venerdì 6 giugno 2008

E penso a te (ovvero: anche Battisti aveva dei limiti)

Io lavoro e penso a te
torno a casa e penso a te
le telefono e intanto penso a te
Come stai? E penso a te
Dove andiamo? E penso a te
Le sorrido abbasso gli occhi e penso a te



Che situazioni banali, pensavo. Perché invece non ha scritto ad esempio: condisco i fagiolini e penso a te? metto il dentifricio sullo spazzolino e penso a te? rompo la pastiglia della lavastoviglie e penso a te? mi puzzano le dita del salmone che ho appena mangiato e penso a te?

Misteri della mente umana.



Scultura di Rodin

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