giovedì 22 dicembre 2005

Sorridi e non

Autore: Daniele Manerba

Dimmi solo quanto tempo
Quanto tempo mi aspetta, quanto tempo mi aspetterai
Sorridi e non rispondere, non rispondermi mai

Per i campi di fate di cui non vedi confini
Per la tua strega personale che ti difende e ti insulta
Per le strade che non conoscevi e ancora stenti a ricordare
Per i graffi senza segno e le parole senza suono
Non avrai mai tregua

Fatti da parte un attimo
Voglio vedere la pioggia, la pioggia che non vedrai
Sorridi e non ti muovere, non ti muovere mai

Per ogni volta che hai cercato i miei occhi e ogni volta che li hai evitati
Per l'oscura speranza che si trucca da ragione
Per le dita che si sfiorano sui ponti del rispetto e della paura
Per i racconti di guerra incisi sulla mia schiena e sul mio cuore
Non avrò mai tregua

Dimmi solo se mi pensi
Se ti sentirai sola quando mi perderai
Sorridi e non rispondere, non rispondermi mai

mercoledì 21 dicembre 2005

Cure Me

Oh what a pleasure it’s being crashed by the power of thinking
The scents in the air can smell the events
But there’s no way to touch anything now
I am just fascinated by the smoke from this candle
Cure me you know I would die for it
I think I’m free from all the staff I always have to bring with me
And I swear it’s a daily habit not a way to hide something
But still bad enough for me that I’m so blind
I won’t take my eyes off the smoke from the candle
Cure me you know I would die for it
Cure me I just need to be touched by silence and noise
You cure me just with time
Cure me with no words but air just air
Cure me you know I would die for it
Cure me cure me

domenica 11 dicembre 2005

Trieste 2005

Quelli che ... sullo stesso gradino del podio si trovano in due...
Quelli che ... si sta un po' strette...
Quelli che ... la prossima volta, un bel colpo d'anca e il gradino è tutto per te!
Quelli che ... ti mettono talmente tanta ansia addosso che anche quando poi vincono la gara ti lasciano ancora con la tensione in gola...!
Quelli che ... ce l'hanno messa tutta e sono felici!
Quelli che ... potevano fare di più...
Quelli che ... adesso lo sanno, e la prossima volta non lo dimenticheranno!
Quelli che ... ci mettono il cuore e l'anima!
Quelli che ... limano le unghie a bs e a lamberti...
Quelli che ... ma l'Italia è tricolore!
Quelli che ... fanno solletico ai piedi di VDH!
Quelli che ... si riscattano da se stessi!
Quelli che ... non mollano mai!

lunedì 28 novembre 2005

Incubi

In questi giorni sto facendo degli incubi tremendi... tipo che ritorno in acqua e faccio fatica ad arrivare a metà vasca (da 25!), oppure che arrivo in fondo ma sono così dura nei movimenti e l'acqua è così pesante che quando riesco ad arrivare dall'altra parte sono completamente sfinita ed esausta, come se stessi nuotando nella pece (in realtà non ci ho mai provato...) Poi mi guardo intorno senza un filo di fiato e con i muscoli a pezzi e vedo che gli altri nuotano come li ho sempre visti nuotare... chi cavolo vi ha insegnato a nuotare nella pece, a voi?!

domenica 13 novembre 2005

Poesia

Dal Fantafobal n. 23 pag. 31
Autrice: Sara (presumo)

Posi leggero le dita sulle corde,
come sfiorassi le mie guance.
Il tremore del suono
altera il mio respiro,
sento quel fuoco,
si perde in un sospiro.
Il battito accelera
al tuo sguardo assorto,
sento il contatto,
mi estraneo dal mondo…
Distendo la mano
sul tuo corpo armonioso,
mi avvolge la tua intensità
che passa attraverso quel suono.
Una magica intesa,
un incastro di note,
scuote in me fascino e vibrazione.
Qualcosa ho percepito,
segno di rara intimità,
in quell’istante,
mi fai tremare…
E’ un senso di smarrimento
placato da profonda ammirazione,
e ora volge il mio sguardo lì,
dove ho trovato il mio riposo,
dove posi leggero le dita.

giovedì 10 novembre 2005

Una frazione della mia vita

Da una persona che ai vostri occhi rimarrà anonima
(di cui rimarrà anonima anche la provenienza)
(di cui rimarrà anonima non sola la collocazione nello spazio, ma anche nel tempo)
Note: non ero io la destinataria di questo estratto, ma mi è piaciuto tanto e lo trovo meraviglioso

Cosa vuol dire che ti sembro strano?! Cioè...strano in che senso?

Credo che sia un momento della mia vita nel quale mi ritrovo a dover prendere parecchie scelte abbastanza importanti per il mio Futuro.
Scelte su tutti i fronti: da dove mettere la scrivania nella mia "nuova" camera a dove mettere il mio gruzzoletto per ritrovare qualche soldo in più per una futura casa....
...e poi c'è il lavoro (sono già in ansia), gli scout....

Diciamo che passo parecchio tempo a pensarci per evitare di fare cazzate e la mia ispirazione più grande la trovo in qualche cd o in qualche pagina letta di sfuggita da qualche libro di qualche scaffale di qualche biblioteca o casa di qualche amico...

E poi c'è un mucchio di altri pensieri, sul mio Presente, sull'Appenapassato, sul Passato. I sogni. Il Comevorreichefosseora. Sento in bocca quella sensazione di quando ti scotti la lingua...che per un po' di tempo, tutto quello che va a finire sopra il pezzo che ti sei bruciato, ti crea ancora un po' di male. Ma te lo crea solo in quel punto lì.
E tu mangi, bevi, sputi... ci fai tutto quello che ci devi fare con la tua lingua, ma sai che per un po' di giorni ti dovrai tenere quel pezzo in quel modo.
Ma c'è un'altra cosa... ogni volta che qualcosa che hai in bocca finisce proprio sopra quel pezzo e ti accorgi che è quello che ti sei bruciato... ecco, ogni volta, ti viene in mente come te lo sei bruciato. "Quella sorsata di cioccolata calda di ieri" pensi. E' inevitabile.
Se ci fai caso è così. E a me sembra non riesca proprio a guarire.

La Bezzy fa da complice alle mie fughe da nonsocosa e il vento che trovo mi è compagno solo quando gli gira.
Mi accorgo che mi fermo sempre più spesso a osservare quello che mi sta intorno, addosso, dietro... nei capelli, ogni volta, mi restano incastrate certe frasi, certi sguardi, ImmaginiPensieriSensazioni dalle quali faccio fatica a liberarmi.
Guardo la gente. Le sciure, gli impiegati, i muratori... gli elettricisti, i capi, quelli che credono di essere capi, i bambini, le puttane, i baristi, gli edicolanti, i benzinai...

Cerco di entrare nella testa e nella vita di queste persone di soppiatto, senza che loro se ne accorgano, per poi sgattaiolare via, una volta che sono riuscito a sbirciare un po' della loro esistenza dal buco della serratura.
Non rubo niente, non lascio niente. Guardo e me ne vado.
Senza il loro permesso non metto mano ai loro giorni, nè alle loro ore.
Se mi chiedono di mischiare la mia vita con la loro lo faccio fino a quando io o loro non ci consideriamo abbastanza imbastarditi dall'altro.
La mattina presto, andando al lavoro, mi veniva benissimo sbirciare...

...e questa è un po' la mia vita ora, o almeno, è una frazione della mia vita che io mi illudo di riuscire a descrivere a parole. Spero di non averla delusa.
E spero anche i poter essere sempre un po' strano, perchè altrimenti nessuno verrebbe a sbirciare nella mia vita per capire che cazzo di cosa mi ha combinato in questo modo.

Papel igienico

Dalla mia omonima in erasmus felice a Lisboa
Lisboa
Thu, 8 Nov 2005 12:42

Mai avrei pensato che potesse accadere ma è successo: ho assistito alla conversazione più assurda che una persona normale possa immaginare.
Luogo: cozinha de casa lisboeta in rua Marques sa de Bandiera 5° andar
Tempo: alle 10 di sera, quindi né troppo tardi né troppo presto per riuscire ad utilizzare pienamente i propri neuroni.
Personaggi: Le due terribili irmãs (maria e sao), Andreja ed io
Argomento: papel igienico...

Io propongo di comprare alcune cose in comune perché credo che non abbia molto senso avere in casa sette detersivi differenti per lavare il pavimento, per pulire i piatti, il bagno, i vetri ecc.
Poi oso proporre di comprare assieme la famosa carta igienica.
Sguardi perplessi.. scambi di occhiate interrogative depois parte Maria…
"Ma ne abbiamo già parlato, io preferisco comprare la mia perché a me piace rosa (!!!)"
Andreja: "Ah no, io la preferisco bianca"
Poi Sao che probabilmente si sentiva dimenticata e doveva dire x forza qualcosa: "E poi magari c'è chi ne usa di più, chi di meno. Chi va in bagno più volte. Non c'è modo di controllare!"

domenica 6 novembre 2005

Volo di farfalle

Da L'Aura's Journal
Sun, 22 Maj 2005

In momenti come quelli le distanze
antropologiche tra le persone vengono azzerate dagli spiriti.
Quando un'anima viene privata del corpo,
i ricordi volano via come le farfalle all'imbrunire
e ciò che resta è complicità umana,
la consapevolezza di essere parte
(volente o nolente)
di un universo tanto, troppo più grande
di quello delle nostre teste
(tanto concepibili le idee di cose
remote, quanto intangibili).
Tosto che s'affaccia il tramonto volo
via
anch'io nel paradiso delle farfalle
prima che tutto questo s'imbastardisca
e decada nelle peggiori masturbazioni mentali possibili.

venerdì 4 novembre 2005

Estratti di Firenze

Perchè la mente non ha ancora imparato ad ottenebrare gli occhi e il cuore, le mani.

E se penso che tu questi pensieri neanche li fai, perso nella tua felicità...

Che domande ne avevo mille e ancora un milione, ma come sempre mi sembavano troppo stupide. Invece la curiosità bambina non è mai stupida, ma è la vita che respira.

Cercavo nel riflesso della vetrina un'illusione della mia intelligenza.

Non si sa dove sia, ammesso che ancora sia!

Cerco un respiro. Lo cerco sul vetro. Che si appanni. Voglio disegnarci sopra.

Rapita e portata lontano nel solito posto sconosciuto, che tanto mi appartiene.

venerdì 28 ottobre 2005

Caldarroste

Avete mai intrattenuto una conversazione al telefono sulle caldarroste?!

Su come già solo il nome - caldarroste - dica tutto,
che te le mangi d'autunno quando fa freddo e vuoi scaldarti...
che hanno quel guscio fuori ma quello che piace a te sta dentro,
cioè il guscio ce l'hanno addosso ma tu le apprezzi quando glielo levi...
che sei lì tutti insieme attorno al tavolo a sbucciarle... e si parla...
con il fuoco del caminetto.. che ti gioca sui volti...
e poi magari c'è quella caldarrosta che ti capita in mano
ma non riesci a sbucciarla o non t ispira molto...
allora la ributti nel mucchio...
la prenderà qualcun'altro...
che poi invece magari ti ricapita in mano a te...

Se avessi potuto registrare quello che mi hai raccontato giuro che lo avrei scritto qui parola per parola perchè come le racconti tu le cose nn le racconta nessuno... hai presente dare sapore alle tue immagini? Sai perchè ti ascolto sempre volentieri, anche (ma forse soprattutto) quando si parla della finale di campionato di basket al forum di assago o delle caldarroste...
E come dici tu...
"penso che ogni tanto
valga la pena di mangiare una castagna"

sabato 22 ottobre 2005

Fairy Girl

I'd like to sit on the grass for a while
And wear my favourite dress for a while
You would drive your car and your life to the sea
Speaking your mind about all you wanted to be
Have you ever felt this free in such a small world
So light that if you'd leave you may not return

And this way you'd drive us away
Without words left to say
Our souls drowning into the night
We would know how our secrets were there to be told
I would feel I could be forever the fairy girl
I'd like to sit on the grass for a while
And wear my favourite dress for a while
You'd keep your eyes on me 'til I was asleep
Touching my childish face your last embrace
I loved the air dancing 'round your hair and my skin
I simply loved it 'til the end from the beginning
And this way I lived and with no "wonder whys"
I came out of the dream that was holding on to you
It's the sweetest dance I ever danced
What I hear is the music that runs through my veins
It is made of the nights, of the sea, of the fields,
Of the scent of asphalt when it rains

The fairy girl (she's lying on the grass)

Non esiste l'indispensabile

Che poi una (chi mai?) il giorno dopo si aspetta di avere un sacco di domande per la testa a cui non riuscire a dare alcuna risposta... Invece non le passa niente per la testa... Anzi sorride quando le viene in mente il ciuffo alla Mary... Bah, meglio così... Potrebbe semplicemente andare a mio favore per staccarmi dall'idea dell'indispensabile... che in realtà so benissimo che non esiste, ma a volte ne sento il bisogno...

Have you ever felt this free in such a small world
So light that if you'd leave you may not return?
(And this way I lived and with no wonder whys
I came out of thr dream that was holding on to you)
"Fairy girl" by Elisa

giovedì 20 ottobre 2005

19 ottobre (part II)

Aspetto un sms e scrivo storto come quando ero bambina. Lo sono ancora se voglio. Sono un camaleonte. A nutty chameleon. Così ho unito due mostri sacri, disastrous and divine. Come le parole che non ricordo. L'elettricità scorre nei miei piedi, mi attraversa il corpo, risale. Pulsa nei miei piedi, le mie radici, è la terra che si nutre di me o sono io che mi nutro di lei. L'amore della musica. Due amanti che si mordono, si strappano di dosso brandelli di memorie, si denudano nella loro vergogna che è vanto e gloria. Un ritmo che riempie le mani. Le dita. Scorrono, si fanno strada. Il foglio scivola sotto l'inchiostro della penna. Incurante. Il mondo è una bolla, ha pareti lisce e viscide ma è così ipnotico. È fragile e per questo mi piace. Perchè è la sfida più grande quella contro il caos di un lampo di luce dalla metro che scheggia, urla e grida la sua frenesia. Ma dentro di me l'aria vibra incostante eppure è incessante il suono che produce pizzicando leggera le corde. E siamo più semplici di quello che piangiamo con la testa affogata nel cuscino. Dentro un mondo di piume che ricadono appesantite della polvere che offusca i miei occhi. Trovi rifugio e tana solo nel cuore. Il nodo dell'albero. Avevo dimenticato che non posso farne a meno. Il mondo può tornare a danzare ed i miei passi sfioreranno la terra nuda.

19 ottobre (part I)

Spegni la parole, le luci, i fiori, le lampade e i capricci. Sogna un mondo in cui le favole volano più in alto degli ombrelli. Casca la mela dal ramo e vola la colomba più in alto del gabbiano. Sibila la esse dove il cielo tocca la terra, la succhia e la rigira, non è mai sazia. Viscida si insinua fra le vene. Perde i capelli, nuda e sordida, cattiva cappellaia di malinconia, quando la pioggia bagna i vestiti e spegne le parole perchè qualcuno è entrato nella stanza e torna il silenzio sui passi e i rumori della cucina. Non dirmi che le persone tornano, non si torna indietro da me. Ho voglia di rimettermi in gioco, ho bisogno di allontanarmi dal passato ma è da lì che devo ricominciare. La vita ondeggia come una piuma. Life is a weaving feather. I've cried so many tears. There's nothing left. To loose. L'amore è come una rana che muore. Love is a dying frog. L'amore muore come una rana. Fredda.

mercoledì 19 ottobre 2005

Shadow Zone

We danced thick as trees still prisoners of wood
And in between the smoke and vines on the dancefloor there he stood
I could see in your eyes you're the one to burn it all down
And I want to be there yes I want to be there
So I start the hunt, your scent's in my mouth and my thoughts are in the mud
There's quicksand all around me but your rhythm's filled my flood
I can see by your moves you're the one to burn it all down
And I want to be there yes I want to be there

Here I feel your breath but I can't see you
Oh I guess you're there but I can't touch you
There's a jungle in motion it looks like a dancer
Animals encircle, trading fur for the skin and
I've been told you're too much for me but this camouflage is wearing thin
I can tell by your touch you're the one to burn it all down
And I want to be there yes I want to be there

Shadows are blindfolds and the pulse is so extreme
Your skin's like heaven down on me and there's nothing in between
I can feel from your hips you're the one to burn it all down
And I want to be there yes I want to be there

giovedì 13 ottobre 2005

Incontri particolari

Dalla mia omonima in erasmus felice a Lisboa
Lisboa
Thu, 13 Oct 2005 17:25

Vado ad una conferenza su un fotografo urbano (tale Stephen Shore, illustre sconosciuto che avrei voluto conoscere) e sbaglio auditorio così invece di trovarmi ad una conferenza eccomi all'inaugurazione di una mostra di arte contemporanea (che non capisco e generalmente non apprezzo) dove credo di vedere "Zampette 2 la vendetta " ma in realtà non è lui….
Sto andandomene scornata e scocciata x la perdita di tempo e paradossalmente x l'enormità di tempo a mia disposizione VUOTO che avevo davanti quando una voce mi ferma.
"fsyjvj" io: "Eh?" e mi giro: c'era un tipetto carino, dei bruttini che piacciono a me che mi fa: pensavo fossi scomparsa…. "Che cosa!?!" io stupitissia…."prendi un caffè con me?" " sì perché no". Gioco alla Lolita, gioco all'intellettuale, non ho niente da perdere. Passo alla bocca tutto quello che mi viene in mente, niente filtri. Ha trentatre anni, è un regista di video documentari, ha aperto un ristorante vegetariano e l'ha chiuso nel giro di due anni, vuole abbandonare la città e vivere più semplicemente..quante volte l'ho sentita questa storia "Vieni con me in Alentejo?", che è come dire "vieni con me nella regione + sperduta della Sardegna ad allevare capre"..ci ho pensato un secondo però meglio di no… "be ciao grazie della parentesi" jump in the life of someone else without letting any trace

martedì 11 ottobre 2005

Along The Soft Carpet of Fallen Leaves

...sì, soddisfatta del lavoro di oggi... della ricerca delle foto, delle parole, della ricerca dentro me stessa per capire cosa voglio e cosa no... beh, magari ho un po' trascurato lo studio (solo un po'?!), ma da domani forza e coraggio recupererò!
Spero che le note di Oleg Kiselev si riescano ad apprezzare, altrimenti proverò a pizzicare le sue corde tra qualche giro di lancette...!
Buonanotte!

What's blog

Uff! Ieri ho fatto un po' di caos sul pc, tra cambio di indirizzo di posta elettronica, messenger, gruppi di qua e di là e varie ed eventuali di cui molto probabilmente non mi sono resa conto... per la prima volta ho vissuto attimi di panico davanti allo schermo... mai accaduto!

E questo blog poi, cos'è?! Fa tipo goccia che cade dal rubinetto... che quando ne senti il rumore drizzi le orecchiette e per qualche secondo (o decina di secondi, a seconda di quanto sei recettivo e percettivo) non sai etichettare le vibrazioni percepite secondo alcun suono/rumore conosciuto... e aspetti di sentirlo di nuovo... e lui torna (blog), puntuale e implacabile (blog), nell'aria e nella tua testolina (blog), dove oramai c'è movimento come a Manhattan nell'ora di punta... ma per fortuna il piccolo neurone vittorioso riesce a farsi strada fra tutto questo caos.
Forse ti farebbe piacere saperei che il piccolino aveva già trovato la risposta ai tuoi quesiti decine di secondi fa, doveva solo attraversare la strada sulle strisce pedonali e a semaforo verde per portarti la tanto investiagata risposta, ma con il traffico che hai creato ci ha messo un po' più tempo!
Quindi, una volta individuata la causa prima delle tue sensazioni uditive (blog... blog...) vai alla caccia del rubinetto che perde, come un cagnolino che fiuta il tartufo, solo che tu tendi le orecchie e cerchi un tubo che perde e che, ahimè, non ti procurerà un ingrediente speciale per il tuo bel risottino! Beh... buona caccia!

Oh beh, per oggi basta così! Mi accontento del niente che ho scritto! E della piccola goccia che ho lasciato cadere... qui...