mercoledì 15 febbraio 2006

Cronaca in diretta di un 50ra

Nuotatori del Carroccio

...ecco, lo sapevo, me lo avevano detto. Quando esce il tuo numero, non c'è niente da fare: è uscito il tuo numero! Al fato non si comanda. Ed infatti, il display rosso con il numero 79 brilla sopra la mia testa, come un presagio malefico, davanti al banchetto delle chiamate. La strizza mi incrampa tutto quello che ancora funziona dalla vita in su. Il cuore batte come un orologio svizzero, sì, ma dopo che ci è passato sopra un camion. Le orecchie fischiano. Sento il mio nome come se mi chiamassero dal fondo di un pozzo, ed il numero della mia batteria. Le gambe non vogliono muoversi, ma improvvisamente mi trovo davanti al blocco di partenza. Qualcuno mi scuote. Hey, l'ho già visto prima, da qualche parte... ma sì, è uno dei tanti Master, che si incontrano sulle gradinate delle piscine. Combinazione, è nella corsia di fianco alla mia. Mi sorride calmo calmo e mi fa: allora, dai, visto che vai più forte di me di sicuro mi tirerai la volata. Ma come fa a essere coooooosì calmo!!! E' persino felice! Diamine, io ho un nervoso addosso che potrei ingoiare gli occhialini! Dei fischi ! Accidenti, tocca a noi. Devo salire sul blocco. Come in un sogno sento la mia mano che spazza via l'acqua dal ruvido della superficie del blocco. Poi lo stesso ruvido sotto i miei piedi. Le bandierine ballano la giga davanti a me. Finalmente il richiamo "aaaaa posto" e dopo un'eternità (ma saranno 2 secondi) la tromba! Via! Improvvisamente uno schiaffo freddo e mi ritrovo nell'acqua della corsia. E' uno schock, ma le mie braccia e le mie gambe stanno già andando da sole, quasi senza che me ne renda conto. Sento l'aria entrare ritmicamente nei polmoni, man mano che la mia testa entra ed esce dall'acqua. Sotto di me scorre la striscia blu del fondo. Con la coda dell'occhio mi sembra di vedere il compagno appena conosciuto, dietro di me, le sue mani che solcano l'acqua nella bracciata. Ancora un colpo ed ecco il muro. Tocco, virata, le gambe si distendono e si riparte! Ma l'affanno incomincia a prendermi. Le braccia sono pesanti, le gambe non vogliono saperne! Accidenti, devo accelerare il ritmo. Concentrati concentrati! Uno due uno due uno...le braccia fanno sempre più fatica, ma la fine è vicina: ecco il giallo del tabellone. Ancora uno sforzo... Toccato! Non mi sembra vero, ho toccato. E' andata. Il respiro è affannoso, sembra che i polmoni divorino l'aria, mentre ne caccio giù a grossi sorsi. Ma la tensione è sparita, di colpo. Sento il mio corpo rilassarsi velocemente, mi giro, ed ecco nella corsia di fianco lo stesso sorriso di prima, gli stessi occhi vivaci che mi guardavano e mi incitavano sul blocco di partenza." E' l'amico di un tempo breve, breve quanto un cinquanta rana. Ma eccolo lì bello fresco che mi chiede come è andata. E' arrivato prima di me, l'ho intravisto mentre mi superava. Adesso sono felice. Siamo arrivati tutti e due. Mentre usciamo dalla vasca ci stringiamo la mano. Lui 65 anni, io 35. E' Giuseppe, classe 1936, atleta nonchè grande appasionato nuotatore Master. Quanto mi ha insegnato oggi, il Giuseppe, in 40 secondi? Qualcosa che forse, se non fossi stato un MASTER, non avrei imparato nemmeno in quaranta anni...

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