giovedì 5 giugno 2008

Metti una sera, gli uomini in barca

Chi l'avrebbe detto che una sera mi sarei rilassata guardando Notthing Hill? Eppure, complice quella chitarra là sotto, eccomi qui.
Patetico, vero?

Sì credo che mi vergongerò di averlo scritto qui, nonostante i miei lettori si contino sulla zampa di una gallina.

E' anche vero che preferisco così, se può aiutarmi a stare un po' meno upset stasera. Certe parole in italiano proprio non mi vengono. A volte l'inglese si addice meglio, perché è così.. sonoro. Questa volta la parola non mi viene in nessuna lingua! Onomatopeico?

Ho bisogno di essere un po' cullata, come su una barchetta ormeggiata. O almeno è come me lo immagino, perché non mi è mai capitato. Avvolta in una coperta, ma con la brezza che accarezza la pelle del viso.

E vorrei magari che il cielo fosse limpido, che si vedano le stelle. Che ti metti con il naso all'insù e fai i pensieri più strani, con il sussurro dell'acqua nelle orecchie. Pensieri strani sì, ma pensieri curiosi. Niente di cupo, solo.. solo fiabe curiose e castelli in aria.

Ecco e vorrei anche che con me ci fossero altre pochissime persone. So già chi sarebbero. E staremmo così, ognuno con la sua coperta, ognuno con la stessa carezza sul volto, con la stessa musica e lo stesso blu. Sopra e sotto. E di stelle ce n'è per ognuno quante se ne vuole.











Quest'immagine è un po' sanguinaria, ma credo che abbia un suo perché. Beh, io in questo momento preferisco decisamente l'immagine della barca. Ma magari domani quando vorrò vergognarmi di questa pateticità sorniona preferirò questa. Mi porto avanti. :D

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