1. Kramer contro Kramer rieditato in Cocciante vs Cocciante
Filippo Perbellini è come Cocciante, solo che ha i capelli biondi, usa un shampoo che rispetta meno i riccioli, è più giovane ed è qualche metro più alto. Stesse mossettine, stessa voce, stesso stile, stesse origini Hobbit. Vederli disposti simmetricamente in quest'interpretazione fa venire i brividi. E non lo dico con l'accezione migliore. La canzone è proprio Cocciante, ma non di quelle aaaaaaah, quindi non è nel mio genere preferito, ma non è male.
2. Il lamento del Castoro
Canzone sciapetta, anche se come Silvia Aprile vocalizzi qua e là. Però fa Sanremo. E allora? Allora niente, preferisco ancora Cocciante, credo. Forse avrebbe reso di più con la vocetta di Pino Daniele, che messo alla chitarra lì dietro non può fare magie. A me la vocetta ridicola di Pino non piace, però sa creare quell'atmosfera che me lo fa ascoltare lo stesso. Quella che mancava alla Aprile.
senza numero. Frank Laurenti
Inglese italiano a parte, ma che gli è successo alla voce?? Miracoli!!!!
3. Lezione di canto
Orpo questa sì che canta!! Anche questa canzone fa Sanremo, ma lo fa deeecisamente meglio! Mi piace! Mario Biondi sembra la sua imitazione. Ma il soggetto di ispirazione è sempre Mario Biondi. Il duetto con Karima infatti funge. E Burt Bacharach effettivamente non è lì per caso.
venerdì 20 febbraio 2009
Sanremo Lab fa centro pieno
Ecco cosa mi è piaciuto.
Prima di tutto Simona Molinari, per la voce e per la canzone swingata e la splendida tromba di Basso. Stasera è stata deviata in bossa nova, ma chi sa lamenta! Accompagnata dalla Vanoni, che invece è risultata un po' impagliata, nella voce e nelle sembianze (ma che é?? pongo??). Inoltre, la gggiovine è decisamente una bella presenza scenica, aggraziata, piacevole senza ammiccamenti (capito, maschietti?).
Poi Arisa. Lei è quasi inguardabile (e inascoltabile quando parla), ma stasera era più vedibile perché più sciolta. La canzone è carina, l'accompagnamento di Luttazzi è carinissimo. Purtroppo lei rimane esattamente dietro i suoi occhiali (e il naso finto?). Vorrei sentirla cantata da Simona Molinari. Oppure basterebbe un'Arisa meno acerba? Questa è una canzone facile, da massaia spensierata, eppure permette arrangiamenti e interpretazioni migliori!
Prima di tutto Simona Molinari, per la voce e per la canzone swingata e la splendida tromba di Basso. Stasera è stata deviata in bossa nova, ma chi sa lamenta! Accompagnata dalla Vanoni, che invece è risultata un po' impagliata, nella voce e nelle sembianze (ma che é?? pongo??). Inoltre, la gggiovine è decisamente una bella presenza scenica, aggraziata, piacevole senza ammiccamenti (capito, maschietti?).
Simona Molinari in "Egocentrica"
Cerco le attenzioni di quegli uomini golosi
Vendo sguardi ed emozioni so di vivere in simbiosi
Con gli applausi della gente che mi ascolta e non mi sente
Coi giudizi e le paure di chi sa che sono pure un po’
Egocentrica
E a volte forse un po’ lunatica
Ma non sarò la prima e l’ultima
Che vuole sentire d’esser l’unica
Non segua la moda e non sono consumista
Non distinguo un fuoristrada da un'utilitaria usata
Corro anche se questo vento
Non mi porterà mai più in alto
Perché vivo solo quando
Amo, rido, piango e canto
Egocentrica
E a volte forse un po’ lunatica
Ma non sarò la prima e l’ultima
Che vuol sentire d’esser l’unica
Se poi mi dai appuntamento stasera
Non aspettarti che arrivi a quell’ora
Tu chiamami e fammi sentire signora
Come una bimba tu sai sono ancora
Egocentrica
E a volte forse un po’ lunatica
Ma non sarò la prima e l’ultima
Che vuol sentire d’esser l’unica
Egocentrica
Lunatica
L’ultima
Ora che sapete perché sono qui davanti
Non mi giudicate male perché a riflettori spenti
Sono fragile anche timida, ma non per questo stupida
E dopo il palcoscenico una vita vera ancora non ce l’ho.
Vendo sguardi ed emozioni so di vivere in simbiosi
Con gli applausi della gente che mi ascolta e non mi sente
Coi giudizi e le paure di chi sa che sono pure un po’
Egocentrica
E a volte forse un po’ lunatica
Ma non sarò la prima e l’ultima
Che vuole sentire d’esser l’unica
Non segua la moda e non sono consumista
Non distinguo un fuoristrada da un'utilitaria usata
Corro anche se questo vento
Non mi porterà mai più in alto
Perché vivo solo quando
Amo, rido, piango e canto
Egocentrica
E a volte forse un po’ lunatica
Ma non sarò la prima e l’ultima
Che vuol sentire d’esser l’unica
Se poi mi dai appuntamento stasera
Non aspettarti che arrivi a quell’ora
Tu chiamami e fammi sentire signora
Come una bimba tu sai sono ancora
Egocentrica
E a volte forse un po’ lunatica
Ma non sarò la prima e l’ultima
Che vuol sentire d’esser l’unica
Egocentrica
Lunatica
L’ultima
Ora che sapete perché sono qui davanti
Non mi giudicate male perché a riflettori spenti
Sono fragile anche timida, ma non per questo stupida
E dopo il palcoscenico una vita vera ancora non ce l’ho.
Poi Arisa. Lei è quasi inguardabile (e inascoltabile quando parla), ma stasera era più vedibile perché più sciolta. La canzone è carina, l'accompagnamento di Luttazzi è carinissimo. Purtroppo lei rimane esattamente dietro i suoi occhiali (e il naso finto?). Vorrei sentirla cantata da Simona Molinari. Oppure basterebbe un'Arisa meno acerba? Questa è una canzone facile, da massaia spensierata, eppure permette arrangiamenti e interpretazioni migliori!
Arisa in "Sincerità"
Sincerità
Adesso è tutto così semplice
Con te che sei l'unico complice
Di questa storia magica
Sincerità
Un elemento imprescindibile
Per una relazione stabile
Che punti all'eternità
Adesso è un rapporto davvero
Ma siamo partiti da zero
All'inizio era poca ragione
Nel vortice della passione
E fare e rifare l'amore
Per ore, per ore, per ore
Aver poche cose da dirsi
paura ed a volte pentirsi
Ed io coi miei sbalzi d'umore
E tu con le solite storie
Lasciarsi ogni due settimane
Bugie per non farmi soffrire
Ma a volte era meglio morire
Sincerità
Adesso è tutto così semplice
Con te che. sei l'unico'complice
Di questa storia magica
Sincerità
Un elemento imprescindibile
Per una relazione stabile
Che punti all'eternità
Adesso sembriamo due amici
Adesso noi siamo felici
Si litiga quello è normale
Ma poi si fa sempre l'amore
Parlando di tutto e di tutti
Facciamo duemila progetti
Tu a volte ritorni bambino
Ti stringo e ti tengo vicino
Sincerità
Scoprire tutti i lati deboli
Avere sogni come stimoli
Puntando all'eternità
Adesso tu sei mio
E ti appartengo anch'io
E mano nella mano dove andiamo si vedrà
Il sogno va da sé, regina io e tu re
Di questa storia sempre a lieto fine
Sincerità
Adesso è tutto così semplice
Con te che sei l'unico complice
Di questa storia magica
Sincerità
Un elemento imprescindibile
Per una relazione stabile
Che punti all'éternità
Che punti all'éternità
Che punti all'éternità
Sincerità
Adesso è tutto così semplice
Con te che sei l'unico complice
Di questa storia magica
Sincerità
Un elemento imprescindibile
Per una relazione stabile
Che punti all'eternità
Adesso è un rapporto davvero
Ma siamo partiti da zero
All'inizio era poca ragione
Nel vortice della passione
E fare e rifare l'amore
Per ore, per ore, per ore
Aver poche cose da dirsi
paura ed a volte pentirsi
Ed io coi miei sbalzi d'umore
E tu con le solite storie
Lasciarsi ogni due settimane
Bugie per non farmi soffrire
Ma a volte era meglio morire
Sincerità
Adesso è tutto così semplice
Con te che. sei l'unico'complice
Di questa storia magica
Sincerità
Un elemento imprescindibile
Per una relazione stabile
Che punti all'eternità
Adesso sembriamo due amici
Adesso noi siamo felici
Si litiga quello è normale
Ma poi si fa sempre l'amore
Parlando di tutto e di tutti
Facciamo duemila progetti
Tu a volte ritorni bambino
Ti stringo e ti tengo vicino
Sincerità
Scoprire tutti i lati deboli
Avere sogni come stimoli
Puntando all'eternità
Adesso tu sei mio
E ti appartengo anch'io
E mano nella mano dove andiamo si vedrà
Il sogno va da sé, regina io e tu re
Di questa storia sempre a lieto fine
Sincerità
Adesso è tutto così semplice
Con te che sei l'unico complice
Di questa storia magica
Sincerità
Un elemento imprescindibile
Per una relazione stabile
Che punti all'éternità
Che punti all'éternità
Che punti all'éternità
domenica 15 febbraio 2009
Lupia Jazz
Caravan - by Juan Tizol
Prima interpretazione: Duke Ellington (1937).
Georgia on My Mind - by Hoagy Carmichael, Stuart Gorrell (1930)
Canzone ufficiale dello stato degli Stati Uniti della Georgia.
Gorrell scrisse il testo per la sorella di Hoagy, Georgia Carmichael. Tuttavia, il testo della canzone essendo sufficientemente ambiguo poteva essere adattato tanto ad un Paese che ad una donna di nome Georgia.
Sometimes I Wonder, la biografia di Carmichael (1965), ne racconta l'origine: un amico, il sassofonista e bandleader Frankie Trumbauer, suggerì: "Perché non scrivi una canzone intitolata 'Georgia?' Nessuno si è mai sprecato a scrivere nulla del Sud". Così, si ritiene che la canzone sia stata scritta per un Paese.
Il brano è meglio noto per l'interpretazione di Ray Charles (1960).
Se stasera sono qui - by Luigi Tenco
Prima interpretazione: Wilma Goich (1967).
Brano meglio noto per le interpretazioni di Mina e Ornella Vanoni.
Manteca - by Dizzy Gillespie
It Don't Mean a Thing (If It Ain't Got That Swing) - by Duke Ellington, Irving Mills (1931)
Il titolo si basa on the oft stated credo of Ellington's former trumpeter Bubber Miley, che stava morendo di tubercolosi. Il brano divenne famoso, scrisse Ellington "come espressione di un sentimento che prevaleva tra i musicisti jazz del tempo". Probabilmente la prima canzone ad utilizzare l'espressione "swing" nel titolo, introdusse questo termine nel linguaggio quotidiano e anticipò di tre anni la Swing Era.
Don't Know Why - by Jesse Harris (1999)
Brano meglio noto per l'interpretazione di Norah Jones (2002).
There's the Rub - by Gordon Goodwin (1935); lyrics by DuBose, Dorothy Heyward, Ira Gershwin
Summertime - by George Gershwin (1935)
Fa parte dell'opera Porgy and Bess.
Si dice che, per questo brano, Gershwin si sia ispirato ad una ninnananna ucraina, Oi Khodyt Son Kolo Vikon (Un sogno attraversa le finestre), che egli sentì per la prima volta a New York interpretata dal Coro Nazionale Ucraino di Oleksander Koshetz.
A Day in the Life of a Fool (trad libera da: Manhã de Carnaval) - by Luiz Bonfà, Antonio Maria (1959)
Il brano apparve nel film portoghese Orfeu Negro, diretto dal francese Marcel Camus e basato sull'opera di Vinìcius de Moraes. Il pezzo diede un grande contributo al movimento della Bossa Nova nei tardi anni '50.
Parla più piano - by Nino Rota (1972); lyrics by Larry Kusik
Scritta per The Godfather (it: Il Padrino), il primo film della trilogia, è la versione con voce della strumentale "Love theme".
Originariamente interpretata dalla voce di Andy Williams.
A Night in Tunisia - by Dizzy Gillespie (1942)
On the sunny side of the street - Jimmy McHugh and Dorothy Fields, 1930
Faro afro
Hallelujah I love her so - by Ray Charles, 1956
Mr. Zoot suit - Mark Cally
Respect - by Otis Redding, 1965
Prima interpretazione: Duke Ellington (1937).
Georgia on My Mind - by Hoagy Carmichael, Stuart Gorrell (1930)
Canzone ufficiale dello stato degli Stati Uniti della Georgia.
Gorrell scrisse il testo per la sorella di Hoagy, Georgia Carmichael. Tuttavia, il testo della canzone essendo sufficientemente ambiguo poteva essere adattato tanto ad un Paese che ad una donna di nome Georgia.
Sometimes I Wonder, la biografia di Carmichael (1965), ne racconta l'origine: un amico, il sassofonista e bandleader Frankie Trumbauer, suggerì: "Perché non scrivi una canzone intitolata 'Georgia?' Nessuno si è mai sprecato a scrivere nulla del Sud". Così, si ritiene che la canzone sia stata scritta per un Paese.
Il brano è meglio noto per l'interpretazione di Ray Charles (1960).
Se stasera sono qui - by Luigi Tenco
Prima interpretazione: Wilma Goich (1967).
Brano meglio noto per le interpretazioni di Mina e Ornella Vanoni.
Manteca - by Dizzy Gillespie
It Don't Mean a Thing (If It Ain't Got That Swing) - by Duke Ellington, Irving Mills (1931)
Il titolo si basa on the oft stated credo of Ellington's former trumpeter Bubber Miley, che stava morendo di tubercolosi. Il brano divenne famoso, scrisse Ellington "come espressione di un sentimento che prevaleva tra i musicisti jazz del tempo". Probabilmente la prima canzone ad utilizzare l'espressione "swing" nel titolo, introdusse questo termine nel linguaggio quotidiano e anticipò di tre anni la Swing Era.
Don't Know Why - by Jesse Harris (1999)
Brano meglio noto per l'interpretazione di Norah Jones (2002).
There's the Rub - by Gordon Goodwin (1935); lyrics by DuBose, Dorothy Heyward, Ira Gershwin
Summertime - by George Gershwin (1935)
Fa parte dell'opera Porgy and Bess.
Si dice che, per questo brano, Gershwin si sia ispirato ad una ninnananna ucraina, Oi Khodyt Son Kolo Vikon (Un sogno attraversa le finestre), che egli sentì per la prima volta a New York interpretata dal Coro Nazionale Ucraino di Oleksander Koshetz.
A Day in the Life of a Fool (trad libera da: Manhã de Carnaval) - by Luiz Bonfà, Antonio Maria (1959)
Il brano apparve nel film portoghese Orfeu Negro, diretto dal francese Marcel Camus e basato sull'opera di Vinìcius de Moraes. Il pezzo diede un grande contributo al movimento della Bossa Nova nei tardi anni '50.
Parla più piano - by Nino Rota (1972); lyrics by Larry Kusik
Scritta per The Godfather (it: Il Padrino), il primo film della trilogia, è la versione con voce della strumentale "Love theme".
Originariamente interpretata dalla voce di Andy Williams.
A Night in Tunisia - by Dizzy Gillespie (1942)
On the sunny side of the street - Jimmy McHugh and Dorothy Fields, 1930
Faro afro
Hallelujah I love her so - by Ray Charles, 1956
Mr. Zoot suit - Mark Cally
Respect - by Otis Redding, 1965
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