16/02/2008 "Che tempo che fa": Fabio Fazio intervista Giovanni Allevi
(per il video: clicca qui)
gli hai dato un bacio? dunque è vero? gli hai dato un bacio? perché leggenda vuole che all'inizio tu faccia una carezza al pianoforte..
sì e gli dico di fare il bravo.
cioé ma la cosa accade sempre?
sempre. e siccome ha fatto il bravo, allora gli ho dato un bacio.
scusa la domanda ingenua ma persino per un professionista affermato come te c'è.. come dire, non il rischio.. ma c'è il timore ogni volta che ti avvicini al pianoforte che qualcosa possa non andare, che l'esecuzione non sia come cioé come tu la desideri?
il timore reverenziale quello c'è sempre, ed è bello che ci sia perché si fa anche per questo, per sentire l'emozione, no? per vedere queste mani tremare e sentire questa emozione. e più va avanti e più aumenta. e il giorno in cui divento una macchina e non sento più niente allora probabilmente devo smettere.
volevo farti solo qualche domanda. ho letto che tu componi sempre nella tua testa, cioé che non componi necessariamente seduto allo strumento.
sì, la musica è una strega capricciosa che ha monopolizzato la mia vita, e viene a trovarmi, e bussa alla mia testa e mi chiede una dedizione assoluta. e io dalla mia testa poi la plasmo, la porto su un pentagramma e da lì attraverso le mani entra in contatto con le emozioni della gente. questa è la cosa più bella.
cosa vuol dire tecnicamente che la musica entra nella tua testa? mentre fai qualunque azione?
sì, indipendentemente da quello che sto facendo. anche magari fare la spesa o così.. arriva un frammento musicale che come un virus monopolizza la mia attenzione e non mi lascia più.
è faticosissimo anche per certi versi
sì, ho dei seri problemi di relazione.
eh un po' lo capisco!
ho letto anche sul secolo XIX.. ho letto un'intervista cha al bar scrivi i nomi delle persone che incontri su un tovagliolo e le trasformi in melodie. come trasformi i nomi in note musicali?
attraverso un procedimento matematico che era già chiaro ai pitagorici, ma poi è stato usato nel corso di tutta la storia della musica. basta associare ad ogni lettera dell'alfabeto una nota della scala cromatica musciale. e quindi da lì matematicamente riportare alla luce la musica che rappresenta il nome. e da lì io mi sono spinto oltre e ho pensato che dentro ognuno di noi c'è una musica e tutti noi dentro siamo fatti di musica..
però è anche vero che a volte, siccome i cognomi e i nomi sono casuali, possono esserci anche delle dissonanze in queste lettere, in queste associazioni..
ma le dissonanze sono le cose più belle della musica: la frizione, il conflitto. sono proprio questi gli elementi che spingono in avanti il linguaggio musicale.
senti quando tu ti metti al piano forte in te c'è più concentrazione o abbandono?
per suonare il pianoforte è necessario raggiungere una sorta di silenzio vigile in cui si sperimenta l'abbandono della gabbia del pensiero e anche dell'ossessione del controllo dei particolari a tutti i costi. quindi l'abbandono e la concentrazione sono due elementi.. due facce della stessa medaglia, e attraverso di essi è possibile realizzare, lasciarsi andare allo stupefacente fluire dell'esistenza e della musica.
esce un libro tuo a marzo, cosa ci racconterai?
dunque, nel momento in cui io ho deciso di inseguire la musica e quindi il mio sogno, la mia esistenza si è trasformata in un'avventura..
una favola fantastica...
assolutamente imprevedibile. e quindi da anni scrivo delle pagine di diario che ho pubblicato su un mio sito. e chi l'avrebbe detto che quelle pagine avrebbero scatenato l'attenzione dei più importanti colossi editoriali italiani affinché fosse pubblicato il mio libro che finalmente esce. si intitola "la musica in testa".
per l'appunto. una piccola ultima cosa. ho letto una curiosità: ho letto che quando tu sei a milano fai sempre lo stesso percorso, tutti i giorni. ma nel senso che vai da casa al lavoro passando dalla stessa strada o indipendendentemente da quello che devi fare percorri quel tratto di strada?
eh, la seconda. no, il fatto è che io sono ansioso, no?
no? non l'avrei mai detto!?
allora come tutti gli ansiosi per lenire l'ansia mi ritrovo a ripetere gli stessi comportamenti complusivi come appunto quelli di fare sempre lo stesso percorso, mangiare sempre le stesse cose, perché ciò mi..
però se ne sei consapevole già stai meglio!
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