martedì 16 ottobre 2007

Semplicevolezza

Mi piacerebbero delle cose semplici. Non come quell'equazione di Framingham, piena di simboli e numerini. Certo, è vero, l'evento è complesso. Ma mi piacerebbe tanto una di quelle cose semplici che spiegano l'impossibile, nata così, nella semplicità più disarmante. "Toh, mi è caduta una mela sulla testa". Questo genere di cose. Disarmante come un E=mc2. Perché è lì che ti dice tutto e nello stesso tempo ti fa sentire impotente e piccolo nella sua semplicevolezza. Ma in realtà ti propone un concetto strabiliante, rivoluzionario: il tempo come la quarta dimensione dello spazio. Una cosa che bam! ti dà un colpo in testa e ti stordisce e tu ti chiedi "ma come?!" e via tutte le tue certezze in un bel sacchetto con i resti della mela che ti sei mangiato prima.

Certo, poi qualcuno commentava ironicamente: a cosa serve? a chiedere "scusi mi sa dire che ore sono?" e sentirsi rispondere "800 metri"? :P
Io rido di queste battute, piacevolmente, ma in realtà spero che chi crea la battuta non stia denigrando il concetto di fondo, cioé spero che abbia capito qualcosa di quello che ci stia dietro. Insomma, ci rido ma non ci credo.

Rido anche delle battute cattive sulle donne, ma non per questo ci credo e penso che le donne siano un branco di idioti con le pere. Beh qualcuna sì, altrimenti non esisterebbero queste barzellette.
Tipo quelle che cita la Littizzetto, quelle della pubblicità in cui il treno si ferma e l'aria, che proviene da fuori ma che ricircola attraverso i circuiti all'interno della carrozza, infarcisce l'abitacolo di un odore sgradevole. Le genialoidi cosa fanno? Estraggono dalla borsetta un assorbente e lo mettono sul filtro dell'aria. Una cosa abominevole e disgustosa.

Geniale, semplice e disarmante. Mi devo preoccupare?

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