Ieri non avevo saputo come prenderla, ma ci ho pensato un po' su e oggi ti posso dire che qualche momento di "crisi n*******a" ogni tanto è bene che ci sia, perché ti obbliga a vedere con occhio diverso il lavoro che stai facendo, perché magari coinvogli gli amici e loro sanno darti letture e punti di vista che tu da solo difficilmente avresti preso in considerazione, perché ti arrabbi e ti sbatti solo se ci tieni tanto, perché dai un senso a quello che stai facendo.
E in tutto questo la testa gioca un ruolo fondamentale. Bisogna mettercela, certo, ma bisogna soprattutto sapercela mettere. Perché è talmente ricca di possibilità che non è così facile riuscire a gestirla. Così magari si finisce per arrovellarsi e sfinirsi, puntare su obiettivi sbagliati, fossilizzarsi su una visione del proprio lavoro che sfugge dal quadro completo della situazione e fa perdere i punti di riferimento.
L'importante è rendersi conto di quando si arriva ad un punto morto. E da lì si ricomincia, ma non uguale a prima, si cambia! Il cuore ce lo metti sempre, è solo la testa che ogni tanto va presa a pugni: le capate fanno male ma ti risvegliano da quel circolo vizioso.
Nessun commento:
Posta un commento