire per davvero, subiamo una duplice condanna, che abbiamo la parola troppo facile che con fatica l’arginiamo, ma nello stesso tempo ne percepiamo il peso e il contrappeso, specifico ed estetico, e ad ogni frase cresce la paura di creare parole unicamente belle e non credibili.
E s’accartoccia carta nel cestino, destino di parole che suonano incrinate come un’argilla modellata bene e cotta male in forno. E allora ti viene voglia di fare come il pesce che la bocca muove ma non esce la parola e devi stare lì oltre la boccia a scrutare le labbra per intendere. Ma no, non voglio cedere alla tentazione paralitica di mandarti un foglio bianco che tu possa riempire al meglio, questa volta voglio dire e si fottano le parole maledette e inadeguate. Sai, una cosa ho imparato dai bambini che tutti, quando li vedono tristi o sofferenti, si trasformano in pagliacci come bastasse una risata estorta per sistemare le cose, che poi è solo la nostra ansia che spegniamo in qualche modo. Occorre altro invece che non siano risa, magari lacrime o banali orecchie ad ascoltare, la sintonia insomma. E con un uomo od una donna è uguale, che non si cresce mai abbastanza e ancora avremmo bisogno ma non sappiamo chiedere e non sappiamo dare.
Che potrei dirti che lo scrivere è un male minore ma incurabile e che perciò ti devi rassegnare a conviverci, altro che temere di non essere più in grado. E forse ti strapperei un sorriso, ma non lo dico, sai. Preferisco che mi sai al tuo fianco, almeno il tempo di questa rapida lettura che dietro ha molte parole finite nel cestino.

venerdì 20 gennaio 2006

Scritto sulla sabbia

Autore: Herman Hesse

Che il bello e l'incantevole
siano solo un soffio e un brivido,
che il magnifico entusiasmante
amabile non duri:
nube, fiore, bolla di sapone,
fuoco d’artificio e riso di bambino, sguardo di don
na nel vetro di uno specchio,
e tante altre fantastiche cose,
che esse appena scoperte svaniscano,
solo il tempo di un momento
solo un aroma, un respiro di vento,
ahimè lo sappiamo con tristezza.
E ciò che dura e resta fisso
non ci è così intimamente caro:
pietra preziosa con gelido fuoco,
barra d’oro di pesante splendore;
le stelle stesse, innumerabili,
se ne stanno lontane e straniere, nn somigliano a noi - effimeri -,
non raggiungono il fondo dell’anima.
No, il bello più profondo e degno dell’amore
pare incline a corrompersi,
è sempre vicino a morire,
e la cosa più bella, le note musicali,
che nel nascere già fuggono e trascorrono,
sono solo soffi, correnti, fughe
circondate d’aliti sommessi di tristezza
perché nemmeno quanto dura un battito del cuore
si lasciano costringere, tenere;
nota dopo nota, appena battuta
già svanisce e se ne va.
Così il nostro cuore è consacrato
con fraterna fedeltà
a tutto ciò che fugge
e scorre,
alla vita,
non a ciò che è saldo e capace di durare.
Presto ci stanca ciò che permane,
rocce di un mondo di stelle e gioielli,
noi anime-bolle-di-vento-e-sapone
sospinte in eterno mutare.
Spose di un tempo, senza durata,
per cui la rugiada su un petalo di rosa,
per cui un battito d’ali d’uccello,
il morire di un gioco di nuvole,
scintillio di neve, arcobaleno,
farfalla, già volati via,
per cui lo squillare di una risata,
che nel passare ci sfiora appena,
può voler dire festa o portare dolore.
Amiamo ciò che ci somiglia,
e comprendiamo
ciò che il vento ha scritto
sulla sabbia.