Fuori si è fatto ancora più buio. Ascolto un po' di musica approfittando del fatto che la casa sarebbe vuota se non ci fossi io. Così posso sfruttare per una volta un audio degno d'essere chiamato tale. Era tanto che non lo facevo un po'. Ma succede dolcemente come sempre.
Anche fuori si danza, con il rumore degli abissi.
Tu chiami forte lui che ancora dorme sotto le coperte, vorresti stropicciargli gli occhi. A lui che non ha mai potuto godere della luce del sole. "Apri gli occhi - esclami entusiasta - tutto brilla, vedessi come splende, sapessi come cambiano i colori dall'alba al mezzogiorno, e poi ancora al tramonto!". Lui non lo sa, e non ti vuole credere. Mugugna rigirandosi, biascicando che almeno l'ombra tenue che riveste tutti i suoi sogni sa proteggere i suoi occhi dalla violenza del sole irruente. Almeno lui non rischia di ferirsi gli occhi. E questo significa che potrà vedere per sempre. Ogni cosa che ci sarà da vedere. Ne intuirà le sfumature, i contorni sfuggenti. Sottofondo così monocromatico, così armonioso, così caldo anche nel suo blu più notturno.
Non capisce perché ti ostini a tenere gli occhi così aperti, per farti trafiggere dai raggi di tutti quei colori così stravaganti, così vivaci, diversi, spiazzanti, così penetranti e pericolosi. Tu gli parli di un mondo dove ali colorate di farfalle si posano su freschi petali di rugiada, dove l'acqua riflette gli scherzi della luce che vi si disseta. Tu dici di sapere che ogni filo d'erba verde svetta così diverso dagli altri. Asserisci che le sue radici affondano in una terra umida e pastosa. Secondo te in autunno le foglie si tingono con tutto quello che resta dei colori della primavera cotti sotto il sole di luglio.
Non so, dev'essere la differenza tra l'abisso e il cielo. Forse se lui avesse il coraggio di capire che c'è un paio d'ali anche per lui.
E in un mugugno lui ti parla di nostalgia, di un amore fatto di carezze silenziose e abbracci gentili, senza che la pelle strida al contatto, se non per qualche soffice sordità. Un piccolo bozzolo che tu nemmeno sai immaginare, tu che hai gli occhi trafitti dal sole che lui non conosce.
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