lunedì 22 settembre 2008

Acqua e sapone

Impressionante quanto veloce posso viaggiare. Pochi secondi e sono laggiù. Prima, quand'ero qui, non ero nulla. Come vibravo nell'aria, il silenzio mi spegneva. E lasciavo il passo a chi, dopo di me, avrebbe scosso ancora queste molecole isteriche. Poi mi hanno impressa. Sul niente. Eppure ho avuto una forma. Come l'acqua che prende la forma dell'ospite che la racchiude. Sì lo so, ero decisamente più ruvida e ben lontana dalla limpidezza dell'acqua. Ma è stato un attimo. E poi mi hanno trasportata per chilometri e chilometri. In quella forma non mia, ma così somigliante a me stessa. E sono giunta in una terra sconosciuta. Dove non so che ne sarà di me. Dove posso rivivere quando vogliono. Ed è così strano, per me che sono fatta per un respiro soltanto.

domenica 21 settembre 2008

Happy Birthday Orange

Me la canto e me la suono!

mercoledì 3 settembre 2008

Nelle notti di settembre


... nelle notti di settembre
guarderemmo fin quaggiù
con un po' di nostalgia
per quel bel pianeta blu
Potremmo smetter di parlare
di cantare e di viaggiare
tutti chiusi dentro casa
nelle stanze chiuse a chiave
non litigheremmo mai
non ci ammaleremmo più
tranne che di nostalgia
per il bel pianeta blu

Comincia così. Con Silvia ed Enrico che tornano dal nord-est. Fabri dal nord. Angelo che ha cambiato casa; il che significa che ora vive da solo.. Gabriele e Sasha che si son sposati.

E io qui, tornata da tanto ormai. Ma sempre con un biglietto del treno in mano. Il cuore mi batte in fotografie di posti vissuti o solo desiderati.
Il portafoglio e l'orologio invece soffiano via la cenere che li ha consumati.
E' proprio vero che in questo mondo non si riesce mai ad andare tutti d'accordo!

Va beh, certe volte basta spegnere la luce, anche quella della luna, e lasciare che l'omino-del-lampione faccia il suo giro attorno al mondo. Vivrò un po' del suo chiarore. E respirerò la forza di quei pensieri sorridenti.

giovedì 28 agosto 2008

Triskel

And so it is just like you said it would be life goes easy on me Most of the time

Mi coglie e mi sorprende stasera, in un momento di distrazione in un posto in cui tutto è così lontano da quell'atmosfera. Certo questa radio non è male, ma sono davvero sorpresa. Rapita. Portata al di là delle Alpi, su per l'Europa, a sognare di una chitarra attorno a un fuoco del Nord.
E' stato un caso. Ho spento un attimo iTunes per decidere se andare via da qui oppure no. Stoicamente ho scelto di resistere. Certo se Damien Rice è un premio per il mio coraggio allora sono contenta!
Ci sono 12 persone in questa stanza. Eccetto me. Che sono decisamente un'eccezione. Seduta su un divanetto nero tra una sciarpa e un un qualcosa di non-so-chi-da una parte, e un orrendo cuscino nero con le orecchie rosa dall'altra. I miei pensieri sono completamente differenti da quelli delle altre teste qui. Sembra un'affermazione di una presunzione latente, invece è un'asserzione di necessità. Anzi è molto più facile che siano loro a dare della scema a me, piuttosto che il contrario. (Anche perché disegnare peli tutta la serata è una scelta impopolare).

Damien Rice è finito da un pezzo, praticamente da poco dopo che ho cominciato a scrivere. Non capisco cosa dia la radio ora, il volume di questo vociare è un po' più alto di prima. E il tipo che gioca al pc non contribuisce con tutto quel suono di spari. Anzi, a dir la verità, secondo me qualcuno ha abbassato il volume.
Credo che tornerò ad iTunes.
Sinfonia n.4 in Si bemolle maggiore di Beethoven. Bah, non è che ho molta voglia. Next one. Summertime interpretata dal piano di Oscar Peterson. That's nice. ;)

...





Hanno finito ancor prima che me lo aspettassi. Sono decisamente stata premiata. E' ora di andare. Spengo iTunes. Ehi c'è ancora accesa la radio!
Dentro ad un temporale tra le luci del centro tra le statue di sale con il cuore impazzito come due innamorati

Buonanotte,
Cuore Impavido

sabato 2 agosto 2008

A Roma

A Roma non esistono gli orari dell'autobus. Casomai esistono le frequenze e se sei fortunato le conosci. Altrimenti vai alla fermata o alla stazione, ti piazzi lì, e aspetti. Prima o poi arriverà anche un autobus per te.
A Roma poi vedi la gente attraversare i binari delle ferrovie proprio davanti ai cartelli che vietano di farlo. Non so se lo fanno anche a Termini, ma a Capannelle ad esempio sì.
Se vai a visitare qualcosa, non esiste che ti diano una mappa. E spesso pure le indicazioni del percorso all'interno lasciano a desiderare.
Quando timbri il biglietto sull'autobus, ti chiedi perché sei l'unico a farlo.. forse gli altri hanno tutti l'abbondamento.
Quando scendi alla stazione ferroviaria di Ciampino e ti informi per i biglietti della navetta per l'aeroporto, scopri che nessuno li vende. Allora a tutti tocca farli sulla navetta, che vuol dire una coda di gente che salendo deve fermarsi per pagare all'autista.
A Roma però, quando vai a fare la spesa, è tutta un'altra storia. Ed è decisamente più rilassante. E poi è tutta un'altra città da passeggiare. :)


sabato 14 giugno 2008

domenica 8 giugno 2008

Facciamo il solito sesso?

Ieri sera non siamo stati troppo brillanti in questa esecuzione, ma se mai ci sarà una prossima volta (:P) potremo provare su una base più stabile. E per non perderla, la copio qui. Con riserva di apportare modifiche confrontando alcune versioni che ho in mano.

F#m C#m
Ciao, sono quello che hai incontrato alla festa,
Bm/D C#m
ti ho chiamata solo per sentirti e basta…
F#m C#m
si, lo so, è passata appena un’ora, ma ascolta:
Bm/D C#m
c’è che la tua voce, chissà come, mi manca.
G#m E
Se in quello che hai detto ci credevi davvero,
F# D#m
vorrei tanto che lo ripetessi di nuovo…
G#m B
dicono che gli occhi fanno un uomo sincero,
F# D#m
allora zitta, non parlarmi nemmeno.

C#m E
Posso rivederti già stasera?
G#m F#
Ma tu non pensare male adesso:
B E
ancora il solito sesso!

F#m C#m
Perché, sai, non capita poi tanto spesso
Bm/D C#m
che il cuore mi rimbalzi così forte addosso,
F#m C#m
ed ho l’età che tutto sembra meno importante,
Bm/D C#m
ma tu mi piaci troppo e il resto conta niente.
G#m E
Dillo al tuo compagno che ci ha visti stanotte:
F# D#m
se vuole può venire qui a riempirmi di botte!
G#m B
Però sono sicuro che saranno carezze,
F# D#m
se per avere te vicino almeno servisse.

C#m E
Posso rivederti già stasera?
G#m F#
Ma tu non pensare male adesso:
B E
ancora il solito sesso!

C#m
Chiuderò la curva dell’arcobaleno
A
per immaginarlo come la tua corona,
E
e con la riga dell’orizzonte in cielo
G#m
ci farò un bracciale di regina…
B D
ma se solo potessi un giorno
G
vendere il mondo intero
F#m
in cambio del tuo amore vero!

C#m G#m
Sai, qualcosa tipo “cielo in una stanza”
A7+ G#m
è quello che ho provato prima in tua presenza…
D#m B
dicono che gli angeli amano in silenzio,
C# A#m
ed io nel tuo mi sono disperatamente perso.
D#m F#
Sento che respiri piano in questa cornetta…
C# A#m
maledetta, mi separa dalla tua bocca!

G#m B
Posso rivederti già stasera?
D#m C#
Ma tu non pensare male adesso:
F# B
ancora il solito sesso!

G#m
Correrò veloce contro le valanghe
E
per poi regalarti la fiamma del vulcano,
B
respirerò dove l’abisso discende
D#m
e avrai tutte le piogge nella tua mano…
F# A
ma solo potessi un giorno
D
vendere il mondo intero
C#m
in cambio del tuo amore vero!

F#m C#m D7+ C#m
F#m C#m D7+ C#m
G#m A E A#m F# C# (A#m)

G#m B
Posso rivederti già stasera?
D#m C#
Ma tu non pensare male adesso:
F# B
ancora il solito sesso!

F#m C#m
Ora ti saluto, è tardi, vado a letto…
Bm/D C#m F#m
Quello che dovevo dirti, io te l’ho detto.


Ecco, qui invece il forum da cui ho ricavato la versione migliore. Mette a disposizione anche le altre canzoni dell'ultimo album di Max Gazzè.

venerdì 6 giugno 2008

Rodin

Mazza che ignoranza. E io che conoscevo solo "Le Penseur", cioé questo:

Invece Rodin è veramente un figo! Avevo visto anche "Le mani" (non so il titolo dell'opera), ma non sapevo fossero sue!
Poi per caso ho scoperto, con il post precedente, un mondo!

Vi faccio vedere qualcosa qui, basta cliccare!

E c'è pure il Musée Rodin.. Paris, j'arrive!!!

E penso a te (ovvero: anche Battisti aveva dei limiti)

Io lavoro e penso a te
torno a casa e penso a te
le telefono e intanto penso a te
Come stai? E penso a te
Dove andiamo? E penso a te
Le sorrido abbasso gli occhi e penso a te



Che situazioni banali, pensavo. Perché invece non ha scritto ad esempio: condisco i fagiolini e penso a te? metto il dentifricio sullo spazzolino e penso a te? rompo la pastiglia della lavastoviglie e penso a te? mi puzzano le dita del salmone che ho appena mangiato e penso a te?

Misteri della mente umana.



Scultura di Rodin

giovedì 5 giugno 2008

Metti una sera, gli uomini in barca

Chi l'avrebbe detto che una sera mi sarei rilassata guardando Notthing Hill? Eppure, complice quella chitarra là sotto, eccomi qui.
Patetico, vero?

Sì credo che mi vergongerò di averlo scritto qui, nonostante i miei lettori si contino sulla zampa di una gallina.

E' anche vero che preferisco così, se può aiutarmi a stare un po' meno upset stasera. Certe parole in italiano proprio non mi vengono. A volte l'inglese si addice meglio, perché è così.. sonoro. Questa volta la parola non mi viene in nessuna lingua! Onomatopeico?

Ho bisogno di essere un po' cullata, come su una barchetta ormeggiata. O almeno è come me lo immagino, perché non mi è mai capitato. Avvolta in una coperta, ma con la brezza che accarezza la pelle del viso.

E vorrei magari che il cielo fosse limpido, che si vedano le stelle. Che ti metti con il naso all'insù e fai i pensieri più strani, con il sussurro dell'acqua nelle orecchie. Pensieri strani sì, ma pensieri curiosi. Niente di cupo, solo.. solo fiabe curiose e castelli in aria.

Ecco e vorrei anche che con me ci fossero altre pochissime persone. So già chi sarebbero. E staremmo così, ognuno con la sua coperta, ognuno con la stessa carezza sul volto, con la stessa musica e lo stesso blu. Sopra e sotto. E di stelle ce n'è per ognuno quante se ne vuole.











Quest'immagine è un po' sanguinaria, ma credo che abbia un suo perché. Beh, io in questo momento preferisco decisamente l'immagine della barca. Ma magari domani quando vorrò vergognarmi di questa pateticità sorniona preferirò questa. Mi porto avanti. :D

venerdì 25 aprile 2008

Un regalo

C'è un mazzetto di fiori nella mia mano. Sono tanti e piccoli, dai petali bianchi. Posso disegnarteli se vuoi, hanno una linea molto semplice. Un coriandolo giallo al centro e mille mille raggi candidi attorno, che si sovrappongono e si mischiano.
Li ho visti sbocciare con la primavera, e so che dureranno almeno finché non arriva l'autunno. Ce n'era un prato ricolmo. Ne ho colto qualcuno. Sanno di sole, sai?
Ecco, li appoggio qui. Sono per te.

Buon compleanno, Gabri

giovedì 17 aprile 2008

Ciumachella

Ciumachella, ciumachella de Trastevere
Sei l'ottava meravija de Roma mia
Se 'n pittore te volesse pitturà
Nun saprebbe da che parte incomincià

Ciumachella, ciumachella de Trastevere
Che miracolo che ha fatto mamma tua
A creà stò nonplusurtra de armonia
Ciumachella, ciumachella de Roma mia
Sei 'na rosa, sei 'n biggiù 'na sciccheria
Ciumachella tu sei nata pe' 'ncantà

Sei 'na rosa, sei 'n biggiù 'na sciccheria
Ciumachella, ciumachella de Roma mia
Se 'n pittore te volesse pitturà
Butta tutti li pennelli e stà a guardà

Rugantino
Garinei - Giovannini, 1963

mercoledì 16 aprile 2008














Ricetta per 2 persone

Ingredienti:
- 180g di riso
- 150g di funghi porcini freschi
- 5g di porcini secchi
- 4 marroni
- 1l di brodo
- olio evo
- 1/2 cipolla, 1 spicchio d'aglio
- 1/2 bicchiere di vino bianco
- timo, prezzemolo
- sale e pepe


Mettete i funghi secchi in ammollo. Preparate un normale fondo per il risotto (cipolla tritata in poco olio, poi far tostare il riso, sfumare con poco vino bianco).
Strizzate i funghi secchi, tritateli ed aggiungeteli al riso con il primo mestolo di brodo ben caldo. Filtrate il loro liquido d'ammollo ed usatelo unito al brodo per la cottura. Pulite i porcini e tagliateli a piccoli dadini. Saltateli in una padella con un filo d'olio e uno spicchio d'aglio vestito. Aggiustate di sale e pepe ed uniteli al riso a metà cottura.
Tagliate a piccoli cubetti i marroni (precedentemente bolliti con la buccia per una ventina di minuti) e tritate poco timo con poche foglie di prezzemolo.
Mantecate il risotto lontano dal fuoco, unendo poco olio d'oliva, i marroni e le due erbe aromatiche tritate.

La pila del futuro è di carta. Ultrasottile, ricaricabile ed ecologica

In cellulosa, si può piegare come un normale foglio ed è resistente a temperature estreme. Le applicazioni in campo medico: può essere impiantata sotto pelle e alimentare i pacemaker.

ROMA - Ultrasottile, leggerissima, pieghevole, ricaricabile, in grado di sopportare temperature estreme senza perdere in efficacia. Guardandola, sembra solo un innocuo foglietto, ma all'interno nasconde una potente batteria. La "pila" del futuro è di carta: il piccolo miracolo di nanoingegneria è stato creato da un gruppo di scienziati al Rensselaer Polytechnic Institute, negli Stati Uniti, che presentano la loro scoperta sull'ultimo numero dei Pnas, la rivista dell'accademia nazionale delle scienze americana.
Per oltre il 90 per cento questa batteria di nuova concezione è formata da cellulosa, in cui sono stati integrati nanotubi in carbonio, microstrutture che funzionano come elettrodi e permettono alla pila di condurre elettricità. E' unica, spiegano i ricercatori, perché funziona sia come una batteria ad alta capacità che come supercapacitore - in grado, cioè, di rilasciare elettricità velocemente - che, di solito, sono componenti separate nei sistemi elettrici.

La pila del futuro, come la carta, può essere arrotolata, piegata, tagliata in una serie quasi infinita di forme e senza che la sua potenza o l'integrità meccanica vengano compromesse. Le sue possibili applicazioni, nel panorama elettronico sempre alla ricerca del componente più piccolo e potente, vanno dai vari gadget alle automobili, dall'industria aeronautica alla medicina più avanzata: questa batteria, per funzionare, può utilizzare i liquidi corporei come il sangue o il sudore ed essere inserita sotto la cute.

In questo mini pezzetto di carta intelligente i componenti sono integrati a livello molecolare: "In molte delle altre batterie pieghevoli non lo sono - spiega Robert Linhardt, co-autore della ricerca e professore al Rensselaer Institute. "Quelle sfruttano elementi messi a contatto gli uni con gli altri, ma in questo modo, quando vengono flesse, i componenti si staccano e l'apparecchio non funziona più". Qui, invece, i nanotubi in carbonio sono inglobati nella carta, che è immersa nell'elettrolita. E il risultato finale è in tutto e per tutto simile ad un normale foglio di carta, nero per la presenza del carbonio.

La scoperta è frutto di uno sforzo collettivo, che ha coinvolto ricercatori di diverse discipline: dai laboratori specializzati in biopolimeri del professor Linhardt ad altri, specializzati nella ricerca sui nanotubi e sull'elettronica. Ma è proprio l'applicazione in campo medico una delle più promettenti: "I liquidi corporei potrebbero funzionare come elettroliti. La batteria potrebbe essere inserita sottopelle per alimentare un pacemaker o altre apparecchiature per il rilascio di medicinali, come la pompa per insulina", spiega ancora il professore, con il vantaggio di evitare di inserire all'interno del corpo sostanze chimiche forti come quelle che si trovano nelle comuni batterie.

Per la loro pila, Linhardt e colleghi hanno usato un liquido ionico - un sale liquido, in pratica - che non contiene acqua, quindi non rischia di evaporare o di ghiacciare, rendendo così l'apparecchiatura adatta anche a temperature estreme. Ed è anche ecologica: "grazie all'alto contenuto di carta e alla mancanza di sostanze chimiche tossiche, non rappresenta un rischio per l'ambiente" aggiunge il dottor Manikoth Shaijumon, altro co-autore della ricerca.

Può essere prodotta in diverse dimensioni ma quella che i ricercatori hanno sperimentato era un quadrato di 2 cm per 2. Quello che rimane da capire sono i costi: "Per ora stiamo lavorando su scala sperimentale, in laboratorio. Dobbiamo ancora sviluppare metodi per produrle su scala commerciale e per ora non abbiamo idea di quanto potrebbero costare" continua Linhardt. I singoli componenti di per sé non hanno prezzi elevati e in futuro queste pile potrebbero venire stampate in grandi fogli, usando rotative simili a quelle per i giornali. Ma quando potremo trovarle nei negozi? "Ci vuole tempo - conclude Linhardt - Almeno un paio d'anni per le prime applicazioni, che saranno ancora di tipo speciale".

Viva la Rita!!

ROMA - Qui non c'entrano le cinque lauree, il premio Nobel per la medicina, le mille pubblicazioni e nemmeno il laticlavio a vita. Forse è semplicemente un fatto di educazione, quando da bambino ti insegnano a cedere il posto a chi è più anziano. Se poi l'anziano ha quasi 99 anni (tra 9 giorni) e non ci vede nemmeno bene, il fatto che si chiami Rita Levi Montalcini diventa evidentemente secondario. Eppure tutto ciò non è bastato a evitare alla senatrice a vita di dover attendere in piedi mezz'ora prima votare, per colpa della maleducazione di quattro elettori che si sono rifiutati di farla passare avanti.
La scena si è svolta ieri poco prima di mezzogiorno a via Reggio Calabria, al seggio istituito presso la scuola "Falcone e Borsellino", vicino a piazza Bologna, quartiere medio-borghese della Capitale. La Montalcini si è presentata a braccetto di un accompagnatore il quale, vista la lunga fila, ha chiesto alle persone in coda la cortesia di far votare prima la signora. Senza presentare credenziali, solo un gesto di educazione verso un'anziana ipovedente. La risposta poteva essere scontata e invece no.

"Faccia la fila come gli altri", ha risposto un cinquantenne. E così un'altra signora: "Non esiste, anch'io ho fretta di votare". E poi un altro e un'altra ancora: "Non vedo proprio il motivo". Allertato dagli scrutatori, a quel punto è intervenuto il presidente di seggio: "Senatrice, se vuole la facciamo passare avanti". Una gentilezza quasi scontata, che si concede normalmente alle donne in gravidanza, ai disabili, agli anziani. A quel punto però è stato il carattere della Montalcini a prendere il sopravvento: "Grazie presidente, preferisco restare in fila come gli altri. Pazienza". Una scrutatrice le ha quindi offerto una seggiola: "Almeno si sieda, prego". Ma la senatrice ha rifiutato anche quella: "No, grazie davvero. Preferisco restare in piedi".

La rivincita contro quei pochi maleducati Montalcini se l'è presa poco dopo, al momento di uscire dal seggio. Tutti i ragazzi della sezione elettorale le si sono fatti intorno, davanti agli elettori ancora in fila, per chiederle l'autografo. "Vada avanti così". "Coraggio".

Fonte: Repubblica online

mercoledì 2 aprile 2008

Parole per Gabri

"Sono stato colpito dalla fede del papà che ha espresso il desiderio che la cerimonia fosse improntata ad una liturgia di festa per ricordare un caro figlio che proprio in questo luogo ha trascrso momenti felici della sua, purtroppo breve, gioventù" (don Lorenzo)

"Quello che sai davvero amare, rimane" (Seneca, da don Lorenzo)

" Tu sei prezioso ai miei occhi perché sei la forza della speranza depositata nei nostri cuori" (Isaia, da don Lorenzo)

"Un piccolo sognatore, non pensavamo che finissi così"

"Basterebbero cinque minuti con te per farci tornare il sorriso"

"Il tuo ricordo non svanirà, perché resterai sempre con noi"

"La tristezza si è seduta sui banchi di scuola" (compagni di classe)

"Io e la mamma ti abbiamo desiderato e amato prima che tu nascessi. Poi ti ho sentito quando sei venuto al mondo e ora ti ringrazio per i petali di bontà che ci hai donato" (papà Giorgio)

"Pregare per l'anima buona di Gabriele affinché tutti siano rispettosi della vita degli altri" (papà Giorgio)

"Non abbiamo rancore, lo perdoniamo" (papà Giorgio)

"Gabriele ha seguito il motto degli scout, ha lasciato il mondo un po' meglio di come lo ha trovato. Auguro la stessa cosa anche all'uomo che l'ha investito" (papà Giorgio)

"Cristianamente lo perdono. È quello che vorrebbe anche Gabriele che amava la vita e il prossimo. Spero in queste ore trascorse in carcere abbia avuto la forza di pregare per mio figlio. Gli farò avere il cartoncino funebre con la foto di Gabriele. Non perchè gli provochi rimorso ma solo perchè lo aiuti a riflettere sul valore della vita. Il sorriso di mio figlio era di conforto a tante persone, magari può aiutare anche lui. " (papà Giorgio)

"Resterai sempre uno dei miei migliori squadriglieri... Riposa in Pace..." (Davide Aguiari)

"
Sl quando succedono certe cose s ha il coraggio d esternare l'amore ke s prova x una persona..Nn te l'avevo mai dtt..ma io t volevo un bene dell'anima..anzi te ne voglio..te ne volgio..Gabri!..T ricordi quando t dicevo d accendere il fuoco in fretta ke il cibo sarebbe arrivato a momenti?..Quando t mettevi 6 magliette una sopra l'altra x il freddo?..Quando ti tuffavi nel fiume gelido mentre noi altri avevamo paura a metterci dentro il piede?..Quando in tenda sl il tuo posto era disordinato e io t sgridavo continuamente?..Quando s scherzava e s giocava a briscola cn i piedi nel sacco a pelo?..Quando c s sporcava nel fango mentre s giocava?..nn dimenticherò mai tutto questo..Nn dimenticherò mai il tuo sorriso..indelebile nella mia mente." (firmato Mari)

Diego per Gabri (2)

Dal blog http://gavaerpupone.spaces.live.com


Gabriele

Cara sorellina..
E' vero: sono una famiglia bellissima...
Tutti... dal primo all'ultimo...
Da Giorgio a Giulia, da Elisa a Martina, da Stefano a Margherita (che ancora deve nascere)... anche Gabri..

Ma questo purtroppo l'ho capito solo adesso...
L'ho capito quando ti ho visto steso sul quel letto..
Sembrava quasi che dormissi...
Come in una delle notti trascorse a fare finta di dormire nei sacchi a pelo, ma che invece riempivamo di risate stupide, dispetti e snack nascosti nello zaino...

Ho capito solo ora che quegli anni passati negli Scout con te, con Vitto e con gli altri mi sono serviti davvero per crescere..
E sono cresciuto anche grazie a te, alla tua personalità...

Di te ho un'immagine incredibile..
Un po' ti invidiavo..

Quando stamattina sono venuto a sapere che un ragazzo di quindici anni era morto ero rimasto un po' turbato, ma ciò non mi aveva fatto distogliere lo sguardo dalle varie foto nella segreteria del C.S...
Ho risposto con un "Nooooo.." ironico quando ho sentito il tuo nome per la stanza, detto da persone che non ti conoscevano, perchè mi sembrava solo un brutto scherzo fatto da qualcuno.. No, non potevi essere tu, Gabri.. Tu, tu che perfino quando cadevi in malo modo ti rialzavi senza una lacrima in volto, anzi,ma con un sorriso pronto per rialzarti alla caduta successiva..
Sono caduto in un tunnel di sconforto e incredulità invece quando ho capito che nessuno stava prendendomi in giro..
Volevo piangere, ma non ne avevo la forza...
Volevo gridare, ma mi mancava il fiato...
Sul mio viso era rimasta quella smorfia che ancora adesso mi si è stampata sul volto, che non dice niente e che dice tutto..
Un film di ricordi mi è passato per la testa...
Da quel giorno di 8 anni fa quando ti vidi per la prima volta e non ebbi nemmeno il coraggio di parlarti fino a ieri pomeriggio, quando ti ho rivolto le ultime parole "Ciao bel, stai bene?... ci vediamo!!"...

Quando ti ho rivisto la volta dopo invece ero ancora incredulo, nonostante aver letto i giornali, parlato con i miei, con mia sorella..
Non ci credevo.. Chiamatemi pazzo, ma non riuscivo a crederci... Non poteva essere Gabri!!
Quando ti ho visto sul letto con gli occhi chiusi, non sono riuscito a fermare un singhiozzo che mi è uscito dalla bocca, una lacrima mi ha percorso la guancia, il solito film di ricordi mi è passato velocemente nella testa, mi sono appoggiato al muro e ho dovuto rassegnarmi.. eri proprio tu..

Addio Gabri.. non ti dimenticherò mai..


Diego per Gabri

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Addio Gabri

"Perchè sono sempre le persone migliori ad andarsene??"
frase gia detta spesso...
frase scontata forse...
ma in questo momento è la frase più azzeccata che possa dire..
Proprio perchè Gabri era un amico fantastico..
Non eri certamente una cima a scuola, non eri il massimo nel garbo.. eri un po' paesanotto!!
Eri sempre pronto ad accettare le battute che ti facevamo ed eri troppo simpatico!!
Ma questo tuo modo di essere ti rendeva unico..
Certo!!.. forse ultimamente non ci frequentavamo più come prima, pur facendo la stessa scuola..
Ma con te ho passato anni insieme...
Ho litigato con te.. ma quelle litigate sono servite a farmi crescere..
A volte ci siamo dati anche qualche spintone e sono volate parole grosse..
Ma ci siamo sempre stretti la mano alla fine e abbiamo riso capendo la banalità delle nostre litigate!!
C'era sempre quella sana rivalità fra di noi, che ci induceva a fare sempre meglio..
Abbiamo passato momenti belli, strani, divertenti insieme, ma anche brutti e difficili..
Beh, questa volta il momento difficile lo stiamo passando tutti..
Gabri... sarai sempre nei miei ricordi

Il tuo AMICO Diego

Bimbo Housettino per Gabri (2)

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GABRY 6 uniko..

oggi 1 aprile 2008 ce stato il funerale di gabriele fava....sembra quasi un pesce d aprile ne? un ragazzino 15enne morto...quasi nn si puo credere...eravamo in tantissimi...tanti quante sono le lacrime ke abbiamo versato...ricordo ke l anno scorso volevi riunire la tua ex classe 1L ...oggi si sono trovati x te....x ricordarti....quanto eri speciale....uniko...un amiko non cme altri...anke qui alle parole del tuo coraggioso papà abbiamo pianto x te...." il mio bambino xke quando andava a dormire voleva il bacio della buonanotte e voleva sempre le coccole...il mio lupetto.....dio la portato fra noi e se le ripreso....grazie cavaliere" mi ha dato forza..e ho capito ke piangere non ti farà tornare tra noi ma so ke te...dall alto del cielo...c guardavi e...conoscendoti....ridevi come un matto....dicevi ke nn avevi tanti amici...e invece tutti per te!!
angelo custode....nostra salvezza...6 uniko..i miei ricordi di te sono tanti...tanti ke nn mi ricordo l ultima risata ke abbiamo fatto insieme...la stella ke brillerà nel cielo....nuvola dei nostri cuori...SOGNATORE...xke la tua vita era questo...sognare...avevi gia programmato tutto nella tua vita...poi...BOOM...il dolore...la rabbia....e una famiglia distrutta dal dolore....potrei andare avanti x secoli a scrivere quello ke penso di te...ma so ke dall alto riesci a leggere dentro il mio cuore...e capirai tutto...angelo ti vogliamo bene e solo adesso ce ne siamo accorti...
ora ci sorridi dall alto e sogni ankora....questo non un addio e un arrivederci...sxo di incontrarti nel tuo mondo...qllo dei sogni.....addio sognatore...lupetto...boyscout...o semplicemente come t consociamo tutti
GABRY <3

Bimbo Housettino per Gabri

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Gabry x sempre

T scrivo questa lettera xke, anke se nn sno stato un tuo stretto amiko ho avuto l opportunità di conoscerti:
Caro Gabry,
T volevo dire ke la tua vita e stata tolta ingiustamente...una sera...il destino....un ragazzo...e una vita perduta...la tua
per colpa di cosa? di un ubriako ke nn sa neanke girare il volante...solo adesso ci accorgiamo di come ti abbiamo voluto bene.
oggi a scuola ti abbiamo dimostrato questo:
il tuo banko...una maglia...delle dedike...e tanti pianti e tanto affetto da parte di tutti...io nn sno riuscito a trattenermi..
mi sembra cosi tutto strano...e pensare ke lo stesso giorno ti avevo visto a scuola e ridevi, skerzavi con i tuoi amici...strana la vita ne?....prima tto ke va bn....poi invece la fine...una vita..un sogno mandati in fumo...ora xò sei in un mondo migliore....sei un angelo! C guardi e ridi dall'alto a pensare a quante persone ti sono vicine ma tanto + sei te vicino a noi....io t ricordo cosi..con una canzone ke t dediko Angels di Robbie Williams.....
Ora i tuoi sogni volano...tu dormi mentre i tuoi occhi sorridono....
ADDIO SOGNATORE! t.v.b

martedì 1 aprile 2008

Insieme abbiam gustato alfin del vento la carezza

Anche oggi una bellissima giornata di sole primaverile. Una splendida giornata per Gabri. E' stato bellissimo essere all'aperto, è stato bellissimo rimettere al collo il fazzolettone, stringere la chitarra, sentirsi circondati da quegli esserini tutti blu. Una splendida cerimonia, tante splendide parole vive e piene di testimonianza. Dario, Davide, Silvia, Anna, Pietro, Giorgio.. sono solo alcune delle voci che hanno riempito l'aria e le nostre anime.
Lasciavo che il sole mi scaldasse, gustavo il calore e gli spifferi d'aria sul volto, ascoltavo i rumori della gente stretta attorno al tuo legno. Sulla terra che ti ha accolto il tuo arco. Ho respirato cose che non respiravo da qualche anno, e ho pensato a quante volte anche tu sei stato con me in quei momenti.
Ti ho donato la mia voce e le mie dita. Probabilmente tu nemmeno sapevi che posso suonare una chitarra. Sei esattamente tutto quello che hanno detto di te. Proprio quello che abbiamo ricordato sorridendo. Qualcosa l'abbiamo ricordato con qualche singhiozzo. Non ce ne volere Gabri, non era facile regalarti solo sorrisi :P
Giorgio si è definito "scout ad honorem". E io credo che se lo meriti. Tu saresti stato d'accordo. Tu, dispettoso e coccolone. Pronto a prendere le difese di Marti, pronto a sorridere con tutti. Geniale in tante trovate. Affettuoso, come uno che vuole davvero bene agli amici e alla vita.
Gabriele sei una creatura meravigliosa. Noi lo sapevamo già tutti, e oggi abbiamo voluto gridarlo.
Un bacio grande Gabri, un abbraccio forte.


Insieme abbiam marciato un dì per strade non battute
insieme abbiam raccolto un fior sull'orlo di una rupe.
RIT: Insieme, insieme è il motto di fraternità insieme, nel bene crediam.
Insieme abbiam portato un dì lo zaino che ci spezza
insieme abbiam goduto alfin del vento la carezza.
RIT: Insieme, insieme è il motto di fraternità insieme, nel bene crediam.
Insieme abbiamo appreso ciò che il libro non addita
abbiamo appreso che l'amor è il senso della vita.
RIT: Insieme, insieme è il motto di fraternità insieme, nel bene crediam.

domenica 30 marzo 2008

Gabriele

Gabriele è un nome ricorrente in questo periodo. C'è un Gabriele che nasce, un Gabriele che si sposa. C'è un Gabriele che muore.
E tornando alla canzone di Bersani, io non vorrei nessun autografo dall'assassino, non voglio nemmeno vederlo in faccia.

"Siete una famiglia bellissima", l'ho detto a tutti loro. Martina mi ha risposto che non è più la stessa famiglia senza Gabri, e Gabri non c'è più. Marti ha ragione. Ma ho voluto illudermi che dentro di lei era rimasto tanto di lui, come dentro ognuna della persone che oggi erano lì. Gliel'ho anche detto, e credo sia vero, perché ognuno di noi durante questa giornata ha tentato di far tornare a galla i ricordi di Gabriele. Non è stato difficile, non era certo uno di quelli che si nasconde.
Gabriele che vende i calendari, Gabriele e le sette magliette, Gabriele e la mazzetta costruita, Gabriele che ne combina una più di tutto quello che si può immaginare.

Giorgio è sceso in strada per vedere cos'era successo, per soccorrere chi eventualmente si fosse fatto male, per chiamare un'ambulanza se ce ne fosse stato bisogno. Ma sul marciapiede ha trovato il figlio.
Giulia è incinta, si è limitata a guardare dalla finestra. Ma ha riconosciuto la scarpa del figlio.

Erano le 21, non erano le 3 di notte. Gabri stava sulle strisce pedonali. La ragazza che attraversava con lui ha solo una gamba fratturata, Gabri invece di più.

Oggi era una bellissima domenica, con il sole e il caldino primaverile. C'erano tanti cappellini verdi, tante gonne blu, ma anche tanti occhi rossi.
Nella stanza accanto alcuni anziani si sorridevano, come quando ci si incontra al bar. Magari nella loro stanza c'era un amico per cui pensavano l'ora fosse giunta all'ora buona. Magari era uno di quegli anziani che "se le tirano dietro", e a un certo punto si può quasi dire che se ne liberino.
Per Gabri non si poteva dire nulla di tutto questo. Assolutamente nulla. Ogni tanto risuonava un "perché?" tra i fazzoletti di qualcuno.
Ho cantato, ho cercato di tenere duro perché era l'unica cosa che potevo regalare a Gabri in quel momento. Era l'unico omaggio che potessi fargli.

Non è stato facile tenere tra le braccia Martina ed Elisa. Non è stato facile vedere la disperazione di Giulia. Non è stato facile deglutire gli sforzi di Giorgio. Non è stato facile pensare a Stefano. Non è stato facile consolarsi con il pensiero di Margherita che nascerà.

Ho ancora un sacco di domande, e solo un paio - quelle più marginali - avranno una risposta.

"Siete una famiglia bellissima", vi voglio davvero tanto bene.
Con affetto,
Alice

Cattiva

Non l'avevo capita quand'era uscita, ma qualche anno dopo, nell'epoca di Cogne, di Erba e di tanti altri, ha senso. Mi chiedevo: ma che stupidate sono? chi si sognerebbe di chiedere un autografo all'assassino? Ora c'è gente che prende il biglietto per esserci, ci sono trasmissioni e telegiornali che sopravvivono sulle cronache di un processo. C'è gente curiosa che se ne interessa come degli uomini di Manuela Arcuri (quella che mette in soggezione tutti gli uomini, a sentir lei).

Posto il testo di "Cattiva" di Samuele Bersani.

Ultimamente sei tu a decidere la strada
Io resto dietro di te
raccolgo i sassi rotondi in una scatola quadrata, ho un passatempo inutile
Sinceramente da un po’ si vive alla giornata
non posso dire di no
usciamo fuori dal quartiere una volta al mese solo di sabato
ma pensa che coincidenza...
Chiedi un autografo all’assassino
guarda il colpevole da vicino
e approfitta finché resta dov’é
toccagli la gamba fagli una domanda
cattiva, spietata
con il foro di entrata, senza visto di uscita
E’ stato lui, io lo so
non credo alla campana degli
innocentisti perchè
anticamente ero io un centurione con la spada e non lo posso difendere
Mi ricordo quando ci fu Galileo e Giovanna D’Arco
ero presente in piazza,
provavo immenso piacere
mi sentivo bene a vedere come si muore,
sono di un’altra razza
Chiedi un autografo all’assassino
guarda il colpevole da vicino
e approfitta finche’ resta dov’é
toccagli la gamba fagli una domanda, ancora
chiedi un autografo all’assassino
chiedigli il poster e l’adesivo
e approfitta finche’ resta dov’è
toccagli la gamba
fagli una domanda
cattiva
spietata
è la mia curiosità impregnata
di pioggia televisiva
comincia un’altra partita...

martedì 18 marzo 2008

Perché le donne stanno così tanto nei bagni pubblici?

Da una mail.

Il grande segreto di tutte le donne rispetto ai bagni è che da bambina tua mamma ti portava in bagno, puliva la tavolozza, ne ricopriva il perimetro con la carta igienica e poi ti spiegava: 'MAI, MAI appoggiarsi sul gabinetto' e poi ti mostrava 'la posizione' che consiste nel bilanciarsi sulla tazza facendo come per sedersi ma senza che il corpo venga a contatto con la tavolozza.

'La posizione' è una delle prime lezioni di vita di una bambina, importantissima e necessaria, deve accompagnarci per il resto della vita. Ma ancora oggi, da adulte, 'la posizione' è terribilmente difficile da mantenere quando hai la vescica che sta per esplodere. Quando 'devi andare' in un bagno pubblico, ti ritrovi con una coda di donne che ti fa pensare che dentro ci sia Brad Pitt.

Alllora ti metti buona ad aspettare, sorridendo amabilmente alle altre che aspettano anche loro con le gambe e le braccia incrociate. È la posizione ufficiale di 'me la sto facendo addosso'. Finalmente tocca a te, ma arriva sempre la mamma con 'la bambina piccola che non può più trattenersi' e ne approfittano per passare avanti tutte e due! A quel punto controlli sotto le porte per vedere se ci sono gambe. Sono tutti occupati. Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso alla persona che esce. Entri e ti accorgi che non c'è la chiave (non c'è mai); non importa... Appendi la borsa a un gancio sulla porta, e se non c'è (non c'è mai), ispezioni la zona, il pavimento è pieno di liquidi non ben definiti e non osi poggiarla lì, per cui te la appendi al collo ed è pesantissima, piena com'è di cose che ci hai messo dentro, la maggior parte delle quali non usi ma le tieni perché non si sa mai.

Tornando alla porta... dato che non c'è la chiave, devi tenerla con una mano, mentre con l'altra ti abbassi i pantaloni e assumi 'la posizione'... AAhhhhhh... finalmente... A questo punto cominciano a tremarti le gambe... perché sei sospesa in aria, con le ginocchia piegate, i pantaloni abbassati che ti bloccano la circolazione, il braccio teso che fa forza contro la porta e una borsa di 5 chili appesa al collo. Vorresti sederti, ma non hai avuto il tempo di pulire la tazza né di coprirla con la carta, dentro di te pensi che non succederebbe nulla ma la voce di tua madre ti risuona in testa 'non sederti mai su un gabinetto pubblico!', così rimani nella 'posizione', ma per un errore di calcolo un piccolo zampillo ti schizza sulle calze!!! Sei fortunata se non ti bagni le scarpe. Mantenere 'la posizione' richiede grande concentrazione.
Per allontanare dalla mente questa disgrazia, cerchi il rotolo di carta igienica maaa, cavolo...! non ce n'è...! (mai). Allora preghi il cielo che tra quei 5 chili di cianfrusaglie che hai in borsa ci sia un misero kleenex, ma per cercarlo devi lasciare andare la porta, ci pensi su un attimo, ma non hai scelta. E non appena lasci la porta, qualcuno la spinge e devi frenarla con un movimento brusco, altrimenti tutti ti vedranno semiseduta in aria con i pantaloni abbassati.
NO!!! Allora urli 'O-CCU-PA-TOOO!!!', continuando a spengere la porta con la mano libera, e a quel punto dai per scontato che tutte quelle che aspettano fuori abbiano sentito e adesso puoi lasciare la porta senza paura, nessuno oserà aprirla di nuovo (in questo noi donne ci rispettiamo molto) e ti rimetti a cercare il keenex, vorresti usarne un paio ma sai quanto possono tornare utili in casi come questi e ti accontenti di uno, non si sa mai.

In questo preciso momento si spegne la luce automatica, ma in un cubicolo così minuscolo non sarà tanto difficile trovare l'interruttore! Riaccendi la luce con la mano del kleenex, perché l'altra sostiene i pantaloni, conti i secondi che ti restano per uscire di lì, sudando perché hai su il cappotto che non avevi dove appendere e perché in questi posti fa sempre un caldo terribile. Senza contare il bernoccolo causato dal colpo di porta, il dolore al collo per la borsa, il sudore che ti scorre sulla fronte, lo schizzo sulle calze... il ricordo di tua mamma che sarebbe vergognatissima se ti vedesse così; perché il suo culo non ha mai toccato la tavolozza di un bagno pubblico, perché davvero 'non sai quante malattie potresti prenderti qui'.

Ma la debacle non è finita... sei esausta, quando ti metti in piedi non senti più le gambe, ti rivesti velocemente e soprattutto tiri lo sciacquone! Se non funziona preferiresti non uscire più da quel bagno, che vergogna!

Finalmente vai al lavandino. È tutto pieno di acqua e non puoi appoggiare la borsa, te la appendi alla spalla, non capisci come funziona il rubinetto con i sensori automatici e tocchi tutto finché riesci finalmente a lavarti le mani in una posizione da gobbo di Notredame per non far cadere la borsa nel lavandino; l'asciugamani è così scarso che finisci per asciugarti le mani nei pantaloni, perché non vuoi sprecare un altro kleenex per questo! Esci passando accanto a tutte le altre donne che ancora aspettano con le gambe incrociate e in quei momenti non riesci a sorridere spontaneamente, cosciente del fatto che hai passato un'eternità là dentro.

Sei fortunata se non esci con un pezzo di carta igienica attaccato alla scarpa o peggio ancora con la cerniera abbassata! A me è capitato una volta, e non sono l'unica a quanto ne so! Esci e vedi il tuo ragazzo che è già uscito dal bagno da un pezzo e gli è rimasto perfino il tempo di leggere Guerra e Pace mentre ti aspettava.

'Perché ci hai messo tanto?' ti chiede irritato. 'C'era molta coda' ti limiti a rispondere. E questo è il motivo per cui le donne vanno in bagno in gruppo, per solidarietà, perché una ti tiene la borsa e il cappotto, l'altra ti tiene la porta e l'altra ti passa il kleenex da sotto la porta; così è molto più semplice e veloce perché tu devi concentrarti solo nel mantenere 'la posizione'. E la dignità.

sabato 15 marzo 2008

Caruso, Carosi e HIV

La vaccinazione terapeutica dovrebbe permettere la convivenza dell'organismo infettato con il virus tale da renderci "portatori sani"della malattia

Parte da Brescia la sperimentazione sugli esseri umani del vaccino terapeutico contro l'HIV. Il via libera arriva dall'Istituto Superiore della Sanità, dopo il superamento della fase preclinica, quella in cui la sostanza in procinto di essere sperimentata sull'uomo è stata prima sottoposta ad un lungo periodo di studio in laboratorio.
La sostanza è risultata non tossica ed efficace, per cui è ora possibile iniziare la prima fase clinica.
Sarà Enrico Garaci, presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, ad annunciare l'avvio della sperimentazione in un incontro scientifico in programma per il 27 marzo alla Facoltà di Medicina dell'Università degli Studi di Brescia.
La sperimentazione di fase 1 su una ventina di pazienti, sarà curata, per la ricerca, dal prof. Arnaldo Caruso, ordinario di microbiologia dell'Università e responsabile del Reparto di Microbiologia pediatrica dell'Ospedale Civile, e per la clinica del prof. Giampiero Carosi, direttore dell'Istituto di Malattie infettive e tropicali dell'Università e del Dipartimento Malattie infettive del Civile.

"Studi effettuati dalla mia équipe hanno chiaramente dimostrato come la proteina di matrice del virus HIV, denominata p17, viene rilasciata dalle cellule infette promuovendo la proliferazione del virus e la sua diffusione all'interno del nostro organismo" - spiega Caruso. "Il virus, dopo aver legato la cellula bersaglio ed essere penetrato al suo interno, inizia a replicare. La cellula infettata produce grandi quantità di proteine virali che, in parte, andranno a formare nuovi virus e, in parte, verranno rilasciate nel microambiente extracellulare. Fra queste, vi è la p17 che, interagendo con una molecola espressa sulla superfice di altre cellule bersaglio del virus HIV, le attiva rendendole più suscettibili all'infezione e predisponendole a sostenere una ottimale replicazione virale".
Il prof. Arnaldo Caruso spiega che "se questa proteina venisse a mancare, il virus troverebbe un numero nettamente inferiore di cellule attive e, quindi, capaci di sostenere la replicazione. Una volta che il virus entra nell'organismo, vengono prodotti anticorpi verso zone non funzionali della p17. La proteina p17, infatti, ha un sito attivo molto specifico che non viene riconosciuto come immunogeno (sostanza in grado di provocare una risposta immune, ndr) dal sistema immunitario e, quindi, non attaccato da anticorpi".

A cosa serve la vaccinazione?
Essa ha il ruolo di inoculare nel paziente la sola porzione attiva della p17 resa immunogenica, cioè in grado di promuovere la formazione di specifici anticorpi, attraverso il legame con una proteina trasportatrice. La presenza degli anticorpi diretti verso la porzione funzionale della p17 ne bloccherà l'attività biologica.
"Il risultato finale atteso - continua Caruso - è quello di rallentare enormemente la capacità del virus di replicare e diffondersi nel nostro organismo. L'obiettivo finale della vaccinazione terapeutica, volta appunto ad arginare l'attività biologica della p17, è quindi la convivenza del nostro organismo con il virus dell'AIDS, promuovendo quella condizione clinica, non nuova ad altre infezioni virali, che permette di definire il paziente con il termine di portatore sano".

La ricerca, che porta alla sperimentazione in fase 1 del vaccino terapeutico per bloccare l'attività biologica del virus HIV, nasce da un'idea italiana ed è stata sviluppata interamente a Brescia.
Gli studi clinici volti ad appurare la sicurezza e l'immunogenicità del vaccino si svolgeranno, oltre che all'Istituto delle malattie Infettive del Civile, anche in altri tre centri a Milano, Torino e Perugia.
Terminata la prima fase di studio clinico - che durerà sei mesi ed inizierà probabilmente già prima dell'estate - a fronte di risultati positivi, si procederà ad effettuare la seconda fase di sperimentazione, volta a valutare l'efficacia del vaccino sull'uomo ed applicata, come prevede il protocollo, ad un ampio gruppo di pazienti. La terza ed ultima fase consiste in uno studio multicentrico con la sostanza inoculata ad un campione il più vasto possibile di persone.

Il vaccino che viene sperimentato a Brescia è definito terapeutico perchè è somministrato a persone già infette, anche se nella fase in cui il virus HIV è ancora asintomatico o, comunque, all'inizio della sua aggressionenei confronti dell'organismo. Dunque, un'ulteriore arma, quella del vaccino, per controllare l'evoluzione di una malattia che, malgrado l'evoluzione terapeutica degli ultimi anni, è ancora molto temibile.

martedì 11 marzo 2008

Pomodori ripieni di cous cous

Ricetta per 4 persone

Ingredienti:
- 4 pomodori da riso
- 1 confezione di pesto fresco
- 250 gr di cous cous grana media
- parmigiano
- olio
- sale


Preparazione:
Tagliate la calotta a quattro pomodori grossi da riso. Con un cucchiaino svuotateli lentamente, facendo attenzione a non romperli; metteteli capovolti con un po' di sale per 30 minuti per far uscire l'acqua.
Nel frattempo fate bollire 250 ml di acqua con un cucchiaino d'olio e un pizzico di sale. Versate il cous cous e fate gonfiare per 2-3 minuti. Aggiungete un altro cucchiaino d'olio e fate riprendere la cottura, a fuoco bassissimo, 2-3 minuti sgranando il cous cous con una forchetta. Condite con il pesto e lasciate raffreddare.
Nel frattempo asciugate i pomodori e riempiteli di cous cous al pesto. Cospargete di parmigiano e ricoprite ogni pomodoro con la propria calotta. Cospargete di olio.
Mettete in forno a 180°C: i pomodori sono cotti quando appaiono morbidi ma non sfatti.

Cous cous ricotta e melanzane

Ricetta per 2 persone

Ingredienti:
- 1 melanzana media
- 140 gr di cous cous
- 3 cucchiai di ricotta
- prezzemolo fresco
- olio e olio piccante
- sale

Preparazione:
Pelate la melanzana e tagliatela in piccoli cubetti. In una padella ampia versate 2 cucchiai di olio e 1 di olio piccante. Quando inizia a sfrigolare, versateci le melanzane ed un bicchiere d'acqua. Fate cuocere finchè han raggiunto la consistenza desiderata. Aggiugete sale e abbondante prezzemolo.
Fate rinvenire il cous cous secondo le modalità della confezione, poi aggiungete dell'olio e la ricotta, quindi mischiate.
Aggiungete ora le melanzane.
Può essere servito subito caldo oppure freddo.

Pomodori alla salsa tonnata

Ricetta per 4 persone

Ingredienti:
- 500 gr di salsa tonnata
- 4 pomodori tondi maturi e sodi
- 75 gr di panna fresca
- una manciata di capperi
- sale e pepe

Preparazione:
Mescolate la salsa tonnata alla panna. Affettate i pomodori in fette non troppo sottili e disponetele nei piatti di portata. Versart la salsa sulle fette di pomodori ed aggiungete qualche cappero.

Cous cous freddo alle erbe

Ricetta per 6 persone

Ingredienti:

- 250 gr di cous cous precotto
- 1 mozzarella
- 20 olive nere greche
- 2 cipollotti
- 250 gr di pomodorini ciliegia
- 1 mazzetto di basilico
- 1 ciuffo di prezzemolo
- 3 rametti di menta
- succo di 1 limone
- olio extravergine d'oliva
- sale

Preparazione:
Mettete il cous cous in una grande ciotola. Versatevi sopra 2,5 dl di acqua bollente leggermente salata, mescolate, mettete il coperchio e lasciatelo riposare 5 minuti. Sgranatelo con una forchetta e lasciatelo raffredare.
Tagliate la mozzarella prima a fette e poi a dadini. Mettetela ad asciugare su carta assorbente da cucina. Pulite i cipollotti, eliminando la parte verde più dura, lavateli e tritateli fini. Sgocciolate le olive dal liquido di conservazione. Lavate i pomodori, asciugateli, eliminate il picciolo e tagliali a spicchi. Lavate le foglie di basilico, la menta e il prezzemolo, asciugateli e tritateli finemente.
Versateli sul cous cous e mescolate. Aggiungete i dadini di mozzarella, le olive sgocciolate, il pomodoro, il succo di limone e mescolate. Condite con 8 cucchiai di olio, mescolate e fate insaporire il tutto.
Conservate coperto in frigorifero fino al momento di servire.

sabato 1 marzo 2008

S'i fossi Baudo ('na Pippa)

S'i fossi Baudo... chi avrei preso a fare 'sto festival!?


Allora vediamo chi avrei salvato tra questi qui intanto.

Paolo Meneguzzi. No. Secco. E seccata.
Gianluca Grignani. No. Non mi piace.
Little Tony. Se si fosse presentato con 24000baci sì, ma così no.
Toto Cutugno. No. La canzone non è così brutta ma lui non è abbastanza espressivo.
L'Aura. Ovvio che l'avrei presa, sì! Anche se s'è presentata con la canzone forse più brutta tra le sue.
Anna Tatangelo. No. Ha una bellissima voce ma finché fa il galoppino di (con?) Gigggi non c'è spazio.
Amedeo Minghi. No. Non mi piace.
Mario Venuti. Sì. Però coraggio ragazzo! Quest'anno ha fatto una scelta "popolare" per avvicinare la visibilità che l'altra volta con una canzone un po' più impegnata aveva perso. Non ti preoccupare, caro: ci sono io stavolta, non Baudo.
Gio di Tonno & Lola Ponce. Dubbiosa perché forse potenzialmente possono fare qualcosa. Ma contano i fatti e allora no. Vanno bene per i musical ma non qui. Però la canzone era scritta dalla Nannini e secondo me cantata da lei avrebbe fatto una figura assolutamente migliore. Quindi sì a Gianna Nannini.
Michele Zarrillo. No. Basta.
Fabrizio Moro. Apprezzatissimo l'anno scorso, ma se la tendenza è questa no. Jovanotti mi piace molto, Vasco no, ma comunque metterli insieme per fare un Fabri viene male. Piuttosto faccio spazio e dico sì a Jovanotti.
Tiromancino. Ehm bho non ho ascoltato. Rivedo dopo. A priori comunque non li avrei bastonati.
Frankie Hi Nrg Mc. Io ero rimasta a Quellichebenpensano. E mi piaceva. Comunque non mi convince molto: mi sembra una bella idea mal riuscita. Ammetto la mia ignoranza, ad ogni modo no.
Finley. No, grazie.
Mietta. No, non mi ha mai convinta.
Max Gazzè. Sì! E se si porta anche Paola Turci e Marina Rei ancora meglio! Altrimenti, se non lo fa, convoco la Rei da sola. Ma in trio mi sembrano ottimi, li prenderei così.
Sergio Cammariere. Sì. Anche se mi viene difficilissimo oramai guardarlo in faccia: mi si sovrappone la figura imitata da Lucia Ocone che sbatte contro un bidone della spazzatura, o che si gira con quel visino dopo aver sparecchiato il tavolo di un bar.. asd
Eugenio Bennato. E io che pensavo esistesse solo Edoardo. Così come la sento ora la canzone non mi esalta così tanto. Ma l'altra sera con Petra Montecorvino mi era piaciuta di più. Forse perché la cantava lei più che lui. Va beh, accettiamoli come coppia: sì a Eugenio Bennato con Petra Montecorvino.
Francesco Tricarico. Mi fa un'impressione quest'uomo.. secondo me è spostatissimo! Ma imparare a cantare? Direi di no, ma mi farebbe piacere se scrivesse per lasciare interpretare a qualche altro artista. Anche se a quel punto non avrebbe più senso perché è la sua interpretazione che completa il senso del suo pezzo.

Loredana Bertè. Sì, perché no? E' pazza come Tricarico, però sa cantare.

Elio e le Storie Tese. Assolutamente sì, avanti popolo!


Dunque, ricapitolando, su 20 artisti ne ho approvati 6 e sostituiti 2. Poi ne ho aggiunto 1 dal Dopofestival. Quindi ho solo 9 esibizioni valide (beh dai pensavo decisamente peggio):
- L'Aura
- Mario Venuti
- Gianna Nannini
- Jovanotti
- Max Gazzè con Marina Rei e Paola Turci
- Sergio Cammariere
- Eugenio Bennato con Petra Montecorvino
- Loredana Bertè
- Elio e le Storie Tese

Devo andare alla ricerca degli altri 11 (in realtà ho anche i Tiromancino in sospeso).
La cassetta dei suggerimenti è aperta!

Trofeo Brixia

venerdì 29 febbraio 2008

Elio interpreta la Tatangelo

Ma quanto mi fa morire Elio al dopofestival!? Assolutamente spassosissimo, una cosa allucinantevole! Abominevole!

Notare la citazione di Paolo Conte ("quanta strada nei miei sandali")... è un figo!



Ovviamente non è finita lì. C'era anche il piatto dedicato dallo chef: un'insalata immangiabile. Ma cosa ci sta dietro? Le frasi in codice contenute nel testo della canzone della Tatangelo, per pugno di Gigggi:
- E a chi dice che non sei normale, tu non piangere su quello che non sei
- Se il cuore batte forte, dà vita a quella morte che vive dentro te
Il pubblico, cantanti e giornalisti, è invitato a sciogliere il nodo o anche a dare per la prima volta un significato a queste espressioni. Il meglio viene da Giò di Tonno (Finding Nemo) che - sarà perché ha una cultura di balenese alle spalle che stuzzica l'ingegno - risolve tutto prendendo a prestito una frase che Elio aveva poco prima espresso per rattoppare il caso Berté: "Certe note chiamano un certo testo". E aleeé!

Il solito sesso

Ciao, sono quello che hai incontrato alla festa, ti ho chiamata solo per sentirti e basta…
si, lo so, è passata appena un’ora, ma ascolta: c’è che la tua voce, chissà come, mi manca.
Se in quello che hai detto ci credevi davvero, vorrei tanto che lo ripetessi di nuovo…
dicono che gli occhi fanno un uomo sincero, allora stai zitta, non parlarmi nemmeno.

Posso rivederti già stasera?
Ma tu non pensare male adesso:
ancora il solito sesso!

Perché, sai, non capita poi tanto spesso che il cuore mi rimbalzi così forte addosso,
ed ho l’età che tutto sembra meno importante, ma tu mi piaci troppo e il resto conta niente.
Dillo al tuo compagno che ci ha visti stanotte: se vuole può venire qui a riempirmi di botte!
Però sono sicuro che saranno carezze, se per avere te un pochino almeno servisse.

Posso rivederti già stasera?
Ma tu non pensare male adesso:
ancora il solito sesso!


Chiuderò la curva dell’arcobaleno per immaginarla come la tua corona,
e con la riga dell’orizzonte in cielo ci farò un bracciale di regina…
ma se solo potessi un giorno
vendere il mondo intero
in cambio del tuo amore vero!

Sai, qualcosa tipo “cielo in una stanza”
, è quello che ho provato prima in tua presenza…
dicono che gli angeli amano in silenzio, ed io nel tuo mi sono disperatamente perso.

Sento che respiri forte in questa cornetta… maledetta, mi separa dalla tua bocca!

Posso rivederti già stasera?
Ma tu non pensare male adesso:
ancora il solito sesso!

Correrò veloce contro le valanghe
per poi regalarti la fiamma del vulcano,
respirerò dove l’abisso discende e avrai tutte le piogge nella tua mano…
ma se solo potessi un giorno
vendere il mondo intero
in cambio del tuo amore vero!

Posso rivederti già stasera?
Ma tu non pensare male adesso:
ancora il solito sesso!

Ora ti saluto, è tardi, vado a letto…
Quello che dovevo dirti, io te l’ho detto.



Questa canzone mi è piaciuta molto. Ed ho apprezzato molto l'esibizione di ieri sera in cui Max Gazzé si è fatto accompagnare vocalmente e strumentalmente da Paola Turci (chitarra) e Marina Rei (batteria). Remember!

Splendida esibizione davvero, forse la migliore della serata insieme a quella di L'Aura. Ottimo mix. Tenere d'occhio.

giovedì 21 febbraio 2008

Allevi di filosofia


16/02/2008 "Che tempo che fa": Fabio Fazio intervista Giovanni Allevi
(per il video: clicca qui)

gli hai dato un bacio? dunque è vero? gli hai dato un bacio? perché leggenda vuole che all'inizio tu faccia una carezza al pianoforte..
sì e gli dico di fare il bravo.

cioé ma la cosa accade sempre?
sempre. e siccome ha fatto il bravo, allora gli ho dato un bacio.

scusa la domanda ingenua ma persino per un professionista affermato come te c'è.. come dire, non il rischio.. ma c'è il timore ogni volta che ti avvicini al pianoforte che qualcosa possa non andare, che l'esecuzione non sia come cioé come tu la desideri?
il timore reverenziale quello c'è sempre, ed è bello che ci sia perché si fa anche per questo, per sentire l'emozione, no? per vedere queste mani tremare e sentire questa emozione. e più va avanti e più aumenta. e il giorno in cui divento una macchina e non sento più niente allora probabilmente devo smettere.

volevo farti solo qualche domanda. ho letto che tu componi sempre nella tua testa, cioé che non componi necessariamente seduto allo strumento.
sì, la musica è una strega capricciosa che ha monopolizzato la mia vita, e viene a trovarmi, e bussa alla mia testa e mi chiede una dedizione assoluta. e io dalla mia testa poi la plasmo, la porto su un pentagramma e da lì attraverso le mani entra in contatto con le emozioni della gente. questa è la cosa più bella.

cosa vuol dire tecnicamente che la musica entra nella tua testa? mentre fai qualunque azione?
sì, indipendentemente da quello che sto facendo. anche magari fare la spesa o così.. arriva un frammento musicale che come un virus monopolizza la mia attenzione e non mi lascia più.
è faticosissimo anche per certi versi
sì, ho dei seri problemi di relazione.
eh un po' lo capisco!

ho letto anche sul secolo XIX.. ho letto un'intervista cha al bar scrivi i nomi delle persone che incontri su un tovagliolo e le trasformi in melodie. come trasformi i nomi in note musicali?

attraverso un procedimento matematico che era già chiaro ai pitagorici, ma poi è stato usato nel corso di tutta la storia della musica. basta associare ad ogni lettera dell'alfabeto una nota della scala cromatica musciale. e quindi da lì matematicamente riportare alla luce la musica che rappresenta il nome. e da lì io mi sono spinto oltre e ho pensato che dentro ognuno di noi c'è una musica e tutti noi dentro siamo fatti di musica..

però è anche vero che a volte, siccome i cognomi e i nomi sono casuali, possono esserci anche delle dissonanze in queste lettere, in queste associazioni..
ma le dissonanze sono le cose più belle della musica: la frizione, il conflitto. sono proprio questi gli elementi che spingono in avanti il linguaggio musicale.

senti quando tu ti metti al piano forte in te c'è più concentrazione o abbandono?
per suonare il pianoforte è necessario raggiungere una sorta di silenzio vigile in cui si sperimenta l'abbandono della gabbia del pensiero e anche dell'ossessione del controllo dei particolari a tutti i costi. quindi l'abbandono e la concentrazione sono due elementi.. due facce della stessa medaglia, e attraverso di essi è possibile realizzare, lasciarsi andare allo stupefacente fluire dell'esistenza e della musica.

esce un libro tuo a marzo, cosa ci racconterai?
dunque, nel momento in cui io ho deciso di inseguire la musica e quindi il mio sogno, la mia esistenza si è trasformata in un'avventura..
una favola fantastica...
assolutamente imprevedibile. e quindi da anni scrivo delle pagine di diario che ho pubblicato su un mio sito. e chi l'avrebbe detto che quelle pagine avrebbero scatenato l'attenzione dei più importanti colossi editoriali italiani affinché fosse pubblicato il mio libro che finalmente esce. si intitola "la musica in testa".

per l'appunto. una piccola ultima cosa. ho letto una curiosità: ho letto che quando tu sei a milano fai sempre lo stesso percorso, tutti i giorni. ma nel senso che vai da casa al lavoro passando dalla stessa strada o indipendendentemente da quello che devi fare percorri quel tratto di strada?
eh, la seconda. no, il fatto è che io sono ansioso, no?
no? non l'avrei mai detto!?
allora come tutti gli ansiosi per lenire l'ansia mi ritrovo a ripetere gli stessi comportamenti complusivi come appunto quelli di fare sempre lo stesso percorso, mangiare sempre le stesse cose, perché ciò mi..
però se ne sei consapevole già stai meglio!

giovedì 14 febbraio 2008

Cambio di residenza

"... la Provincia Autonoma di Trento ha richiesto alle Università convenzionate di Verona, Padova, Udine e Brescia, posti aggiuntivi con finanziamento a carico del Servizio Sanitario provinciale per favorire la formazione specialistica dei laureati medici, residenti da almeno due anni in Provincia di Trento, che si saranno meglio collocati tra gli idonei nelle diverse graduatorie delle Scuole di Specializzazione."

Anestesia e Rianimazione (Verona): 3
Cardiologia (Verona): 1
Chirurgia generale (Verona): 1
Chirurgia generale indirizzo Urgenza e Pronto soccorso (Padova): 2
Ematologia (Verona): 3
Geriatria (Verona): 2
Igiene e Medicina Preventiva (Verona): 2
Malattie Infettive (Verona): 1
Medicina del Lavoro (Verona): 1
Medicina di comunità (Padova): 2
Medicina fisica e riabilitaz.: 1 (Verona) + 1 (Padova)
Medicina Interna (Verona): 2
Medicina Legale (Verona): 1
Medicina Nucleare (Padova): 1
Neurochirurgia (Verona): 1
Neurofisiopatologia (4): 1
Neuropsichiatria Infantile (Verona): 1
Oftalmologia (Verona): 1
Oncologia (Verona): 1
Ortopedia e Traumatologia (Udine): 3
Ostetricia e Ginecologia (Verona): 3
Pediatria: 2 (Verona) + 2 (Padova) +1 (Brescia)
Psichiatria: 1 (Verona) + 1 (Padova)
Radiodiagnostica/Radiologia (Verona): 1
Radioterapia (Padova): 1
Scienza dell'alimentazione (Padova): 1
Urologia (Verona): 1



Aho, che faccio? Ce penzo davero?