sabato 25 febbraio 2006

Montagna di sabbia

E così hai voglia di parlare con qualcuno. Con tutte le opportunità che hai avuto, proprio ora ti deve venire alla mente un pensiero simile?! Sono giorni su giorni che tenti di non spiccicare una parola e ti va di cambiare marcia proprio in questo momento?! E se il mondo avesse altro da fare? Già, perché è così. Ognuno ha gli affari suoi da fare in questo momento, nessuno risponde agli appelli che hai lanciato. Lascia perdere.

Così riaffiorano volti e nomi a cui vorresti aggrapparti. E guarda un po'... sono tutti lontani. E dì la verità. Te li scegli apposta così. Perché la lontananza impedisce loro di venire a contatto con i tuoi periodi chiusi. Tranne uno. Uno fra loro è più vicino ma c'è un muro invisibile tra voi, costruito da voi, dalle vostre indiffrenze, dai vostri dubbi, dalle cose che sempre avete cheisto e mai cercato. Ma non disturberai. Chissà cosa ti lega. Forse una confidenza che non pensavi di riuscire a fare. Riposta lì. Riposa lì. E a dire la verità speri che se la sia dimenticata, che non abbia capito quanto era importante (in realtà dubiti che esista qualcuno che possa prenderla sotto gamba).

Scaccia tutto. Copri. Buttaci sopra quintali di sabbia. Ahah! Non ti sei nemmeno preoccupata di scavare una buca e buttarci tutto! Hai semplicemente creato un cumulo abnorme di sabbia! E credi che nessuno lo noti?! Stolta!

Sì, ma a volte le persone sono attratte da tante lucine inutili che riescono a comportarsi come nulla fosse anche quando sulla strada che percorrono tutti i giorni compare all'improvviso una montagna di sabbia. E io spero in cuor mio che sia così.

Adesso hai finito? Ti è passata la voglia di parlare? Sembra di sì. Per il momento. Ma la montagna di sabbia io la vedo, perché l'ho costruita io.

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